Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Scrivo

Scrivo i miei sogni
a volte nell'aria
quando i fogli
volano via lontano.

Scrivo sui sassi
per fermare il tempo
per ricordargli
di venirmi a prendere.

Scrivo nelle crepe
delle rocce
quando la tempesta
agita il mio mare
e mi spezza il fiato.

Scrivo sulle foglie
nei prati
quando i pensieri
mi lasciano da sola.

Scrivo in tutti
quei mesi
che non so,
in tutte le vite
che non ho.

Scrivo i miei sogni,
li scrivo sulla mano
per non perderla,
che come un pugno
al cuor si mostra!
Composta martedì 7 giugno 2016
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    in Poesie (Poesie personali)
    Sento il tuo respiro che si avvicina
    e si allontana dalle mie pesantezze usuali
    e rido del mondo fra le lacrime
    per esser stata ingannata dal mio stesso ego.
    Ho perso l'agonia e ritrovato lo stupore
    dei sensi ma avrei bisogno di sputare
    frasi e sentenze senza rammarico.
    La mia solitudine mi ha resa forte
    eppure porta con sé dolore immenso,
    profondo e sano.
    Se avessi denti forti e respirassi aria pura
    riscalderei me stessa e le mie paure
    in un abbraccio profumato di menta.
    Chiunque tu sia, io ti amo
    e ti starò vicino in piccoli momenti d'eternità.
    Composta giovedì 28 luglio 2016
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      in Poesie (Poesie personali)
      I brividi che percorrono il mio essere
      possono giocare a carte coi tuoi fantasmi
      e vincere la partita.
      Sono schiacciata dalla fantasia perversa
      di un mondo congelato
      e voglio essere me stessa senza illusioni
      e con la voce materna
      che risplende sul mio volto provato.
      L'amore non deve essere mai ridicolo
      né agghiacciante,
      la vita è qualcosa di spregiudicato
      per essere conservata in una bolla d'aria fresca.
      Composta venerdì 29 luglio 2016
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        Scritta da: ANTONIO PISTARA’
        in Poesie (Poesie personali)

        Se...

        Se...
        le rocce ti sembrassero impenetrabili
        il mare in tempesta ti apparisse indomabile
        il fuoco pensassi di non poter spegnere
        il sole non riuscissi a guardare
        la luna non ti facesse sognare
        una canzone non ti facesse emozionare
        una vita non bastasse per viverti
        una goccia di sudore non ti facesse sospirare
        l'altro non ti completasse
        allora,
        se...
        fosse così,
        non saresti ciò che cerco,
        ma solo una falsa copia del vero
        da rintanare in un angolo recondito della mia vita.
        Composta mercoledì 27 luglio 2016
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          in Poesie (Poesie personali)
          Sei impazzito di dolore per avermi persa,
          ti scudi dietro una vita di menzogne e risse di parole assordanti.
          Quello che vedo è lucidità estrema
          in un volto di ragazzo,
          quello che sento è pura follia
          e io che ti vorrei vicino
          non so come muovermi
          non so come fare per farti capire
          che il dolore si affronta e non si maschera
          nelle bugie e nel disprezzo della vita.
          Giovane uomo io ti penso con amara tristezza
          e che il risveglio ti renda più vicino a te stesso
          e meno alla smania di potere e pazzia.
          Quelli come te devono usare la notte per vincere gli incubi del giorno
          e sfruttare gli altri per sentirsi forti.
          Come posso ancora starti accanto
          in un universo di mancata saggezza e rancore?
          Voglio liberare la mia pelle dal tuo odore
          e desidero che il mio cuore imprigionato
          trovi la sua strada, feroce, sanguinosa
          ma vera.
          Come potrei nascondermi ancora una volta?
          Dove trovare riparo dalla dolcezza del tuo abbraccio?
          Ti auguro di capire quello che senti realmente,
          quel desiderio di me che fa stringere le mascelle
          e contrarre il mondo.
          Devi aprire il tuo orrore e non buttartici dentro,
          scegliendo quel punto luminoso
          che ti dia pace.
          Composta martedì 26 luglio 2016
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            Scritta da: Carlo Bisecco
            in Poesie (Poesie personali)

            Io sono Ulisse

            Itaca,
            forte è il desiderio di tornare
            e camminare sulle tue sponde
            accarezzato dalla brezza dell'alba.
            Itaca,
            le onde mi tengon lontano,
            io,
            burattino nelle mani del destino,
            sarò artefice del mio viaggio.
            Itaca,
            le stelle possono confondermi,
            i venti possono spingermi altrove,
            ma io,
            Itaca,
            conosco la rotta
            incisa con amore nell'anima.
            Itaca,
            le onde son alte,
            il tempo non mi permette
            ancora di tornare,
            ma io,
            Itaca,
            ti prometto il mio domani.
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              Scritta da: Rosetta.Z
              in Poesie (Poesie personali)

              Ti racconto le mie stagioni

              Osservo il tuo volto, solcato ormai,
              dai segni del tempo,
              e rivivo in te la mia vita che sembra volata via
              come un soffio di vento.
              In ogni tua ruga rivedo le mie passate stagioni cercando in esse, motivate ragioni,
              dell'esser qui, ora, in questo istante,
              con lo stesso pensiero di allora
              di guardare sempre avanti.

              Mi appare breve la mia Primavera, così dolce
              spensierata e serena,
              dove il sole era tiepido e l'aria ancor leggera.
              E bastava un tuo sorriso
              ad asciugare le lacrime sul mio viso.

              Ingenui pensieri regalavo al vento
              A piedi scalzi i miei passi, correvano incontro al tempo
              sui prati fioriti, dai nitidi colori,
              Aspettando l'arrivo della nuova stagione.

              Risento il calore ancora addosso
              della tua mano che mi stringeva piano,
              portandomi sulle vie del tuo percorso,
              non era mai abbastanza stretta,
              in quel mondo senza tempo e senza fretta.

              Ecco! l'alba è ormai passata.
              la primavera se ne è appena andata,
              comincia così una nuova giornata,
              è la mia estate che è già arrivata.
              Ricordo la sua entrata con un cielo terso
              mi appariva così grande, così immenso,
              riuscivo a scorgere al di là del suo azzurro
              tutto quanto l'universo.
              Il sole, non più tiepido, riscalda il mio cuore.
              Sono giorni d'estate, i miei giorni migliori.

              Colorate fantasie che regalavo al vento
              lasciano il posto ai sogni che viaggiano lontano
              non mi accorgo neanche in qual momento
              Tu lasciavi andare piano la mia mano

              Ora i prati non mi appaiono soltanto fioriti
              ma sembrano ai miei occhi perfino dorati,
              ci cammino in mezzo, e penso,
              che siano i più belli che abbia mai incontrati.

              Il sentiero mi porta su un lungo viale,
              al mattino l'aria è fresca, sono ore soavi,
              fiori d'arancio e musica per danzare
              di petali di rose le vie cosparse
              e candidi gigli a guidare i miei passi.
              Forte e possente è la mia ragione
              Sembra non abbia alcun ché di dubbio
              in questa giovane mia stagione,
              che avanza intrepida e senza indugio,
              e non si accorge che ormai da ore,
              lassù in alto c'e il sol leone.

              Non sono neanche a metà del mio cammino
              Nell'inseguire il mio destino.
              In vari luoghi io sono già stata
              a questo punto della giornata,
              lasciando in ognuno di essi un mio pensiero
              di tanta paura ma altresì desiderio.
              ma senza distrarmi mai dal mio sentiero,
              cercavo in loro un buon riparo,
              pagando un sorso d'acqua, un prezzo assai caro.

              Ora Il caldo si fa sentire,
              sembra quasi che io non lo possa sopportare,
              penso ogni tanto che mi vorrei riposare.
              ma vedo te davanti a me, mi guardi,
              e non dici nulla,
              ma i tuoi silenzi per me, sono urla.
              gridono indietro non si può più tornare.

              Ecco! In quel momento capisco ogni cosa!
              Anche tu eri stata una giovane rosa,
              che il caldo torrido più volte ha piegata,
              ma forte e leale, non si è mai spezzata,
              aspettando ogni volta un nuovo mattino,
              che con la sua rugiada ti avrebbe rialzata.

              Ora Tutto traspare, e tutto mi è reale,
              non posso esimermi dal camminare,
              c'è il mio futuro
              che mi sta ad osservare.
              Noo! Non mi posso fermare.

              Riprendo il Cammino! Le ore non sono tutte uguali!
              Al caldo afoso si alternano, brezze di vento profumato
              che asciugano subito il mio viso, tanto sudato.

              Lungo la via, mi guardo a sinistra e a destra
              vivo ore diverse, qualcuna più triste e qualcun'altra di festa.
              Percorro il viale e guardo l'orizzonte,
              Il sole è ancora alto ma non tarderà a tramontare,
              tante sono le cose che vorrei fare
              prima che la mia giornata finisca,
              allungo il passo, ti lascio un po' in dietro,
              ancora un po', poi ti perdo di vista.

              Ad un tratto di strada è cambiata già l'aria,
              cambiano i colori lungo il viale,
              ora il mio passo comincia a rallentare
              sono già a metà dell'anno,
              il caldo mi ha reso stanca, è ho un po' di affanno.

              Mi guardo intorno, tra gli alberi che si cominciano a spogliare,
              sono all'imbrunir del giorno,
              e mi accorgo che l'autunno sta per arrivare.

              Or non posso dir di esso di com'è che è andato
              perché non ne conosco ancor di lui il fato,
              ma voglio immaginare, i suoi prati, in morbido velluto,
              dove il mio passo possa scivolar leggero,
              in questa stagione che non ho ancor vissuto.

              Vorrei poter di esso gustarne i suoi sapori,
              e respirare a fondo i suoi soavi odori.
              poter goder del fascino dei suoi incantati colori.
              ammirar la sua natura che si prepara a mutare.

              Vorrei che lui mi mostrasse
              ogni sogno realizzato, di chi sul lungo viale,
              dal mio seno è nato.
              Che mi facesse cogliere ciò che di buono è stato seminato.
              Dividerlo con chi sul mio cammino, c'è sempre stato.
              .
              Magnifico sarebbe poter conoscere,
              chi porterà nel ventre, per poterlo amare,
              sentir le liete melodie,
              di nuova vita, che sta per cominciare.
              e ancora vorrei tornare ad ascoltare,
              la voce dell'eco, della mia gente,
              che ritorna fiera, dalla montagna al mare.

              Ecco! Questo è tutto ciò che io ho immaginato,
              del mio autunno che è appena iniziato,
              così che alla fine di esso, io possa andare,
              con le più belle meraviglie da raccontare.
              Arrivare poi a sera del mio giorno,
              con il calore dei bei ricordi,
              che mi faranno da coperta e mi sapranno scaldare.
              per non sentir così il freddo del mio inverno
              Che tacito e silenzioso mi verrà a trovare.

              Da lui con un sorriso io mi farò abbracciare,
              per lasciarmi serenamente accompagnare,
              fino alla fine del mio lungo viale.
              Dove ritroverò te, Mamma, ancora lì ad aspettare,
              Con il cuor leggero, fiera di me,
              per aver vissuto la mia vita percorrendo il mio sentiero,
              guardando sempre avanti senza mai lasciarmi andare.
              Così ché le mie stagioni, ti possa finire di raccontare.
              Composta lunedì 8 febbraio 2016
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