Sei anima, che si agita e si dispera, libera, leggera,
sei forza che spezza le catene che imprigionano i sogni,
corpo che non teme il tempo che passa;
sei luce che rischiara ogni momento,
neve bianca che si posa senza rumore,
sei voglia infinita di libertà di espressione,
sentimento di fuoco che incenerisce il silenzio,
sei l'attimo tanto atteso, l'ancora nella tormenta,
sei cielo e mare senza tramonti,
colori di pastelli intrisi di sfumature,
sei il calice di vino pregiato dove annego la mia paura
di non poter più sognare,
la roccia sospesa nel vuoto che, senza te, ho paura di affrontare...
Anonimo
Composta domenica 29 dicembre 2013
Vota la poesia: Commenta
    Restituiscimi i sogni che ti ho regalato,
    voglio ridisegnarli con la passione che sento impetuosa,
    farcirli di fichi esotici fino a gonfiarne i contorni,
    sfregarli tra le mani per impregnarli di vita che appaga,
    trasformarli in energia indomita che supera i limiti che corpo e mente sono in grado di tollerare,
    per esplodere, straripare e trascendere il mio universo,
    perché diventino luce, essenza, estasi, richiamo irrinunciabile...
    Anonimo
    Composta giovedì 2 gennaio 2014
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Krash

      Cosa speri?

      Cosa speri di trovare nei nostri sguardi?

      La terra trema
      sotto i nostri piedi
      gli oceani stanno evaporando,
      mentre grattacieli crescono
      sopra le nostre teste
      le parole sono distorte
      da interferenze magnetiche,
      un incessante
      scambio di informazioni
      inibisce i miei pensieri,
      nutrendoci di radiazioni
      le medicine placano
      i nostri dubbi,
      quando detteranno
      i nostri consumi
      le parole non placheranno
      il progresso...

      cosa...?
      cosa speri di vedere nei miei occhi?
      Anonimo
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Krash

        Questo mare

        Ovunque porti questo mare
        non c'è niente
        che ci leghi a queste terre,
        niente...
        oltre la consuetudine
        di un orizzonte
        che ci porta lontano,
        fino a farci perdere
        nell'illusione di un cielo
        che continua a cadere
        nei suoi spazi,

        e siamo ancora qui...
        distesi su questa spiaggia,
        cerchiamo di intravedere
        in questa vastità
        qualcosa a cui appartenere,
        mentre il vento trascina il mare,
        sopraffatte dal suono delle onde
        le parole sono inutili,
        dovremmo guardarci negli occhi ma...
        continuiamo a guardare
        tutte queste vecchie stelle
        quasi ci appartenessero...
        Anonimo
        Composta giovedì 20 maggio 2010
        Vota la poesia: Commenta
          Questo sito contribuisce alla audience di