Poesie personali


Scritta da: Marilisa Menegatti
in Poesie (Poesie personali)
Diurno pensiero
coerente baccano
divori il desiderio
distogli dal delirio.
Suggelli un patto
col dovere e col sostegno
infierendo col suono della voce
sussurro eterno dei miei sensi.
Controlli un destino
malamente affibbiato
ipnotizzi il mio sguardo
con occhi di diamante.
Cancellando il passato
sbriciolandolo nel tuo pugno
invadi di tempeste
quest'animo stanco.
Brilli d'ambizione
fermi gli istanti
in brividi colmi
di chiassosi silenzi.
Composta lunedì 21 settembre 2015
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    Scritta da: Franco Lucii
    in Poesie (Poesie personali)

    Come quel rivolo

    Come un rivolo d'acqua versato
    io t'amo

    se lo guardi scorrere
    nel solco della terra,
    mi somiglia.

    Che non segue quel tratto
    per calcolo

    che le sponde liquide dei suoi fianchi
    alla terra si vanno mescolando

    e come resti puro nel suo moto.

    Come quel rivolo
    T'amo scorrendo
    e furibondo al tuo cuore mi mescolo.
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      in Poesie (Poesie personali)

      Insoliti ignoti

      Duro mestiere
      il mestiere degli eroi.
      Quelli destinati a non morire mai,
      neppure dopo morti.
      Ad essere marmo scolpito
      in piedi in mezzo ai giardinetti,
      bersaglio di palloni e di piccioni,
      o nelle piazze
      in mezzo a traffico e bestemmie.
      Sporchi di fumi di modernità,
      graffiati da "ti amo"
      e cretinate nuove o vecchie.
      Oppure a stare appesi,
      diventati quadri,
      in una lunga galleria.
      Ad osservare gente un po' distratta
      che ne guarda uno ogni tanto
      giusto per dire che c'è stata.
      Un nome da citare
      il giorno di una ricorrenza.
      Magari messa su per fare un po' di folla.
      Per scriverci qualcosa sul giornale
      la mattina dopo.
      "Ieri lui c'era e parlò alla folla plaudente".
      Tenuti appena a mente sul momento
      per poterli raccontare da chi vuol farli stare per forza dalla parte giusta,
      cioè la sua.
      Ridotti a piccoli
      se sono stati grandi
      o fatti grandi
      anche se gente da niente.
      Usati per distrarre,
      per unire
      o per dividere.
      Tirati in ballo senza aver dato alcun permesso
      da gente che spesso neppure se li fila.
      Che attinge a piene mani dalla storia
      solo perché sa
      che non potranno mai smentire.
      Così va
      il dopo la fine degli eroi.
      Composta domenica 6 settembre 2015
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        in Poesie (Poesie personali)

        Ex uomo

        Avrei voluto essere il tuo uomo per sempre
        ed invece sono diventato "quello di sempre".
        L'uomo "come da documento",
        venuto a noia,
        appena sopportato,
        ma che non conviene lasciare.
        Il fidato di casa che quando torni è tutto a posto
        e quando parti è tutto pronto.
        Quello che non chiede niente
        ma accetta a testa china la mancia che gli metti in mano
        e con quella mano tesa accetta il rinnovo del contratto.
        Alle tue condizioni.
        Quello che ogni tanto va a comprarsi una carezza fuori,
        non perché una carezza gli basti
        ma solo perché è la prestazione che costa di meno.
        Pensavo di starti accanto,
        risolvere i tuoi problemi
        ma poi mi sono reso conto che per risolverli andavi risolta tu.
        Tu eri il problema.
        Ma questo me lo tengo dentro.
        Mentre tu non perdi l'occasione
        per buttare fuori,
        per dirlo a tutti che sono io un problema.
        Che mi tieni e mi mantieni.
        Perché sei buona,
        fai carità.
        E ne parli a chi a te crede per forza.
        Al tuo pubblico pagante perché da te appagato.
        E del resto che cosa potrebbe ribadire
        quello che ha smesso di essere qualcuno
        per diventare il tuo qualcosa.
        Qualcosa che vive per amarti e servirti,
        mentre tu hai continuato ad essere chi sei sempre stata,
        a fare tutto quello che hai sempre fatto,
        compreso il non amarmi.
        Composta giovedì 3 settembre 2015
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          in Poesie (Poesie personali)

          Da leggere da soli e dopo aver bevuto un po'

          Non è un aforisma,
          non è una poesia.
          È un consiglio che mi do per scritto.
          È vero,
          sarebbe da dare all'inizio,
          non quasi alla fine.
          Chi può o vuole chiuda gli occhi e torni indietro.
          Oppure faccia finta di aver letto una stupidità
          o di non aver letto.
          Composta sabato 5 settembre 2015
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            in Poesie (Poesie personali)

            Un giorno che non c'è

            Vorrei un giorno che non mi facesse rendere conto che è giorno.
            Un giorno con nessuna notizia.
            Né certa né incerta.
            E soprattutto non cattiva.
            Le buone lo sanno già da tempo di non dover arrivare.
            Che questo è un indirizzo sbagliato
            o un destinatario inesistente.
            Vorrei un giorno di silenzio e di noia,
            senza incontri ne compagnie.
            Ed una strada per uno solo,
            di sola andata,
            con fonti che danno sorsi d'acqua
            e benedizioni di buon cammino.
            Un giorno che cominciasse col buongiorno allo specchio
            e finisse con la buona notte un attimo prima di chiudere gli occhi.
            Un giorno che fosse per sempre.
            In un posto amico,
            certo e sicuro.
            Con in mezzo niente.
            Composta sabato 5 settembre 2015
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              in Poesie (Poesie personali)

              Una cartolina da dove non so di essere

              Ha le insegne di luce
              che colorano il bianco delle notti vissute
              se si ha poco o spese se si ha molto.
              Ma entrambe sono permesse.
              Ha le belle vetrine che si lasciano avvicinare,
              si fanno toccare i vetri.
              Schiacciarci il naso contro.
              Appoggiare le mani,
              ed anche il corpo,
              se siamo eccitati.
              Ci sono le puttane di lusso
              ad illuminare strade ed occhi spersi.
              Anche loro si lasciano avvicinare,
              ma non si fanno toccare
              strusciare,
              schiacciare il naso contro il petto.
              Hanno più dignità delle vetrine.
              Forse,
              o forse è che non sono vetrine.
              Stanno in vetrina.
              Incontri gli ubriachi che occupano tutta la strada
              e ti vengono addosso.
              Se hai bevuto meno di loro gli scansi.
              Altrimenti cozzate,
              l'incontro è uno scontro,
              ma è concorso di colpa.
              Nessuno ripaga la bottiglia all'altro.
              Ci sono gli spacciatori,
              cravatte di corda usate,
              che provano a sedurti,
              ma con te niente da fare.
              La fortuna è dalla tua.
              Sei già spacciato.
              E passa pure una volante,
              ma come dice la parola
              "vola"
              e non vede niente.
              Il lampeggiante blu ti dice che è mattina.
              Adesso capisci dove sei
              ma la cartolina è già partita.
              Composta mercoledì 2 settembre 2015
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                in Poesie (Poesie personali)

                Un autore per un lettore

                Io scrivo molto
                perché non ho libri da leggere.
                Io invento solo storie vere
                perché non amo i romanzi.
                Sono falsi
                e finiscono sempre come vuole l'autore
                ma non i protagonisti.
                Mi firmo con il nome d'altri.
                Nomi veri,
                come le storie inventate.
                Poi rifletto su cosa ho letto,
                sugli errori fatti nello scrivere.
                Soprattutto sugli errori.
                No,
                solo sugli errori.
                Non conosco altro.
                Li prendo
                e con loro scrivo un'altra storia vera.
                Di un altro autore.
                Una nuova firma.
                Ancora qualcosa da leggere.
                Ancora errori da raccontarmi,
                ma senza che io lo sappia.
                Composta mercoledì 2 settembre 2015
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