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Scritto da: Anna R. Di Lollo
L'amore vero non è una variabile affidata al tempo, al caso, alle persone. L'amore vero è una realtà impercettibilmente mutabile, che ci portiamo dentro a dispetto di tutto e di tutti. Non svolazza tumultuoso in balia dei venti, ma indica la strada, illumina e rischiara la via. È stella, nord e bussola allo stesso tempo. È senso, padre e figlio della bellezza. È ciò che siamo, il nostro modo di intendere, di viaggiare, di vivere. È crescita interiore, maturità, metro di giudizio della nostra grandezza. L'amore vero rappresenta la nostra divinità, non confondiamolo con i fuochi fatui delle spicciole e umane vanità.
Anna Di Lollo
Composto lunedì 15 febbraio 2016
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    Scritto da: Anna R. Di Lollo
    E poi c'è, e resiste davanti a tutte le intemperie, quella parte romantica in noi, quella assorbita sin dai tempi dell'infanzia davanti a un focolare acceso, tra i sussurri di una persona cara che leggeva per noi (ancora illetterati) quelle pagine incantate, capaci di trasformarsi in tappeti volanti e trascinarci in storie da "Le mille e una notte", in cui gli oggetti e gli esseri di tutti i giorni divenivano materiali ed estrinsecazioni del sogno. Un guscio di noce diveniva imbarcazione, una zucca cocchio, i sassi si tramutavano in oro e rospi e ranocchie in un guizzo s'illuminavano della nobile e fiera bellezza di cavalieri e principesse. Poi la vita sovente si è divertita a disarcionare tutti i nostri eroi e gli incantesimi hanno avuto una battuta d'arresto alle mele avvelenate. Gli anni son passati e la tendenza si è rovesciata: tanti nobili dal sangue blu son tornati anfibi. Eppure, anche se il cuore s'è indurito o vuol far solo credere d'esser divenuto arcigno, dentro di noi non v'è giorno in cui questo muscolo al centro del petto non desideri trasformarsi in un luogo verdeggiante, carico dei fiori e dei colori della primavera, di quel cinguettio d'uccelli che annuncia il sommo tripudio che solo la bacchetta dell'amore riesce a risvegliare. Allora, anche per un fugace attimo, torniamo quei bambini dal volto illuminato, dagli occhi incuriositi, immobili davanti a quelle parole che messe in fila, una dietro l'altra, presto avrebbero svelato il segreto che tanto ci attanagliava. E poi, soli nella nostra stanza, al risveglio o un attimo prima di dormire, sogneremo di galoppare sul cavallo bianco della fantasia, aggrappati a chi, una volta scoperto e uscito dal mondo di fiaba, non potrà mai smettere di accarezzarci, almeno nel luogo più incantevole e magico che ci sia, dove abbandoniamo ogni remora per lasciarci cullare unicamente dalla bellezza che abbiamo così lungamente custodita nel cuore: il sogno.
    Anna Di Lollo
    Composto domenica 5 febbraio 2017
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      Scritto da: Anna R. Di Lollo
      Qualcuno le aveva raccontato che esistono luoghi in cui non piove. Nella sua quotidianità, però, c'erano giorni in cui la solitudine si faceva pesante, greve, una cortina spessa, coriacea, infrangibile e a tratti anche insopportabile, nonostante il costume da super-eroina che la vita le aveva incollato addosso. E, quando la morsa stringeva un giro in più di vite, le tornava in mente quella bambina "strana" che era stata, quella che, appena si sentiva troppo sola, infilava i suoi stivaletti di gomma gialli e quell'ombrellino azzurro (scudo di protezione), che custodiva come un gioiello preziosissimo, e si metteva a ballare sul suo metro quadrato di riservatezza, cantando a squarciagola "Singin'in the Rain", imitando non tanto Gene Kelly, quanto la felicità che, in quei vecchi film in bianco e nero, riusciva a trasudare persino da un freddo e impersonale schermo televisivo. Era quella la sua danza sacra, il suo rituale di salvezza dalle angosce bambine d'un tempo e, forse, lo era ancora oggi che, cresciuta senza rotta, non riusciva più a contare i fili d'argento che le brillavano fra le chiome lunghe, lunghissime. Quei capelli che lasciava crescere sempre più, alla ricerca forse di quel luogo magico in cui ancorarsi, in cui gettar radici e germogliare; quel luogo avvolto dalle nebbie, indefinito, ignoto e sconosciuto a cui si sentiva misteriosamente legata. Ancora cercava quel posto in cui deporre finalmente e definitivamente la sua arma bianca: il suo ombrellino azzurro, azzurro come il cielo sereno. Qualcuno le aveva raccontato che esistono luoghi in cui non piove e lei, innocente e ingenua, gli aveva creduto.
      Anna Di Lollo
      Composto sabato 11 febbraio 2017
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        Scritto da: Anna R. Di Lollo
        "Che venga fulminata se penserò d'amarlo ancora" si ripeteva ad ogni lacrima, ad ogni delusione. Eppure, dopo solo pochi istanti di tensione emotiva, quel sentimento unico tornava a possederla. L'aveva scavata nel tempo, come goccia che s'insinua, penetra, plasma e modella la roccia a suo piacimento, per scorrere libera dove più le aggrada, così l'amore l'attraversava senza ostacolo alcuno. Aveva nel tempo sottratto dimora al suo cuore e, ad esso sostituitosi, scandiva il ritmo del suo vibrare, del suo respirare all'unisono con l'universo, seguendone la stessa melodia, il medesimo motivo d'accompagnamento, l'identica musica udita da pochi, esigui, rari visionari. Un battito lieve d'ali di pura e candida colomba, tra il chiassoso gracchiare di corvi neri come la pece.
        Anna Di Lollo
        Composto lunedì 13 febbraio 2017
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          Scritto da: Anna R. Di Lollo
          Nessuno ama la vita come chi ha sofferto, chi ha rischiato di perderla e di perdersi, chi ha patito dolori così forti da essere ingoiati e mai più neppure sussurrati. Sono di un'altra razza queste persone, hanno un altro tipo di pedigree. Odiano perder tempo, perché ne conoscono la possente importanza nascosta fra le pieghe degli infinitesimi. Valorizzano quello che hanno a disposizione, perché trattengono ancora in bocca il gusto e il sapore della privazione. Abitano una dimensione diversa, dove tutto è vissuto più velocemente, intensamente, appassionatamente. La loro normalità gode della frenesia della gioia, dell'alchimia dell'entusiasmo, della chimica dell'effervescenza. Il loro sorriso abbaglia, la loro presenza illumina e il loro passaggio farebbe rifiorire il più arso dei terreni. Sono queste le anime che decorano il mondo e lo impreziosiscono, che lo adornano e abbelliscono, che lo rendono un luogo da sogno percepito, solo da chi è come loro, immerso in un oceano di stupore e meraviglia.
          Anna Di Lollo
          Composto martedì 14 febbraio 2017
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            Scritto da: Anna R. Di Lollo
            Esiste una forza d'equilibrio interiore che ignoriamo di avere, capace di imprimere in noi la giusta spinta in avanti, persino e soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà. Il dolore non si può evitare, ma si può sempre scegliere come gestirlo senza doverne perpetuamente subire gli effetti più deleteri.
            Anna Di Lollo
            Composto lunedì 20 febbraio 2017
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              Scritto da: Anna R. Di Lollo
              Può capitare che ogni tanto un ricordo venga ad "attaccarmi". Ne ho tanti appesi alle pareti dell'anima; alcuni devastanti li ho rimossi, altri, meravigliosi, lascio che adornino la galleria di tesori che custodisco. Sono ormai pezzi d'antiquariato, più o meno unici, ma tutti d'incantevole valore e finissimo pregio per me, preservati nel caveau della mente e protetti da un sensibilissimo cuore sempre in allarme. Alle volte li lascio liberi di svolazzarmi intorno come leggiadre farfalle, ancora capaci di carezzarmi delicatamente le gote e saltellarmi allegri fra i pensieri.
              Anna Di Lollo
              Composto venerdì 3 marzo 2017
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                Scritto da: Anna R. Di Lollo
                Scrivere è un po' viaggiare. È raggiungere quei luoghi incantati che ci portiamo dentro e le creature leggendarie che li popolano. Scrivere è sfiorare quanto ci contraddistingue intimamente e quanto proiettiamo su chi amiamo, perché nulla ci è più vicino di quello che custodiamo, ma anche più distante e intoccabile. Scrivere è trovare un modo alternativo per "arrivare" agli altri, dare un volto nuovo alla propria forma di comunicazione. Scrivere è raggiungere qualche volta un cuore, invaderlo, assediarlo, rapirlo, farlo proprio e diventarne, all'unisono, conquistatore e conquistato.
                Anna Di Lollo
                Composto venerdì 3 marzo 2017
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                  Scritto da: Anna R. Di Lollo
                  Ho aperto un fazzoletto e vi ho deposto dentro tutto assai delicatamente, con grande cura e attenzione. Per primi ho collocato i ricordi, poi i volti delle persone care che non mi accompagnano più fisicamente nel giorno per giorno, le loro voci quasi dimenticate, il loro profumo fuggevole, quasi quanto la fragranza dei biscotti appena sfornati che, in un attimo, svolazzante si dissolve. Poi vi ho aggiunto l'amore, le illusioni, i sogni. Ho fatto un bel nodo e, ingenuamente, ho pensato di mettere via quel dolce fardello. Ma le legature aiutano a rimembrare e non a dimenticare. Così l'odore di buono di quel prezioso involucro, il profumo della lavanda e di viole conservato nella memoria, ritornano a ogni folata di leggero zefiro. L'olfatto, fortemente solleticato, trae in inganno le mani e le induce a sbucciare nuovamente quella "mela del peccato", innescando un circolo vizioso. Non ci si sbarazza del cuore: può camminare restando qualche passo indietro al nostro incedere, ma mai troppo lontano.
                  Anna Di Lollo
                  Composto sabato 25 febbraio 2017
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