Una cartolina da dove non so di essere

Ha le insegne di luce
che colorano il bianco delle notti vissute
se si ha poco o spese se si ha molto.
Ma entrambe sono permesse.
Ha le belle vetrine che si lasciano avvicinare,
si fanno toccare i vetri.
Schiacciarci il naso contro.
Appoggiare le mani,
ed anche il corpo,
se siamo eccitati.
Ci sono le puttane di lusso
ad illuminare strade ed occhi spersi.
Anche loro si lasciano avvicinare,
ma non si fanno toccare
strusciare,
schiacciare il naso contro il petto.
Hanno più dignità delle vetrine.
Forse,
o forse è che non sono vetrine.
Stanno in vetrina.
Incontri gli ubriachi che occupano tutta la strada
e ti vengono addosso.
Se hai bevuto meno di loro gli scansi.
Altrimenti cozzate,
l'incontro è uno scontro,
ma è concorso di colpa.
Nessuno ripaga la bottiglia all'altro.
Ci sono gli spacciatori,
cravatte di corda usate,
che provano a sedurti,
ma con te niente da fare.
La fortuna è dalla tua.
Sei già spacciato.
E passa pure una volante,
ma come dice la parola
"vola"
e non vede niente.
Il lampeggiante blu ti dice che è mattina.
Adesso capisci dove sei
ma la cartolina è già partita.
Composta mercoledì 2 settembre 2015

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