Le migliori poesie inserite da Silvana Stremiz

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Scritta da: Silvana Stremiz

Un battito di ciglia...

Ho voglia di bussare
alla porta del cielo
per dirti che…
mi manca
il tuo sorriso.
La tua voce.
Il tuo sguardo pulito.
La voglia di allegria.
Le cose bisbigliate
gridate con la voce del cuore.
Mi mancano quei giorni
fatti di tenerezze.
Le lunghe chiacchierate.
Le risate
ricolme di un presente vissuto.
Assaporato.
Ricordo i nostri sogni.
La gran voglia di dare.
E di fare… per un mondo migliore.
Profumava di buono
la tua vita.
Ed ancora mi avvolge
e mi sorregge
la fragranza di te.
Ma ho voglia di bussare
alle porte del cielo.
Ho voglia di incontrarti.
Basterebbe un istante.
Un battito di ciglia.
Un sussurro.
Nel pugno chiuso
conservo una carezza…
Un battito di ciglia.
Che ci vuole?
Mi basta l'illusione…
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    Scritta da: Silvana Stremiz

    So, anche se non conosco il quando

    So, anche se
    non conosco il quando
    io e te siamo destinati ad amarci
    come forse mai
    non è stato prima.

    Destinati a consumare il più illecito
    dei sospiri
    sotto un cielo stellato di sogni
    a bruciare la passione
    sotto la luna complice
    nell'infinito di un attimo
    come solo gli anni e la passione insegnano.

    Fermeremo l'attimo
    lo stringeremo in un unico respiro
    respirando l'uno dell'altro
    fino a toccare la luna
    e del cielo tutte le stelle.

    So, anche se
    non conosco il quando
    che tutto accadrà
    perché tu lo vuoi
    perché io lo voglio
    perché è un peccato che vale il paradiso.

    Per quanto il vento soffi contrario
    ci porterà a ritrovarci
    e come un onda in tempesta
    ad amarci.

    So, anche se
    non conosco il quando.
    Composta lunedì 9 novembre 2015
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      Scritta da: Silvana Stremiz

      Ricominciare il meglio di te

      Se sei stanco e la strada ti sembra lunga,
      se ti accorgi che hai sbagliato strada,
      Non lasciarti portare dai giorni e dai tempi, Ricomincia.

      Se la vita ti sembra troppo assurda,
      Se sei deluso da troppe cose e da troppe persone
      Non cercare di capire il perché, Ricomincia.

      Se hai provato ad amare ed essere utile,
      Se hai conosciuto la povertà dei tuoi limiti,
      Non lasciar là un impegno assolto a metà, Ricomincia.

      Se gli altri ti guardano con rimprovero,
      Se sono delusi di te, irritati,
      Non ribellarti, non domandar loro nulla, Ricomincia.

      Perché l'albero germoglia di nuovo dimenticando l'inverno,
      Il ramo fiorisce senza domandare perché,
      E l'uccello fa il suo nido senza pensare all'autunno,
      Perché la vita è speranza e sempre ricomincia...
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        Scritta da: Silvana Stremiz

        Silenzio Eterno

        Un tonfo, un urlo,
        e poi silenzio.
        Mi cingo in ginocchio...
        perso nel vuoto
        l'ultimo alito di vita.
        Attonita, estranea, disperata,
        mi guardo intorno:
        non c'è più nulla,
        a terra corpi senza vita,
        mentre sale dal cielo
        il fumo di ultimi
        cumuli di cenere.
        Sono accanto al tuo corpo
        e grido,
        mentre le lacrime
        mi rigano il volto, e
        bagnano le tue mani.
        Con le ultime forze
        rimaste, mi sfiori
        la labbra con le dita...
        altruista più di qualsiasi
        essere umano,
        mi regali gli ultimi
        brividi, l'ultima
        dolce e intensa
        rivelazione del tuo amore.
        Poi lentamente
        cade la tua mano,
        ancora il sangue
        scorre fuori dal
        tuo cuore,
        ancora l'ennesimo
        sussulto,
        poi più nulla.
        Mi sono risvegliata
        dall'incantesimo
        della tua carezza,
        e ti vedo
        come tutti gli altri,
        steso sul terreno,
        fermo, freddo, morto.
        Forse mi hai regalato
        quei momenti per
        evitarmi almeno
        per un istante
        la triste e cruda realtà.
        Batto un pugno
        sul suolo, e poi
        cerco di picchiarti,
        ti do del farabutto e
        grido: -Perché te ne sei andato
        senza di me? Perché mi hai lasciata
        sola? Portami con te!-
        Ma tu non rispondi:
        per la prima volta
        il tuo non è
        un tacere di riflessione...
        è un silenzio eterno.
        Guardo i tuoi occhi,
        ma subito li chiudo:
        voglio ricordare la loro
        intensità, li voglio
        ricordare così com'erano...
        capaci d'imbarazzarmi,
        di farmi sorridere, pensare,
        eccitare.
        Con timore ti poso
        una mano sul
        petto... il vuoto,
        non respiri più...
        Non sentirò più il tuo
        respiro sulla pelle,
        non sentirò più la tua
        mano sul mio corpo,
        non sentirò più
        la tua voce
        che mi rilassava,
        mi desiderava.
        Sfinita
        mi accascio su di te,
        ormai non sento più nulla,
        il mondo intorno a noi
        si è dissolto.
        Chiudo gli occhi
        e vedo ancora noi,
        ma per la prima volta
        felici, uniti, insieme.
        Sento ancora il calore
        e il profumo della
        tua pelle, il tuo cuore
        batte ancora,
        i tuoi occhi mi guardano...
        la tua mano prende la mia
        le mie labbra sfiorano
        le tue...
        sono morta lo so...
        ma non ho sentito dolore,
        adesso sono con te.
        Il mondo è finito,
        la vita non esiste più,
        ma per noi, amore mio,
        è appena cominciata.
        Lontani dall'odio, dall'ipocrisia,
        dall'indifferenza,
        adesso siamo io e te,
        solo noi due,
        per goderci la nostra
        felicità eterna.
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          Scritta da: Silvana Stremiz

          L'eroe al caffè

          È stato al fronte, sì, ma col pensiero,
          però ti dà le spiegazioni esatte
          delle battaglie che non ha mai fatte,
          come vi fosse stato per davvero.

          Dovresti vedere come combatte
          nelle trincee d'Aragno! Che guerriero!
          Tre sere fa, per prendere il Montenero,
          ha rovesciato il bricco del latte!

          Col suo sistema di combattimento
          trova ch'è tutto facile: va a Pola,
          entra a Trieste e ti bombarda Trento.

          Spiana i monti, sfonda, spara, ammazza...
          - Per me - borbotta - c'è una strada sola...
          E intinge i biscotti nella tazza.
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            Scritta da: Silvana Stremiz

            Baltico del nord

            Quando la bufera incipria il porto, quando
            i pini, frusciando,
            lasciano nell'aria una scia che delle lamine
            di una slitta è più fonda,
            quale grado di azzurrità può raggiungere
            un occhio?
            Quale segno
            il linguaggio può far germogliare da un
            cauto contegno?
            Nascondendosi alla vista, il mondo
            esterno
            prende in ostaggio un volto: bloccato
            dalla neve, pallido, inerme.
            Così un mollusco rimane fosforescente
            sul fondo dell'oceano
            e così il selenzio assorbe l'intera velocità
            del suono.
            Così un fiammifero basta per accendere
            un fuoco;
            così l'orologio di un nonno, fratello del
            battito cardiaco,
            essendosi fermato da questo lato
            del mare, per mostrare
            il tempo all'altro, continua a ticchettare.
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              Scritta da: Silvana Stremiz

              Paura

              Ho paura di perdermi nelle incertezze,
              nell'abitudine e nella quotidianità.
              In un mondo senza valori,
              senza amore e senza sogni.
              Paura di vivere senza vivere realmente,
              di non saper ascoltare
              chi ne ha bisogno veramente.
              Paura di non esserci
              quando mio figlio mi cercherà.
              Paura di non saper leggere
              e ascoltare l'anima che bussa.
              Di usare il cuore come un muscolo
              senza sentimento.
              Paura di amare senza amare veramente.
              Di non saper dire quando serve
              Ti voglio bene.
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                Scritta da: Silvana Stremiz

                A Volte Ti Penso

                A volte ti penso in modo tenero
                a volte in modo folle
                a volte guardando la luna
                a volte in riva al mare
                scandalosamente
                passionalmente
                ma sempre con amore.

                A volte penso alle tue labbra
                a volte alle tue mani
                a volte sento i peccati
                prendermi l'anima
                e li sento leciti sul mio corpo.

                A volte immagino
                a volte sogno
                e disegno con le labbra
                ogni tuo contorno.

                A volte ti penso semplicemente
                senza una ragione.

                Ma quello che non accade "a volte"
                – ma sempre –
                è di sentirti parte di me.
                Composta martedì 1 settembre 2015
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