Scritta da: Rosanna Russo
in Poesie (Poesie personali)
Nostalgica me
Evapora nostalgia
nello sciaquìo del mare,
tra la lenta risacca
ne assaporo l'essenza.
Composta domenica 30 agosto 2015
Evapora nostalgia
nello sciaquìo del mare,
tra la lenta risacca
ne assaporo l'essenza.
Nell'argenteo volto della luna,
l'ultima scheggia del giorno svanisce
e trepidanti, i sogni incompiuti,
attendono di spiccare il loro volo.
In un'alba marina mesta è la mia attesa,
la bianca spuma drappeggia la riva
raggi di filigrana ricamano il cielo,
ed io assorta in un pacato silenzio
ascolto le dolci note del mio cuore.
Oltre la gabbia di parole,
oltre i lucchetti che fermano l'agire,
oltre quest'aspra e arcigna realtà,
il mio cuore il sorriso ha dell'amore
esso è ebbro delle piccole gioie,
luccicanti frammenti di felicità.
Con acqua di mare sembra il cielo dipinto,
distratta è la mente dall'inchino del giorno.
Mi vesto di luce e di spuma che imbianca,
così, lieve, quest'oggi accarezzo la vita,
tra sogni di mare nello specchio infinito.
Penso e ti guardo
speravo di raggiungere insieme a te un traguardo.
Mi accorgo che menti
nel mio cuore quanti sentimenti!
Di domande ti bombardo
cercando conferme nel tuo fare gagliardo.
Ti ho chiesto dei cambiamenti
tu mi distogli con i tuoi argomenti.
Penso e ti guardo
ma tu continui a nascondere lo stendardo.
In questi anni quanti avvenimenti
a volte dolorosi ma anche stupefacenti.
Delle ipotesi azzardo
e continui a essere testardo,
mi rivolgi parole impazienti
con degli sguardi che sembrano innocenti.
So che sei bugiardo
mi volto e ti riguardo.
Mai ch'io vidi cotanto incanto,
Un sogno, ove il cielo la terra incontra.
Mentre lieve ondeggia la luna
col suo pettine giallo, consumo
con lei una notte d'amore
accanto allo scorrere d'un ruscello.
Si giace sulla distesa d'erba,
un corpo accanto all'altro
nudi come il cielo,
il tetto che ci fa da manto.
Era un'adolescente inquieta,
ora una donna dalla treccia dorata,
i vivaci occhi nocciola
intriganti nel loro scrutarmi.
Il cero acceso dell'amore
è ora un nodo indissolubile
di passione colto una sera purpurea
in un verde prato fiorito.
E mentre un ramo di nuvola occulta
le stelle, in una spirale
la bacio piano sulle labbra
e ne colgo il frutto vellutato.
Il silenzio vagabondo delle notti sinora
è stato un cielo di stelle turchine
che han rigato di lacrime amare il guanciale
nel focolare senza camino.
Brillavano di una luce smorta
come la mia terra arida
arsa da venti di rimpianto,
volti di ricordi ne occupavano gli angoli.
Ma il sacrificio non fu vano, sul calendario
una croce: l'arcobaleno dei suoi occhi
ha spento il dolore nella nebbia
del papavero d'un tramonto.
Ora non piangono più le colline
e ne respiro il profumo di vita:
sono una distesa raggiante
di sterminate pianure di verdi pascoli.
E nella nuova frescura del vento
suono una canzone di gioia per lei,
parole d'amore volano alte,
accordando la mia chitarra col suo cuore.
Vorrei che le porte non si chiudessero mai
vorrei che la pagine girassero al contrario
vorrei che queste onde tornassero al mare
vorrei riaverti accanto come questo tramonto.