Sentire le parole
se non ci ameremo più,
mi mettono angoscia
mi domando come
potremo non amarci più,
tutta questa strada
in salita
a cosa è servita,
dobbiamo solo aspettare la discesa
sarà lunghissima,
come lunga è stata la rimonta,
poco importa se ci odieremo,
poco importa se non ci vedremo,
poco importa se non ci sopporteremo,
quel che conta è che siamo
legati da un filo
molto sottile,
ed ogni volta che ci perderemo
basterà cercare quel filo
difficile da trovare per quanto sottile è,
ci farà ammattire
spazientire
e perdere la voglia,
ma quel sottile filo
è durissimo da rompere,
solo quando seguendo quel filo
ci dovessimo rendere conto
che dall'altro capo non ci sei più,
allora si che piangeremo
spero non succeda mai
quel filo tiene la mia anima legata a me.
Anonimo
Composta venerdì 30 novembre 2012
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    Scritta da: Anonimo Me

    Solo un numero?

    Sono i comandamenti,
    sono i segreti di Medjugorje,
    sono le dita delle mani e dei piedi,
    sono i voti che si possono prendere a scuola,
    sono le ragazze che possono bastare a Battisti,
    sono i primi elementi di una qualsiasi classifica,
    sono i decimi necessari per avere una vista perfetta,
    sono i segmenti che si usano per disegnare una stella colorata,
    sono le volte che si deve contare per evitare di avere reazioni scomposte,
    sono gli anni trascorsi da quell'ultimo, dolce, gelido, bacio.
    Anonimo
    Composta venerdì 1 febbraio 2013
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      Sentire le parole
      se non ci ameremo più
      mi mettono angoscia
      mi domando come
      potremo non amarci più
      tutta questa strada
      in salita
      a cosa è servita
      dobbiamo solo aspettare la discesa
      sarà lunghissima
      come lunga è stata la rimonta
      poco importa se ci odieremo
      poco importa se non ci vedremo
      poco importa se non ci sopporteremo
      quel che conta è che siamo
      legati da un filo
      molto sottile
      ed ogni volta che ci perderemo
      basterà cercare quel filo
      difficile da trovare per quanto sottile è
      ci farà ammattire
      spazientire
      e perdere la voglia
      ma quel sottile filo
      è durissimo da rompere
      solo quando seguendo quel filo
      ci si dovesse rendere conto
      che dall'altro capo non ci sei più
      allora si che piangeremo
      ... spero non succeda mai
      quel filo tiene la mia anima legata a me.
      Anonimo
      Composta venerdì 30 novembre 2012
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        Scritta da: Anonimo Me

        Numeri dispari

        Adoro i numeri dispari
        così individualisti
        da dare l'impressione
        di bastare a se stessi.

        Alle volte sono numeri primi,
        alle volte lo diventano
        se incontrano un altro numero dispari.

        Adoro come il loro incontro
        crei un equilibrio perfetto,
        senza che nessuno dei due
        perda la propria natura incompleta.
        Anonimo
        Composta mercoledì 30 gennaio 2013
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          Scritta da: Nastjia

          Girotondo

          Se nell'animo tuo
          albeggia il rancore,
          può il tuo giudizio
          essere scevro d'errore?

          E se l'amore acceca il tuo sentire,
          puoi mai,
          fino in fondo,
          l'immane torto
          percepire?

          Ma il senso di queste domande
          ormai non trovo.

          Eppure è la mente,
          che stanca del cuore,
          le ricorda di nuovo.
          Anonimo
          Composta lunedì 14 gennaio 2013
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            Scritta da: betulla65

            Oltre

            Il volo dei gabbiani sorvolando onde in burrasca
            oltre il luccichio del sole che specchia sull'acqua
            all'orizzonte una linea scura a limitare l'oltre
            che pare finire allo sguardo.
            Ma nella mente l'oltre non si ferma
            va oltre il pensiero va oltre lo sguardo
            le stesse onde s'accorgono e indietreggiando
            lasciano spazio alla sabbia dorata e bagnata come
            a fare da cuscino al luccichio dell'oro che riflette.
            Vanno oltre i profumi di un inverno che lascia
            i gabbiani al loro destino
            al loro mondo finalmente incontaminato.
            vanno oltre i pensieri che si accontentano
            dei ricordi di una stagione di vita.
            Anonimo
            Composta venerdì 4 gennaio 2013
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              Scritta da: Matteo Scabeni

              Tempo antico

              Quel tempo è passato,
              ma ancora fresco è il ricordo,
              lei, che dalla cattedra
              vedea ogni cosa
              dal minimo dettaglio
              al grande diserto,
              lei, che con piacere ascoltava
              i nostri tristi problemi.

              Il tempo antico
              ormai è passato e,
              quei dolci momenti,
              riviver non si potrà
              poiché il tempo tradisce
              e tristemente passa
              ripugnando il passato
              come in tradimento.

              Nel ripensare a ciò,
              la mente duole,
              gli occhi lacrimano,
              la bocca si tortura,
              e le tese membra
              richiamano il core
              per scaricare il dolore,
              solo la tensione sovrana governa.

              Oh, se potessimo
              tornare indietro a quel tempo
              oh, quando la tristezza rinchiusa
              prese il sopravvento
              né l'allegria, pura e dolente,
              né l'affetto, triste e caro,
              poterono ricucir una così
              aperta e rosea ferita.

              E, come d'autunno
              cadon le foglie e
              di esse l'anima muore
              scendendo lentamente
              sul freddo e umido suolo,

              anche noi, dalla distanza
              afflitti e uccisi nel profondo
              scendiamo nel baratro nero,
              dal quale salir si può
              solo ripensando a quel tempo antico...
              Anonimo
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                Scritta da: seilion

                Ipazia d'Alessandria

                Nata nella seconda metà del quarto secolo,
                avviata dal padre, rettore del Museo di Alessandria,
                stimato saggio, a capo della scuola della città,
                al sapere, alla cultura, alla spiritualità della vita,
                sacrificò la sua bellezza, la sua giovinezza, in cambio della saggezza.

                Ben presto divenne musa,
                della matematica, delle scienze, dell'astrologia,
                acuta divulgatrice, di Platone dell'ellenica filosofia,
                alla morte del padre, della scuola prese le briglia,
                con grazia si rivolgeva, a chiunque il suo verbo, voleva ascoltare.

                Amata, rispettata, chi da lei, traeva la conoscenza,
                odiata, disprezzata, chi in lei vedeva irriverenza,
                al cristianesimo nascente potenza,
                in quella vergine pagana, vedeva concorrenza.

                Cirillo dalla chiesa fatto santo, vescovo della città,
                della donna decretò la morte, con la più bieca atrocità,
                povera martire pagana, torturata, fatta a pezzi, bruciata nell'Agorà,
                come la sua amata biblioteca, in fumo se n'è andata.
                gb sileoni.
                Anonimo
                Composta sabato 1 dicembre 2012
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