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Quotidianità


Scritto da: CARMELO TRIANNI
in Diario (Quotidianità)
Facebook: ritaglio di vita virtuale? No, semplicemente social-multimediale. Facebook, come tutti gli altri social, è scelta. Non ci sono obblighi o contratti se non quello che si "sottoscrive" all'atto della creazione del profilo, accettando le regole che l'amministrazione fb impone; considerando il principio fondamentale accennato prima, la scelta, se le regole non rientrano nei nostri canoni possiamo benissimo non accettarle e provare un altro social, oppure farne proprio a meno. Premetto che ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero (la scelta!) Pubblicando links, immagini, video oppure rispondendo con commenti a links, immagini o video già pubblicati (rispettando il buon senso e la netiquette oramai vigente fra social, community, forum blogs: non offendere, non minacciare, non esprimersi in modo volgare, osceno ecc...). Detto questo, penso che il problema, come in tanti altri campi, sia il senso della misura e la coscienza della tecnologia che abbiamo fra le mani. In tanti non comprendono che i social sono dei piccoli-grandi mezzi di comunicazione, con tutti i pro e i contro che possiamo cogliere o a cui possiamo incappare... ma non c'è obbligo di frequenza o altri doveri-impegni a rispondere, assicurare like ecc... a volte leggo: "mancherò due settimane..." "scusatemi se non ho risposto al commento..." "non ho risposto subito al tuo tag perché ero impegnato a lavoro..." "perché non metti mai un" mi piace "ai miei post?..." "oggi faccio pulizia fra gli amici..." ecc. Ecco, per me, qui s'è perso il senso della misura perché per circostanze simili non bisogna dare spiegazioni o giustificazioni! Per quanto mi riguarda, quando ho tempo sfoglio le pagine della mia "home di facebook" come se fosse una rivista, con la straordinaria possibilità di interagire con tante bellissime persone che, come me, fanno la stessa cosa. A volte "sfoglio la rivista" su pagine di arte di poesia, o altri interessi personali che ho memorizzato a parte, leggo comprendo e imparo tante cose, zigzagando fra links, post e commenti inutili o sgradevoli. Ma se per oggi, per una settimana o per un mese, non mi va di aprire la mia rivista facebook, per una serie di motivi (vacanza, lavoro, motivi di salute o semplicemente perché non mi va) non devo dare alcuna giustificazione! Nessuna giustificazione se non rispondo a un commento in un tag o se non metto "mi piace" a un link o una pagina di un amico, né tantomeno mi preoccupo se qualcuno fa pulizia nel suo gruppo di amici: se ho toccato la tua sensibilità, se condividiamo gli stessi interessi interessi, se ti fa piacere avermi nel tuo gruppo di contatti ok, farà piacere anche a me, altrimenti cancellami senza dire nulla, inutile scrivere l'intenzione di fare pulizia che suona quasi come minaccia che comunque neanche considero. Un altro problema molto frequente fra gli utenti di fb, ma anche di altri social, è la difficoltà per alcune persone a comprendere la differenza fra realtà e realtà virtuale, anche perché subentra il concetto di multimedialità che in tanti ignorano. Ad esempio, chi mai potrebbe considerare una conversazione telefonica "realtà virtuale"? Oppure lo scambio di sms? Con facebook cambia il mezzo di comunicazione ma il principio è sempre lo stesso; allora perché molte persone considerano il social come una sorta di realtà virtuale? È la multimedialità che contribuisce a fare confusione. Comunicazione tramite un flusso di file audio (un po' come la comunicazione telefonica); comunicazione tramite un flusso di dati testuali (gli sms); comunicazione tramite lo scambio di foto, immagini o video: mettiamo insieme tutti questi elementi in un'unica piattaforma (o software o social) ed ecco che si concretizza l'utilizzo della multimedialità. Questa ha poco da spartire con la realtà virtuale nel senso che la multimedialità fa, o può far, parte di essa ma in un contesto più ampio e complicato. Passare una settimana intera, oppure un mese, pubblicando su fb links, pensieri, immagini, video oppure partecipando a discussioni con scambio di commenti, opinioni, consigli ecc... non vuol dire rifugiarsi nel mondo virtuale. Siamo rimasti sempre nella realtà, impegnando il proprio tempo, che è sempre reale, per compiere determinate azioni che, in un modo o nell'altro, possano appagare quella voglia di condivisione di pensiero di passioni e di conoscenza. Quindi facebook è un complicato, quanto straordinario, mezzo di comunicazione che, oltre a raggruppare gli elementi della multimedialità, al contrario del telefono e degli sms, riesce a "condividere" il nostro pensiero (esposto in modo multimediale) anche a migliaia ed oltre di persone. Trasformare questa opportunità (esclusiva per i giorni nostri) in qualcosa di utile, positivo o negativo, sempre mantenendo il senso della misura. Ho 46 anni, pratico informatica da 32 e internet da 20... per me non esiste il mondo, proprio, virtuale ma solo il reale con tante piccole possibilità di svago, di fare conoscenze-amicizie, di conoscere, informarsi, comprendere, imparare, esporre il proprio pensiero e tanto altro, mantenendo sempre il mio, e spero anche di tanti altri, principio fondamentale: la scelta. Scegliere di fare "clic" per chiudere la rivista e riporla sul tavolino.
Composto sabato 26 agosto 2017
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    Scritto da: Carmen Tessitore
    in Diario (Quotidianità)
    Mi han portato via l ombrello!
    Il mio preferito!

    Era a forma di girasole
    e di un colore brillante.
    Fiera di quell'acquisto
    attendevo con gioia
    che piovesse
    per poterlo mostrare
    tra le vie del centro
    passeggiando così
    lasciandomi coccolare
    da sguardi sorpresi.

    Sapevo di essere l unica
    ad averlo
    e questo mi divertiva.
    Come un sole in miniatura
    danzava tra le mie mani.

    Ma ora non c'è l hp più.

    Gocce cadono sul mio viso
    scoperto ed indifeso
    da una calzante pioggia.
    Interminabile.
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      Scritto da: Pierliana Masetto
      in Diario (Quotidianità)
      Il tempo va vissuto nel momento in cui si vive, non prima, non dopo. Come un frutto nelle sue fasi di maturazione. Non puoi seminare delusioni e pretendere di raccogliere gioie, se metti in secondo piano una persona non puoi essere la sua priorità. È quindi inutile poi recriminare o rimpiangere ciò che un tempo hai trascurato.
      Composto mercoledì 29 gennaio 2020
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        in Diario (Quotidianità)
        Ti guardo e mi viene in mente tutto il nostro passato, dov'è andato a finire?. eppure dentro di me lo sento che c'è, qualcosa c'è! Che mi scalda, mi agita le budella e tra un'emozione e l'altra mi percorre un senso di malinconica nostalgia. Intanto ti allontani un'altra volta fino a sparire nell'orizzonte, ormai non vedo più nemmeno quella sagoma che mi indicava sempre la strada per il ritorno a casa, che quando vedevo sapevo esserci vicino. Ripenso a una vita passata insieme, mille abitudini, le stesse strade, quel bar, i volti cupi o felici dei passanti, l'odore della natura di marzo, il sole sempre presente quasi a sembrare essere lì in cielo solo per me, a dirmi "buongiorno, oggi sono qui per te" e le nubi che restano lontane tenute a bada da quelle montagne che anche loro sembrano essere lì per me, sembra che dicono "non ti preoccupare, ci pensiamo noi alle nubi", non che oggi non sono più nella mia vita, il sole c'è ancora e le montagne anche, ma sono diverse, molto, troppo diverse, sembra di vivere su un altro pianeta dove non c'è nessuno per te, un mondo in cui sei arrivato da migrante, in fin dei conti quasi tutti siano migranti, tutti lasciamo qualcosa nella nostra vita prima o poi per andare verso qualcosa di sconosciuto. Una nuova casa, un nuovo lavoro, una nuova città, ci crediamo o meglio ci illudiamo di essere ancorati al terreno come alberi ma in realtà siamo nomadi, più di quel che crediamo. Dicono che la storia non esiste, che tutto passa con il tempo, che siamo soli in questo universo, eppure non sarà un che di materiale, di tangibile che si possa toccare, ma c'è, dentro, nascosto da qualche parte e si ogni tanto, rivedendoti, ripensandoci, si risveglia e mi agita anche se non lo vorrei.
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