Poesie di Francesca Genna

Impiegata, nato venerdì 26 maggio 1967 a Trapani (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Fragolosa67

La sapienza ha risvegliato la mia anima

La sapienza ha risvegliato la mia anima
falsamente sopita.
Ho aperto gli occhi all'esistere eppure, c'ero.
Non conosco il nome dell'angelo che mi ha condotto qui.
Mani amiche hanno accarezzato la mia vita.
Non un grazie solo ciao.
Il mio nome nei suoi ricordi.
I suoi occhi nei miei.
Francesca Genna
Composta giovedì 11 dicembre 2014
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    Scritta da: Fragolosa67

    Amerò le stelle se luminar sapranno la via

    Amerò le stelle se luminar sapranno la via.
    Non tradir posso il core puro e lo passo mio fiero.
    Potrò soltanto proferir parola quando dal seno mio dove giaccio, tornerà l'aurora.

    È pace che spero risplenda il mio sguardo.
    Sorriderti posso se speme e desio son volontà e fierezza di popolo unito.

    Il core mio si posa fra i piani e i colli e nuota nel mare più a sud dell'Italia.
    Come un raggio di sole l'abbraccia e lo stringe piangendo nel silenzio che prega un miracolo novo.

    Libertà si eleva come un eco fra gli anfratti e dove il mondo spiana e trova posto l'aere e l'azzurro cielo.
    Terra italica, su te veglio e canto questi miei versi soavi.

    Acqua, aere, mare, foco sieno forza che vinca il male in ogni loco.
    Nessuno tema il fronteggiar l'allocco.
    Uniti vinceremo la guerra d'ogni tempo.

    Tuoneranno i cieli e si smuoverà la terra in nome di codesta nazione piegata dall'ipocrisia e dalla malvagità dell'umane genti.
    Nessuno osteggi l'italico suolo e risparmi il suo popolo dall'avverso destino.

    Fermo è l'omo dal dolore vinto!
    getta la sciabola e si inginocchia convinto.
    Un Dio di gloria gli ferma la mano
    riposa e indietreggia poi a casa ritorna

    È sconfitta che brucia la pelle
    È dolore che arma il ribelle
    È consolante carezza che Dio gli concede.
    Francesca Genna
    Composta venerdì 6 febbraio 2015
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      Scritta da: Fragolosa67

      Pace dopo di te

      Silenzio.
      Non lasciare che il rumore della vita entri nei tuoi pensieri.

      Fai che le tue orecchie ascoltino il vibrare della foglia
      quando vi cade una goccia.

      Soffermati a vegliare mentre la terra imita
      i piccoli rintocchi del tuo cuore.

      Posa i tuoi piedi sul suolo che ti accoglie e
      ad ogni passo lascia un'orma.

      La tua pace sarà germoglio che dà frutto per chi
      dopo di te giungerà.
      Francesca Genna
      Composta venerdì 12 settembre 2014
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        Scritta da: Fragolosa67

        Il vento

        L'alitar del vento fra frasche e fronde sinuoso aleggia e mi par che esso nasconda un ombra d'anima dolcemente accarezzata.
        Racchiuse ha le zampe e aspetta una madre.
        Vellutato è il pelo e dolci i suoi occhi.
        Il vento con destrezza di movenza lo adombra e lo protegge da curiosi.
        Sicuramente è cervo mi dico allungando il collo poi desisto e il fruscio lento e rumoroso ascolto...
        È il vento questa dolce brezza che mi scompiglia i lunghi capelli e li sventola come fossero bandiera.
        Chiudo gli occhi per immaginarmi altrove dove ho udito questo suono.
        Esso Mi ricorda il fragore dell'onde e l'animo mio in tumulto.
        Sbattono i cavallucci sugli scogli mentre il fogliame continua il suo agitar.
        Ovunque vado l'ascolto.
        Mi sento in pace se apro gli occhi e a lungo osservo l'immobilità dell'acqua o la fissità dei monti.
        È solo il mio cuore che si muove. Null'altro.
        È pace allor e quiete d'animo.
        Serenità ricevuta nello spirito che diventa vento di natura e non più soffre e si ferma come tutto il creato.
        Che importa donde andiamo? Sempre in noi restiamo. Non possiamo allontanarci dal nostro io ma ascoltarlo raccontar di essere parte di questo cosmo piccolo mondo che racchiude l'emozione di essere vita.
        È questo che vedo, odo e sento! Io porto in seno l'agitar di fronde che a ritmo si flemmano o il fragor di frasche che turbinose muovono pensieri.
        Sono il semplice alitar di un dolce venticello o il silenzio che incombe in un orizzonte muto e incantevole.
        Anche su di me cade il giorno e volgo al tramonto senza che alcun scorga il mio conscio.
        Chi sono mi vien da chiedermi al volgersi del tempo e non mi rispondo. Allargo le mie braccia e colpita dal vento nella mia immobilità sono anche io acqua, monte e alberi irraggiata dal sole.
        Figlia di natura ascolto la mia pace.
        Francesca Genna
        Composta domenica 7 settembre 2014
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