Poesie personali


Scritta da: Antonio Belsito
in Poesie (Poesie personali)
Ché tanto tutto va e tutto torna
ché ci si ferma e poi si riparte,
a volte,
ché, altre volte, si rimane lì
troppo se si è sensibili
e troppo poco se si è insensibili
ché si conta il tempo
come se si dovesse controllare il tempo di cottura
ché si cuoce appresso
e si cuoce di meno da soli
ché tutti non significa tutto
ché tutto, spesso, è il resto,
l’oltre,
ché così è
e ché così potrebbe anche non essere
ché ci si divora
e, poi, ci si ritrova
e se non ci si ritrova.
Beh!
Chè essere potrebbe, davvero, essere
e che, a volte, non basta
perché la verità non sembra libertà
che, però, la libertà è non tartassare
di pensieri il pensiero
facendo dell’esistenza uno scolapasta.
Ché tutto va e tutto viene
come se essere scontati
sia ciò che di più facile possa avvenire
per essere normali
che, poi, essere normali
non è una crostata alla marmellata
ché il palato, a volte, non è tale
e, altre volte, bisogna ricominciare.
Ché tanto tutto va e tutto torna,
forse.
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    Scritta da: Poeta Operaio
    in Poesie (Poesie personali)

    La mia musa

    Corpo molestato d'arpe e lingue bianche.
    Corpo messo in palude nel lodo più obliquo.
    Che fine ha fatto il cadavere della mia musa?

    Nelle labbra le parole producono veleno.
    Corpo infinito. Corpo di piscia. Corpo di capriccio
    e trappole a ruminare nel catrame.
    Tutti i pomeriggi il tuo corpo insiste
    fino a strappare le narici,
    ad essere muschio, gloria e tenebre.
    Le tue mani stropicciano la crosta, la bocca di pietra.

    Sono stufo di vedere camminare animali notturni.
    Fra le mie dita un corpo chiuso
    come lucchetti e candelabri per la tribù.
    Nervi e muscoli di nitrato di potassio
    marciscono fra gli abbracci.

    Anche le statue hanno problemi.
    Ai baci non si risponde con baci.
    Tutti i pomeriggi,
    nelle parole gonfiate di cicuta, il corpo ride.
    Dove cazzo è la mia musa?
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      Scritta da: Poeta Operaio
      in Poesie (Poesie personali)

      Bionda

      Uccellino furbo.
      Ave sconnessa dalla saliva.
      Il sorriso esplode focoso.
      Le perle nei denti s’aprono,
      come fossero due occhi blu.

      Ancora ti pulsano le vene.
      La perpetua bocca sorride,
      viola e delta,
      sulla complicazione dei nervi.

      Le spalle navigano con brezza propizia
      oppure disamore.
      Tutte le mani avide si prosciugano in circoli.
      Il tuo busto è una chitarra.

      Con te stessa ti sposi,
      amante della morte cercata.
      Rimasero più perfette, oh bionda, le idee
      e più nitidi i tuoi fianchi
      che non invecchiano.

      L’anima piccola e sobria,
      una casa dove si nascondono il gelsomino
      e margheritine.
      Avvelenata, adesso, per le iene,
      l’anima s’imbosca dentro una bottiglia.

      E,
      all’asta,
      terrai sempre buon prezzo.
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        Scritta da: djfmp3
        in Poesie (Poesie personali)

        Quando la poesia ci parla

        Quando la poesia ci parla
        spesso lo fa con le lacrime del cuore
        che a noi vorrebbero donare.

        Quando la poesia ci sorride lo fa con occhi
        colmi di parole, che come libri
        aperti ad orizzonti infiniti vorrebbe arrivare,

        come gocce d'acqua di mare
        che colme di salsedine si lascia
        trasportare per poi evaporare,

        in sogni che spesso amiamo ricordarne
        i batti che nel silenzio sappiamo ascoltare,
        farli nostri e per sempre
        nella vita non dimenticare.

        La poesia è una frase detta al vento,
        che come foglia cadente si lascia trasportare e miglia di cuore accarezzare
        ci può talvolta essere sentimento o rabbia, dolce o amore
        ma chi spesso li scrive ai tanti del mondo vuole arrivare.

        Poesia è quel bacio dato al mattino,
        poesia è quello sguardo dato con calore,
        poesia è vivere ogni attimo pur sapendo di cadere
        per poi essere pronti a rialzarsi
        poesia è quell'abbraccio dato a un amico,
        poesia è tenersi per mano per continuare nel cammino

        poesia è viversi e mai dimenticarsi,
        poesia è la diversità di un figlio
        che colpe non ha!
        E infine poesia è ricordarsi sempre dell'oggi
        per continuare a vivere domani...
        Composta martedì 8 settembre 2015
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          Scritta da: V. Asevschi
          in Poesie (Poesie personali)

          Sogno

          Sogno di frantumare l'archetipo di una arcaica illusione,
          accatastata su falsi miti e immorali modelli della società,
          dove prevale l'ignoranza, e la decadenza dell'individualizzazione,
          dove ti convertono in un individuo senza principi e senza dignità.

          Sogno di trasformare questa scuola decomposta,
          questa fabbrica di servi obbedienti,
          dove ti formano per diventare una vite in una macchina che lavora senza sosta,
          dove non vivi ma sopravvivi stringendo i denti.

          Sogno di rompere questa regressione di legame,
          basta linee sulla mappa, frontiere e muri mentali,
          bisogna progredire, uscire fuori dal letame
          fermarsi e vedere, assaporare e vivere, noi non siamo immortali

          sogno che il sogno non fosse una semplice fantasia,
          sogno che il mondo prenda un'altra via.
          Composta martedì 22 settembre 2015
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            Scritta da: MINO BELTRAMI
            in Poesie (Poesie personali)

            Giusi

            Perché sempre mi scuoti e il cuore mi percuoti
            se la tua grazia mi abbaglia e folle non comprendo
            dove sorge questo desiderio tra il sogno d'amore
            e tua sensual bellezza che attanaglia
            non di meno è il tuo sorriso e riso a farmi preda e catturarmi.
            Ma così non sarebbe se i tuoi occhi non fossero
            giorno e notte a cercarmi nelle stelle
            nei bagliori delle aurore a strali
            o nelle pietà e nei candori
            delle tue saline lievi piogge lacrimali.
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