Poesie d'amore


Scritta da: Laura Saitta
in Poesie (Poesie d'amore)
Mai udito suono più soave.
Le labbra devon esser caute nel pronunciarsi.
Un tono al di sopra di un sussurro potrebbe farlo svanire.
L'amore è nella sua più intima essenza delicato ed armonioso.
Va trattato con cura.
Un tocco indiscreto potrebbe interrompere il suo batter d'ali.
Se si inciampa nella fortuna, esso ci assorbirà.
Vivremo per esso e con esso.
Il nostro cuore comporrà una dolce sinfonia,
danzando al ritmo dei battiti.
Gli occhi saranno percorsi di luce nuova.
Le braccia si scioglieranno nelle loro gemelle.
Le labbra si schiuderanno,
tacendo nell'ultimo respiro di un bacio.
Composta sabato 17 ottobre 2015
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    Scritta da: Jeannot
    in Poesie (Poesie d'amore)

    La strega

    A cavallo di una scopa
    vola la strega!
    Non guardatela o
    cenere sarete!
    Din! Din! Din! Din!
    Tremate uomini!
    È simpatica, è allegra,
    è anche bella ma non troppo
    ho il coraggio di guardarla
    con gli occhi socchiusi
    e divento un mago!
    Vieni su
    vieni su e non temere
    anche se è più facile "scendere".
    Non voglio più star solo
    perché odio la solitudine.
    Canteremo, rideremo
    e se sarà rimpianto
    piangeremo.
    L'amore può tutto!
    Se passerà avremo vissuto
    ciò che altri non possono.
    Vieni su piangeremo
    e rideremo di noi stessi!
    Composta nel novembre 1983
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      Scritta da: minnie
      in Poesie (Poesie d'amore)

      Mi piaci

      Mi piaci
      perché mi somigli,
      perché finisci
      il pensiero incompiuto
      dentro me,
      perché traduci
      il mio silenzio,
      perché mi intendi
      senza parlare,
      perché se ti guardo
      mi comprendi,
      e se mi guardi
      ti comprendo,
      perché se taccio
      mi capisci,
      se taci
      ti capisco.
      Mi piaci
      perché non mi somigli,
      perché ti sfuggo
      e mi insegui,
      perché mi sfuggi
      e ti inseguo,
      perché meno ti comprendo
      più voglio conoscerti,
      meno mi comprendi
      più vuoi conoscermi,
      e ci guardiamo sorpresi
      ... mi piaci.
      Composta sabato 7 novembre 2015
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        Scritta da: insui.79
        in Poesie (Poesie d'amore)

        Eri nel mio cuore

        C'era una volta...
        una statua di Buddha
        Bianca candida splendente
        grande quanto un piccolo bambino.
        Pacifica Armonia.
        Tra sogni ed armonie di pace, nuotavo, libera e felice.
        Io l'abbracciai, gli volsi tanto bene.
        Eri Nel mio cuore.
        Dopodiché, un giorno, la vendettero, se la portarono via.
        via da me.
        non la vidi più bianca candida statua di Buddha.
        Triste ed immenso quasi sconfinato dolore,
        il mio dolore,
        che mi fece smarrire, mi persi, in parte.
        Sofferenza profonda.
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          Scritta da: Fabio Foroni
          in Poesie (Poesie d'amore)
          Non ci metterei molto a ritrovare la strada,
          perché il cuore sa ciò che la mente non dice,
          non importa se dispersa fra i campi o sepolta dal cemento,
          ti troverei.
          Saprei stare ad aspettare, ore, giorni, ormai sono anni,
          ho traversato il mare una volta, posso farlo anche per ritornare,
          ci riuscirei.
          Non c'è nessuna voce che io possa sentire,
          una speranza da inseguire,
          una promessa da mantenere,
          non c'è nulla.
          Ma c'è qualcosa...
          e allora chiedimelo, fammelo indovinare, disegnalo, spiegamelo
          ed io mi abbatterò su di te
          come un terremoto di stelle sul buio del deserto
          dove nessun angolo fuori e dentro di te rimarrà senza luce.
          Ti scalderei
          e nessun vulcano, nessun sole potrà mai farlo così
          ricoprendoti, circondandoti, stringendoti
          senza scottarti, senza bruciarti
          ti proteggerei.
          E sarò sempre lì, per sempre, sempre
          impedirò al vento di spostarti i capelli
          alla pioggia di bagnarti, al ghiaccio di gelarti...
          a me stesso di farti male.
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            Scritta da: Raffaele Pisani
            in Poesie (Poesie d'amore)

            Lettera a Francesca

            Cara Francesca,
            mettiamo avessi casa vista mare
            con il Vesuvio, Capri, Ischia e il sole
            che il giorno intero tutta l'avvolgesse,
            della sua luce
            ma non avessi te. Che ne farei
            di questo panorama mozzafiato
            che non saprebbe darmi solo un attimo
            dell'emozione
            che mi regala il tuo volermi bene?
            Mettiamo che il ricamo della luna
            mi regalasse trine argento e oro,
            ma non avessi te,
            cosa me ne farei di un tale dono
            che pur così prezioso non è niente
            se confrontato a tutto ciò che sento
            quando accarezzo i tuoi capelli bianchi?
            Mettiamo che dal mare mi arrivasse
            l'intenso suo profumo
            ma non avessi te,
            cosa me ne farei di questo balsamo
            se penso a quanto
            m'inebria di passione e desiderio
            quella carnalità che la tua pelle
            ancora mi regala?
            Ecco, io questa lettera ti ho scritto
            per dirti che la mia piccola casa
            con qualche traccia d'umido,
            e poco sole, e senza vista mare,
            come tu entri, in quel preciso istante,
            s'illumina d'amore, e al suo confronto
            nessuna casa al mondo ha eguale luce!
            Composta sabato 14 febbraio 2015
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              Scritta da: Maria La Valle
              in Poesie (Poesie d'amore)

              Inevitabile addio

              Piovono brandelli di ricordi recisi su questo
              lungo viale lastricato di asfittici pensieri.
              Claudicante, intorpidita la mia mente tesse gli ultimi fili
              di una consunta trama a cui restano appesi
              sogni oramai sgualciti.
              Il tuo mellifluo volto, gli occhi di vetro,
              è un simulacro di un'effimera visione che brucia
              nell'anoressia dei sensi narcotizzati da apatiche,
              insipide, logore parole.
              E nell'iconoclastia di questo torrido giorno d'estate,
              saturo di algida realtà, odo il ghigno beffardo del
              tempo
              crudele araldo di un inevitabile tramonto: era un sole pallido!
              Ansima l'anima, bulimica ricerca di senso, urla il
              sentimento
              spezza le catene del tuo perfido giogo, danza dionisiaco tripudio,
              trasuda brividi di passione, partorisce aborti di speranza,
              respira inebriante profumo dell'abisso.
              Forse l'attesa di un'altra
              illusione?
              Indifferente ti allontani senza far rumore, nell'ombra dubbiosa
              e precaria della tua ipocrisia, pavido e confuso nel buio,
              arido e avaro, ladro di emozioni e sensazioni,
              alchimista d'inganni.
              Mi lasci ceneri di sbiaditi abbracci, ma non una lacrima
              per questo inevitabile addio.
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                in Poesie (Poesie d'amore)

                Insieme ancora domani

                Che le lacrime lascino spazio alle parole.
                Sospesa incontrai il tuo sguardo per la prima volta,
                e sospesa ti ho lasciata con un'ultima fuggitiva occhiata.
                Hai cinto un'anima persa nell'oscuro pensiero della solitudine,
                e ti sei innamorata fedelmente in un mondo arido di sentimenti.
                Ti sei persa nelle mie vesti umane
                e hai sfidato chiunque minacciasse la nostra unione.
                Inimmaginabile legame,
                eccezione declassata dalla stupida mente umana,
                oggi non ti spiego a questa terra.
                Getto strofe sconclusionate personali,
                ma non mi azzardo a raccontarci al pubblico
                di ignoranti attori deludenti.
                Non siamo pagine o storie esposte,
                ma siamo amore vero al di là della vita.
                Ti vedo ancora riflessa nello specchio che ti risucchiò
                e stringo i tuoi ricordi
                nelle mie mani distrutte.
                Serro gli occhi
                e fiuto il tuo odore,
                ti bacio e sprofondo nel tuo petto,
                ti guardo e mi perdo nei tuoi occhi corvini.
                Balzo in avanti nella realtà che mi vive
                e mi ritrovo uno scheletro seduto.
                Mi osservo mentre non mi sto vivendo,
                ossa giovani che non hanno sostenuto
                il peso di una perdita incomprensibile.
                Amore che lascia dolore,
                oggi non posso fuggire,
                ma saprò distruggermi per ritrovarti.
                Sei amore vero,
                anche se per la gente sei stata solamente un animale.
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                  Scritta da: Jacopa Del Gado
                  in Poesie (Poesie d'amore)

                  Ferragosto metropolitano

                  Ti prego, dai!
                  Giochiamo a "fare finta".
                  Lo tiro a me e addosso me l'avvinghio.

                  Il sole picchia e batte senza pace,
                  ci siamo solo noi, qualche piccione errante
                  ed una fontanella che pare agonizzante.

                  Conosco l'amarezza sotto quel ciuffo scuro.
                  Milano a ferragosto! Roba da aver paura.

                  E noi siamo proprio là!
                  Vi prego non credete al frutto di una scelta,
                  l'ansia di sfuggir gente,
                  l'anelito a "partenze intelligenti".

                  Niente di tutto questo, nessuna idea elegante,
                  solo noi due in bolletta e soldi in tasca niente.

                  E allora, dai! Bisogna farlo,
                  giocare, come allora a "fare finta".

                  Traversiamo quartieri sconosciuti,
                  -nella città in cui pure siam cresciuti -
                  e l'avventura, così come allora,
                  comincia con le insegne, prosegue coi colori.

                  Proprio a sinistra, uscendo dal metrò,
                  sbattiamo quasi addosso ad un bistrò.
                  Tre insegne dopo "la casa dell'omelette"
                  promette gioie al palato e tete a tete.

                  "Guarda, siamo a Parigi!"
                  Dico mentre gli cingo il fianco.
                  "Non vedi che è Marsiglia?"
                  Non senti il mare e l'odor di triglia? "

                  e mentre ci baciamo - e non vedevo l'ora-
                  io me lo guardo ancora
                  e l'amo più di allora.
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                    Scritta da: Fernanda Irlante
                    in Poesie (Poesie d'amore)

                    Occhi negli occhi

                    C'era un giorno, un giorno lontano,
                    tra noi, c'era l'incertezza di passioni contrastanti,
                    vite diverse tagliavano a metà le speranze.
                    Le parole potevano fare e dire, ma senza invadere.
                    Sentimenti, la voglia di esploderli,
                    la paura del rimbombo di essi.
                    C'era silenzio, ma il rumore inquietava.
                    La proibizione, il gusto dell'incerto,
                    essere lontani e appartenersi.
                    Quegli occhi, a un certo punto,
                    non hanno più esitato,
                    ma il timore del valico senza ritorno
                    era un'eco che tremante avanzava.
                    C'era silenzio, ma il fatale accadde e,
                    per un attimo il destino cancellò gli scritti.
                    Il giorno divenne notte, il buio si vestì di luce.
                    Poi, lo sbaglio di rubare il proibito,
                    occhi negli occhi in silenzio ci guardammo!
                    Non c'era luce nella stanza,
                    le nostre mani si cercarono.
                    I nostri corpi si unirono,
                    le nostre labbra si baciarono.
                    A un tratto dalla finestra filtrò
                    un raggio di sole che illuminò la stanza,
                    solo allora mi accorsi di averti sognato.
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