Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Pagine di vergogna

Pagine di vergogna
scolpisce il tempo
intenso fluttuare
ancora sempre
dietro traspare l'eco
mamme bambini vecchi
marciano inermi contro
incontenibili chilometri
verso presunti siti
che si eleggono eletti
di civiltà e di pace
ma chiudono le porte
di confini
ed eleggono i muri.
Balugino si scorge
rompe il silenzio
schiude le finestre di pensieri
lascia intravedere lo spiraglio,
trova vasi di sogni intirizziti
l'anima delusa
si spiazzano le insegne luminose
nei labirinti delle congetture.
Composta mercoledì 23 settembre 2015
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    Scritta da: Marilisa Menegatti
    in Poesie (Poesie personali)
    Diurno pensiero
    coerente baccano
    divori il desiderio
    distogli dal delirio.
    Suggelli un patto
    col dovere e col sostegno
    infierendo col suono della voce
    sussurro eterno dei miei sensi.
    Controlli un destino
    malamente affibbiato
    ipnotizzi il mio sguardo
    con occhi di diamante.
    Cancellando il passato
    sbriciolandolo nel tuo pugno
    invadi di tempeste
    quest'animo stanco.
    Brilli d'ambizione
    fermi gli istanti
    in brividi colmi
    di chiassosi silenzi.
    Composta lunedì 21 settembre 2015
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      Scritta da: Franco Lucii
      in Poesie (Poesie personali)

      Come quel rivolo

      Come un rivolo d'acqua versato
      io t'amo

      se lo guardi scorrere
      nel solco della terra,
      mi somiglia.

      Che non segue quel tratto
      per calcolo

      che le sponde liquide dei suoi fianchi
      alla terra si vanno mescolando

      e come resti puro nel suo moto.

      Come quel rivolo
      T'amo scorrendo
      e furibondo al tuo cuore mi mescolo.
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        in Poesie (Poesie personali)

        Insoliti ignoti

        Duro mestiere
        il mestiere degli eroi.
        Quelli destinati a non morire mai,
        neppure dopo morti.
        Ad essere marmo scolpito
        in piedi in mezzo ai giardinetti,
        bersaglio di palloni e di piccioni,
        o nelle piazze
        in mezzo a traffico e bestemmie.
        Sporchi di fumi di modernità,
        graffiati da "ti amo"
        e cretinate nuove o vecchie.
        Oppure a stare appesi,
        diventati quadri,
        in una lunga galleria.
        Ad osservare gente un po' distratta
        che ne guarda uno ogni tanto
        giusto per dire che c'è stata.
        Un nome da citare
        il giorno di una ricorrenza.
        Magari messa su per fare un po' di folla.
        Per scriverci qualcosa sul giornale
        la mattina dopo.
        "Ieri lui c'era e parlò alla folla plaudente".
        Tenuti appena a mente sul momento
        per poterli raccontare da chi vuol farli stare per forza dalla parte giusta,
        cioè la sua.
        Ridotti a piccoli
        se sono stati grandi
        o fatti grandi
        anche se gente da niente.
        Usati per distrarre,
        per unire
        o per dividere.
        Tirati in ballo senza aver dato alcun permesso
        da gente che spesso neppure se li fila.
        Che attinge a piene mani dalla storia
        solo perché sa
        che non potranno mai smentire.
        Così va
        il dopo la fine degli eroi.
        Composta domenica 6 settembre 2015
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          in Poesie (Poesie personali)

          Ex uomo

          Avrei voluto essere il tuo uomo per sempre
          ed invece sono diventato "quello di sempre".
          L'uomo "come da documento",
          venuto a noia,
          appena sopportato,
          ma che non conviene lasciare.
          Il fidato di casa che quando torni è tutto a posto
          e quando parti è tutto pronto.
          Quello che non chiede niente
          ma accetta a testa china la mancia che gli metti in mano
          e con quella mano tesa accetta il rinnovo del contratto.
          Alle tue condizioni.
          Quello che ogni tanto va a comprarsi una carezza fuori,
          non perché una carezza gli basti
          ma solo perché è la prestazione che costa di meno.
          Pensavo di starti accanto,
          risolvere i tuoi problemi
          ma poi mi sono reso conto che per risolverli andavi risolta tu.
          Tu eri il problema.
          Ma questo me lo tengo dentro.
          Mentre tu non perdi l'occasione
          per buttare fuori,
          per dirlo a tutti che sono io un problema.
          Che mi tieni e mi mantieni.
          Perché sei buona,
          fai carità.
          E ne parli a chi a te crede per forza.
          Al tuo pubblico pagante perché da te appagato.
          E del resto che cosa potrebbe ribadire
          quello che ha smesso di essere qualcuno
          per diventare il tuo qualcosa.
          Qualcosa che vive per amarti e servirti,
          mentre tu hai continuato ad essere chi sei sempre stata,
          a fare tutto quello che hai sempre fatto,
          compreso il non amarmi.
          Composta giovedì 3 settembre 2015
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            in Poesie (Poesie personali)

            Da leggere da soli e dopo aver bevuto un po'

            Non è un aforisma,
            non è una poesia.
            È un consiglio che mi do per scritto.
            È vero,
            sarebbe da dare all'inizio,
            non quasi alla fine.
            Chi può o vuole chiuda gli occhi e torni indietro.
            Oppure faccia finta di aver letto una stupidità
            o di non aver letto.
            Composta sabato 5 settembre 2015
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              in Poesie (Poesie personali)

              Un giorno che non c'è

              Vorrei un giorno che non mi facesse rendere conto che è giorno.
              Un giorno con nessuna notizia.
              Né certa né incerta.
              E soprattutto non cattiva.
              Le buone lo sanno già da tempo di non dover arrivare.
              Che questo è un indirizzo sbagliato
              o un destinatario inesistente.
              Vorrei un giorno di silenzio e di noia,
              senza incontri ne compagnie.
              Ed una strada per uno solo,
              di sola andata,
              con fonti che danno sorsi d'acqua
              e benedizioni di buon cammino.
              Un giorno che cominciasse col buongiorno allo specchio
              e finisse con la buona notte un attimo prima di chiudere gli occhi.
              Un giorno che fosse per sempre.
              In un posto amico,
              certo e sicuro.
              Con in mezzo niente.
              Composta sabato 5 settembre 2015
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                in Poesie (Poesie personali)

                Una cartolina da dove non so di essere

                Ha le insegne di luce
                che colorano il bianco delle notti vissute
                se si ha poco o spese se si ha molto.
                Ma entrambe sono permesse.
                Ha le belle vetrine che si lasciano avvicinare,
                si fanno toccare i vetri.
                Schiacciarci il naso contro.
                Appoggiare le mani,
                ed anche il corpo,
                se siamo eccitati.
                Ci sono le puttane di lusso
                ad illuminare strade ed occhi spersi.
                Anche loro si lasciano avvicinare,
                ma non si fanno toccare
                strusciare,
                schiacciare il naso contro il petto.
                Hanno più dignità delle vetrine.
                Forse,
                o forse è che non sono vetrine.
                Stanno in vetrina.
                Incontri gli ubriachi che occupano tutta la strada
                e ti vengono addosso.
                Se hai bevuto meno di loro gli scansi.
                Altrimenti cozzate,
                l'incontro è uno scontro,
                ma è concorso di colpa.
                Nessuno ripaga la bottiglia all'altro.
                Ci sono gli spacciatori,
                cravatte di corda usate,
                che provano a sedurti,
                ma con te niente da fare.
                La fortuna è dalla tua.
                Sei già spacciato.
                E passa pure una volante,
                ma come dice la parola
                "vola"
                e non vede niente.
                Il lampeggiante blu ti dice che è mattina.
                Adesso capisci dove sei
                ma la cartolina è già partita.
                Composta mercoledì 2 settembre 2015
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