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Scritto da: Anna Di Lollo
Quando ci lasciano un cuore dovremmo sempre farne il miglior uso possibile, altrimenti è inutile andare in giro col retino a catturarne tanti. Siamo collezionisti forse? Ne abbiamo compresa la differenza? O ci sembrano ancora tutti uguali? Ce ne sono di vivi e meno vivi, alcuni rivolti verso il basso, con la faccia a terra come un tempo si seppellivano le streghe, e altri sempre all'insù, quasi a voler sfidare il cielo. Ve ne sono di pesanti e altri meno; di colorati, spenti, esultanti, tristi. Anche i cuori sono diversi ed è per questo che abbiamo bisogno di scoprirne uno solo speciale e renderlo tale. Di cuore uno soltanto ne abbiamo e lo lasciamo a chi amiamo. Ma taluni li dimenticano in cantina o in soffitta, impolverati, disattesi, inutilizzati. Non v'è regalo più grande che ci possa venir fatto e a questo dovrebbe seguire il miracolo della comprensione di chi lo ha ricevuto, ma sovente se ne ottiene solo eterno oblio.
Anna Di Lollo
Composto lunedì 29 maggio 2017
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    Scritto da: Anna Di Lollo
    Ognuno ha la propria Moby Dick da temere. Certi pensieri sono come colpi di coda di una balena, si ergono come muraglie fuori dalle acque proprio quando meno te lo aspetti, investendo come uno tsunami l'onnicomprensività della mente e finendo spiaggiati, dopo essersi infranti sul cuore, tra le secche dell'anima. Questo è il perpetuo andirivieni del ricordo tra le maree della vita.
    Anna Di Lollo
    Composto giovedì 20 aprile 2017
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      Scritto da: Anna Di Lollo
      A volte non siamo noi a lasciarli, ma i sogni ad abbandonarci. Hanno un loro carattere, un proprio temperamento, un comportamento definito e peculiare, proprio come fossero individui. Taluni, di poco spessore, durano giusto il tempo della primavera di una rosa, altri, invece, ci tormentano lungamente e quasi in via definitiva. Spesso sono di quelli destinati a non realizzarsi mai, perché impossibili o affidati all'assenza di determinazione e coraggio altrui, ma forse inviati a illuminarci un cammino diversamente buio, a tenere viva la fragile scintilla della speranza, a non farci battere la ritirata sotto la bandiera della rassegnazione e a non far smorzare il lume dell'entusiasmo. I nostri sogni godono di vita propria e noi dovremmo averne più cura, in fondo ci sono stati affidati dalla sorte, durante la sua partita a dadi col destino e la casualità.
      Anna Di Lollo
      Composto mercoledì 19 aprile 2017
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        Scritto da: Anna Di Lollo
        Esistono due tipi di sogni: quelli a due mani e quelli a quattro. I primi sono espressione di volontà ferrea, autodeterminazione, caparbietà, ostinazione, tenacia. Io amo definirli "della gioia", perché con essi ognuno, tramite le personali capacità, può raggiungere, doppiare e superare i propri limiti e obiettivi. I secondi, invece, hanno bisogno di un aiuto esterno, di una piccola o grande felicità donata, dell'avallo e il contributo di una o più anime altre. Sono questi i sogni della frustrazione, dell'impotenza, quelli per cui, proprio quando si crede di averli messi al sicuro, arrivano le imprevedibili, improvvise e turbolente correnti marine, che, con furia cieca, li scaraventano nuovamente in alto mare. Qui essi annaspano in un naufragio senza fine che, talvolta, li lascia annegare senza scampo alcuno. Chissà, forse è meglio affidarli alla sola cura delle proprie mani i sogni.
        Anna Di Lollo
        Composto domenica 2 aprile 2017
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          Scritto da: Anna Di Lollo
          C'è un luogo meraviglioso, un giardino segreto, un posto incantato nel battere di ciglia delle persone silenziose, quelle che guardano in basso, quelle che arrossiscono ancora persino al lieve fremito di un fuscello. Un mondo fatto di desideri inespressi, di dolcezze che traspaiono solo dall'acuita lucentezza d'un paio d'occhi immersi nelle acque dell'emozione. Vi sono garbo, timidezza, senso della misura, ponderatezza, una profonda riservatezza e dignità per il dolore, che un sorriso può sempre trasformare in splendore. È tutto ovattato, insonorizzato, uno spazio dedicato alla modalità "sottovoce", quella che permette di sentire solamente l'impercettibile brusio del proprio cuore.
          Anna Di Lollo
          Composto martedì 28 giugno 2016
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            Scritto da: Anna Di Lollo
            Non sono mai anonimi, né muti i ricordi. Hanno sempre un indirizzo ben preciso, il volto d'una persona amata, una fragranza soave di memorie ancora bambine, una nota aromatica e penetrante di ginestra, di acacia o di lavanda svolazzante nel vento, una lettera sbiadita dagli anni e dalle lacrime versate. Talvolta possiedono persino un ritornello ancora saltellante nella mente, come bambini che giocano sulla corda del tempo. Basta chiudere gli occhi per avvertire la presenza quasi tangibile di ciò che il cuore, a dispetto della svagata memoria, trattiene indelebile nel rincorrersi dei lustri. Sono certa che i ricordi posseggano un'anima, capace di tenerli in vita anche quando hanno ormai perso lineamenti, definizione, tratti particolari. Quando li crediamo ormai dimenticati, basta un senso solleticato da un casuale dettaglio e come per incanto un déjà-vu ci spinge indietro nel tempo, tra le braccia accoglienti di una felice reminiscenza.
            Anna Di Lollo
            Composto lunedì 23 maggio 2016
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              Scritto da: Anna Di Lollo
              Se ti racconterai agli altri, loro useranno le tue affermazioni contro di te. Se non lo farai, inventeranno quel che non sanno. Capiterà di non poter far nulla per cambiare la tua vita, ma potrai sempre scegliere la prospettiva da cui guardarla. Sarà allora che dipingerai il tuo viso con i colori di guerra e scenderai in battaglia, una battaglia incruenta e silenziosa, perché sei donna e della vita contempli l'essenza. Potrai versare poesia sui deserti per irrorarli, colmare con la scoperta i fossi dell'ignoranza in cui cercheranno di seppellirti; potrai persino abbattere con la fantasia i muri angusti che ti hanno costruito intorno. Anche quando ti avranno isolata, e creduta sconfitta, potrai esser libera di cambiare programma e guardare ciò che loro mai vedranno, mai sospetteranno, mai concepiranno... la tua bellezza interiore. Quando sarai ferita, spaventata, senza speranza o via di fuga, quando penseranno che non hai più nulla, allora capirai di avere una sola possibilità: guardare dentro! Lì troverai tutto ciò che serve, se l'avrai conservato: dignità, onestà, amor proprio, ma soprattutto la tua libertà. Beni in disuso, penserai. Ma quel che più è raro guadagnerà maggior valore nel tempo e puoi giurarci! Prima o poi giungerà il tempo della vendita all'incanto anche per te, fosse anche nell'asta di una nuova vita.
              Anna Di Lollo
              Composto martedì 19 gennaio 2016
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                Scritto da: Anna Di Lollo
                L'amore vero non è una variabile affidata al tempo, al caso, alle persone. L'amore vero è una realtà impercettibilmente mutabile, che ci portiamo dentro a dispetto di tutto e di tutti. Non svolazza tumultuoso in balia dei venti, ma indica la strada, illumina e rischiara la via. È stella, nord e bussola allo stesso tempo. È senso, padre e figlio della bellezza. È ciò che siamo, il nostro modo di intendere, di viaggiare, di vivere. È crescita interiore, maturità, metro di giudizio della nostra grandezza. L'amore vero rappresenta la nostra divinità, non confondiamolo con i fuochi fatui delle spicciole e umane vanità.
                Anna Di Lollo
                Composto lunedì 15 febbraio 2016
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                  Scritto da: Anna Di Lollo
                  E poi c'è, e resiste davanti a tutte le intemperie, quella parte romantica in noi, quella assorbita sin dai tempi dell'infanzia davanti a un focolare acceso, tra i sussurri di una persona cara che leggeva per noi (ancora illetterati) quelle pagine incantate, capaci di trasformarsi in tappeti volanti e trascinarci in storie da "Le mille e una notte", in cui gli oggetti e gli esseri di tutti i giorni divenivano materiali ed estrinsecazioni del sogno. Un guscio di noce diveniva imbarcazione, una zucca cocchio, i sassi si tramutavano in oro e rospi e ranocchie in un guizzo s'illuminavano della nobile e fiera bellezza di cavalieri e principesse. Poi la vita sovente si è divertita a disarcionare tutti i nostri eroi e gli incantesimi hanno avuto una battuta d'arresto alle mele avvelenate. Gli anni son passati e la tendenza si è rovesciata: tanti nobili dal sangue blu son tornati anfibi. Eppure, anche se il cuore s'è indurito o vuol far solo credere d'esser divenuto arcigno, dentro di noi non v'è giorno in cui questo muscolo al centro del petto non desideri trasformarsi in un luogo verdeggiante, carico dei fiori e dei colori della primavera, di quel cinguettio d'uccelli che annuncia il sommo tripudio che solo la bacchetta dell'amore riesce a risvegliare. Allora, anche per un fugace attimo, torniamo quei bambini dal volto illuminato, dagli occhi incuriositi, immobili davanti a quelle parole che messe in fila, una dietro l'altra, presto avrebbero svelato il segreto che tanto ci attanagliava. E poi, soli nella nostra stanza, al risveglio o un attimo prima di dormire, sogneremo di galoppare sul cavallo bianco della fantasia, aggrappati a chi, una volta scoperto e uscito dal mondo di fiaba, non potrà mai smettere di accarezzarci, almeno nel luogo più incantevole e magico che ci sia, dove abbandoniamo ogni remora per lasciarci cullare unicamente dalla bellezza che abbiamo così lungamente custodita nel cuore: il sogno.
                  Anna Di Lollo
                  Composto domenica 5 febbraio 2017
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                    Scritto da: Anna Di Lollo
                    Qualcuno le aveva raccontato che esistono luoghi in cui non piove. Nella sua quotidianità, però, c'erano giorni in cui la solitudine si faceva pesante, greve, una cortina spessa, coriacea, infrangibile e a tratti anche insopportabile, nonostante il costume da super-eroina che la vita le aveva incollato addosso. E, quando la morsa stringeva un giro in più di vite, le tornava in mente quella bambina "strana" che era stata, quella che, appena si sentiva troppo sola, infilava i suoi stivaletti di gomma gialli e quell'ombrellino azzurro (scudo di protezione), che custodiva come un gioiello preziosissimo, e si metteva a ballare sul suo metro quadrato di riservatezza, cantando a squarciagola "Singin'in the Rain", imitando non tanto Gene Kelly, quanto la felicità che, in quei vecchi film in bianco e nero, riusciva a trasudare persino da un freddo e impersonale schermo televisivo. Era quella la sua danza sacra, il suo rituale di salvezza dalle angosce bambine d'un tempo e, forse, lo era ancora oggi che, cresciuta senza rotta, non riusciva più a contare i fili d'argento che le brillavano fra le chiome lunghe, lunghissime. Quei capelli che lasciava crescere sempre più, alla ricerca forse di quel luogo magico in cui ancorarsi, in cui gettar radici e germogliare; quel luogo avvolto dalle nebbie, indefinito, ignoto e sconosciuto a cui si sentiva misteriosamente legata. Ancora cercava quel posto in cui deporre finalmente e definitivamente la sua arma bianca: il suo ombrellino azzurro, azzurro come il cielo sereno. Qualcuno le aveva raccontato che esistono luoghi in cui non piove e lei, innocente e ingenua, gli aveva creduto.
                    Anna Di Lollo
                    Composto sabato 11 febbraio 2017
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