Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Il guardiano del guardiano nella clinica della salute mentale

Guarda come siedono stretti stretti.
Come per tenersi caldi.
E senti quanto parlano.
Come se non si vedessero da anni
o si parlassero da sempre.
Lo vedi come camminano?
Sembrano militari dallo stesso passo.
Ma senza divise e senza guerre,
a ferma finita.
Annusa intorno a loro,
hanno lo stesso profumo.
E guarda i loro visi
si somigliano anche un po'.
Nati diversi e cresciuti uguali.
Se non li conoscessi
penseresti che sono fratello e sorella,
non moglie e marito.
- Ah? È vero, non li conosci. -
- È vero? Non li conosco?. -
- Guarda. -
- Guardo. -.
Composta mercoledì 2 settembre 2015
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    in Poesie (Poesie personali)

    Due datati e litigiosi

    Come ci ritiriamo in silenzio
    dentro la nostra rabbia
    davanti a un'ovvietà detta da un terzo
    che ci annienta entrambi.
    Noi non ammettiamo il fare pari
    né le ingerenze di qualcuno.
    Ma è per poco che dividiamo il nostro essere cose da niente.
    Il primo che avrà rialzato la testa e scordato l'umiliazione
    ricomincerà l'ennesima battaglia di questa nostra guerra persa.
    Composta mercoledì 2 settembre 2015
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      Scritta da: Mariacarmela Scotti
      in Poesie (Poesie personali)

      Lacrime su carta

      La guardai negli occhi,
      e vidi solo silenzio,
      con coraggio le chiesi
      se esisteva ancora
      amore per noi
      ma nei suoi occhi
      c'era paura.
      La paura di perdersi
      in quella domanda
      così troppo grande
      davanti
      a questo amore
      ormai spento,
      sentii la sua voce dirmi
      che non poteva amarmi.
      E fu così
      che voltai le spalle,
      perché
      non volevo che lei vedesse
      le mie lacrime
      e andai via.
      In quel momento
      capii che non l'avrei
      mai più vista,
      ed un urlo
      un unico urlo
      uscì silenzioso
      dalle mie labbra
      dicendole
      che avrei voluto da lei nulla più,
      nulla meno,
      se non lei.
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        in Poesie (Poesie personali)

        A Franco

        Tu non cercare ancora. Non c'è niente da trovare,
        niente da capire. Accontentati e vedrai
        Quando verrà il giusto tempo fioriranno i figli
        e sopra la zolla arata di fresco cresceranno i tigli.

        Quando verrà il momento si dissiperà il buio,
        scintillerà la luce rinata oltre la siepe.
        Niente è concluso, tutto continua sempre
        E tu sarai felice e nella zolla aperta ci metterai del seme.

        È come lanciare un dado, un sasso nello stagno
        ma tra finire e ricominciare può sembrare ingrato
        l'impossibile accade di rado ma non è mai un sogno
        perché il mistero della vita non è stato mai svelato.

        Lasciati cullare dalla dolce melodia
        delle voci argentine che senti a casa tua
        per cercare il senso profondo, non sprofondare.
        Tu non cercare ancora lo hai già trovato!
        Composta giovedì 17 settembre 2015
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          Scritta da: Elena Gavioli
          in Poesie (Poesie personali)

          Ti aspetto qui

          Hai visto amore da me e ne hai avuto
          ma tu
          non ti sei amato per niente
          quanto ancora vorrai ignorare
          il richiamo della tua anima
          nascondersi
          sempre dietro qualcosa d'altro
          raccontarsi
          insulse giustificazioni
          barattato necessità interiori con obblighi
          maltrattato i tuoi più sublimi reclami
          forse anche tu come me
          hai preteso troppo da te stesso
          far finta di non essere non ti curerà
          nemmeno le pillole
          prima o poi la vita ti dà il conto
          chiediti
          se sei pronto per conoscere
          sento la tua fatica
          di passi strascicati
          dopo lunghi percorsi
          quanto potrà durare
          Io ti aspetto qui.
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            Scritta da: Elena Gavioli
            in Poesie (Poesie personali)

            Papaveri

            Basta un campo di papaveri
            per cambiarmi la giornata
            questo rosso che si spande
            questo rosso che ti esalta
            questo rosso
            che solo i papaveri hanno
            andando per la strada del paese
            li guardo
            quasi con avidità
            vorrei tuffarmici in mezzo
            solo qualche folle come me
            nota la loro cordialità
            non dite che sono troppo ingenua
            a me basta così poco
            sono come piccole donne
            vestite con l'abito da cerimonia
            esultano dell'estate
            dei raccolti
            delle giornate luminose
            adoro questo periodo dell'anno
            così festoso
            altri sono troppo occupati dalle loro paranoie
            il nonno passa in bicicletta
            ed è felice.

            Cos'è un campo di grano senza papaveri.
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