Poesie personali


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie personali)
Dalle fosse ardeatine, 31 Aprile 2001 buio, fosse, pietre recenti sul muro.
Un grido, alto come il silenzio, fucili,
rumori (bangbang)
grida, fine.

Vi sento con me, mi camminate
al fianco mentre
cammino sui vostri passi
Vi sento con me, mi fate
un sorriso invisible attraverso
i vostri luoghi bui che sto
guardando
Vi sento con me, mi abbracciate
con le vostre ossa mentre i
miei occhi piangono lacrime
di storia

Luce, Prati verdi, alberi ricchi di frutti.
Ecco dove siete ora, amici
Perdonaste, oh quanto
perdonaste.
Ma un grido mi suona in gola:
"Pagheranno quei bastardi
per quel che han fatto! "
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie personali)
    Canto D'amore Mia amata
    ancora della salvezza,
    in te rimuovo
    il peso della mia coscienza.

    Sono solo, nudo
    vestito spesso dalle illusioni;
    sconosciuto questo tuo pianeta,
    eppure mi da pace
    e motivo di rivincita
    dalle mie tante sconfitte
    di uomo debole
    che di sogni si nutre
    nella precaria instabile esistenza.

    Mia amata
    ci si rinnova
    navigando attraverso
    il tuo mondo;
    si diventa forti amandoti:
    si trova ogni spiegazione
    anche se inutile o banale.

    Tenendoti per mano
    mi accorgo d'esser vivo:
    non c'è cosa più straordinaria.
    Ogni giorno è migliore
    di quello andato, perduto;
    ogni gesto quotidiano
    acquista peso, valore, sonorità
    in un solo ed unico
    canto d'amore.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie personali)

      Avvento

      Affascinate, cieli, con la vostra purezza
      queste notti d'inverno
      e siate perfetti!
      Volate più vive nel buio di fuoco, silenziose meteore,
      e sparite.
      Tu, luna, sii lenta a tramontare,
      questa è la tua pienezza!

      Le quattro bianche strade se ne vanno in silenzio
      verso i quattro lati dell'universo stellato.
      Il tempo cade, come manna, agli angoli
      della terra invernale.

      Noi siamo diventati più umili delle rocce,
      più attenti delle pazienti colline.

      Affascinate con la vostra purezza queste notti di Avvento,
      o sante sfere,
      mentre le menti, docili come bestie,
      stanno vicine, al riparo, nel dolce fieno,
      e gli intelletti sono più tranquilli delle greggi che
      pascolano alla luce delle stelle.

      Oh, versate, cieli il vostro buio e la vostra luce sulle nostre
      Solenni vallate;
      e tu, viaggia come la Vergine gentile
      verso il maestoso tramonto dei pianeti,
      o bianca luna piena, silente come Betlemme!
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie personali)

        Mi farai sentire solo... quando te ne andrai

        La tua luce che illumina il mio lenzuolo
        La pagina del tuo libro aperta su un addio
        Le tue ultime parole esplodono nella mia testa
        Le nostre canzoni stonate su pentagrammi dimenticati

        Ho giocato d'azzardo su un tavolo sconosciuto
        Con un mazzo di carte truccato
        La fortuna mi ha voltato le spalle ed è sparita nella follia della vita
        Il mio arcobaleno colorato ti indicherà la strada
        E ci incontreremmo al centro dell'oceano – se lo vorrai
        O su una spiaggia solitaria
        Dove un poeta morente canterà i suoi versi al cielo
        E i suonatori di tamburi intoneranno il loro tam tam per noi

        Ci incontreremmo in un posto qualunque
        Ci incontreremmo al centro delle nostre vite
        E se addio è una parola troppo triste
        Diremmo semplicemente ciao –
        E una girandola di colori esploderà sulle nostre teste

        Ed ora…
        Ora….
        Ricordami da laggiù … dal tuo treno deragliato
        Ricordami dall'alto della tua montagna in fiamme
        Ricordami con un pensiero mentre la luna illumina i tuoi occhi
        Ricordami nel buio della mia notte e nella luce del tuo giorno
        Ricordami nelle tue bufere di neve e nel soffio del tuo vento
        Ricordami come un'onda che si infrange sulla tua spiaggia
        Ricordami con le tue lebbra – con quelle labbra bastarde
        Ricordami nei tuoi sogni sino all'alba di una nuova vita
        Ricordami come tu vuoi
        In questo giorno da dimenticare

        Mi farai sentire solo…quando te ne andrai.
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie personali)

          Dipingerò il mio capolavoro nel cielo

          Dipingerò il mio capolavoro nel cielo

          Questa è una storia realmente accaduta a due giovani amanti lungo il confine messicano. Io l'ho vista così

          Dipingerò il mio capolavoro nel cielo
          Sotto la pioggia lungo il confine messicano
          Siamo stati a Manzanillo e abbiamo visitato Puerto Aventuras
          Polvere negli stivali e sudore sotto la fronte
          In un albergo di Rosario mi hai dato il tuo cuore
          Ci siamo separati a Puerto Morales sotto un concerto di stelle cadenti
          la mia valigia di sogni si è aperta lungo la ferrovia per Mexicali
          Le porte del pregiudizio si sono spalancate tra noi
          La vita – dicevi – è bianco o nero
          Io ho imparato che la vita a volte prende e a volte dà
          Ti ricordo in una veste bianca di giglio nel buio che avvolge la valle
          Ombre d'argento sulle grandi pietre degli antichi templi Maya
          Hai improvvisato una danza alla luna
          Ma io ero cieco non vedevo il tuo splendore nell'aria - volteggiare fantasma
          Un menestrello errante disegna cerchi di note col suo tamburello africano
          Raccolgo i miei pensieri e li conservo in un angolo della mente
          Quando tutte le anime si prenderanno per mano
          Il cielo esploderà in una lucida follia colorata
          Se senti un rumore sordo nelle orecchie non avere paura
          Sto solo dipingendo il mio capolavoro nel cielo

          Sono stato all'inferno ed ho incontrato un angelo
          Com'è la morte – ho chiesto
          Invisibile – mi ha risposto
          Nel labirinto dei miei sentimenti sono entrato e uscito infinite volte
          Il giorno è un lungo film muto in bianco e nero
          Il mio cielo piange
          Dopo pochi minuti di sole si trasforma in tempesta
          In quest'aria che respiro c'è odore di morte
          Mi ricordo di Francis Bacon dipingere figure mutilate
          Che sputano un urlo disperato in pezzi di carne lacerata
          Sogno un mondo dove i poeti cantano e i musicisti scrivono
          Su questa curva sulla quale sono sospeso
          Su questa strada che cammino
          Su questa pista che percorro
          Sei volata via sul cavallo di Pablo Ramirez
          Hai accennato ad un pacifico addio e sei uscita dalla mia vita
          Mentre dipingevo il mio capolavoro nel cielo

          La musica alla radio grida musica moderna
          Ho sognato Charlie Parker in piedi – nella notte
          All'angolo di Trafalgar Square
          Mi ha portato da qualche parte e mi ha riportato indietro
          Ho solo bisogno di qualcuno che mi mostri una nuova via di fuga
          Ho bisogno di qualcuno che mi porti lontano dal pensiero di te
          La pioggia racconta lunghe storie
          Se pioverà anche da te allora saprai quanto sto soffrendo
          Mentre cammino per la mia strada e canto la mia canzone al cielo
          Come un giullare di corte ferito
          In attesa di dipingere il mio capolavoro nel cielo

          Ho incontrato una Regina zingara con collane di bronzo al collo
          E un anello d'amore gitano
          Le ho chiesto di raccontarmi qualcosa di te
          Occhi di Perla e Denti di Diamante mi fissa negli occhi e dice
          " in ogni respiro di donna c'è un uomo imprigionato nel suo cuore"
          Le regalo un mazzo di violette
          E scappo via in una nuvola di polvere come un angelo cow-boy
          a cavallo del proprio destino di amante offeso
          Attraverso la pianura con luci di lampi e fragore di tuoni
          Che disegnano ombre lunghe negli abissi del dolore
          Il cielo esplode in poemi di nuda meraviglia
          Sento l'eco delle campane a morte dal campanile della chiesa di San Sebastian
          Un coyote canta un canto di guerra nella notte della mia vita
          Due venti soffiano attorno alla tua casa
          Due piogge battono sul tetto di legno della tua casa
          Due tuoni esplodono nella tua camera da letto
          Due spari rimbombano come il frastuono di un uragano
          Due occhi lucidi sulla porta - sotto la veranda
          In una veste bianca di giglio
          Mi hai detto – Non sei migliore di nessuno e nessuno è migliore di te
          Mi volevi dare le stelle di tutta una notte e i diamanti di tutto il pianeta
          Mi hai promesso un giardino di fiori e sogni da vivere ogni giorno
          Ma io volevo soltanto un tuo dolce bacio amore – solo un tuo dolce bacio
          Ti ho abbracciata forte e ho sentito il tuo cuore battere per me
          Ho visto polvere di stelle nei tuoi occhi da fiaba
          Il tuo mondo di illusioni è crollato come il boato dell'oceano
          Aprimmo le prigioni dei nostri cuori
          E tutti gli uccelli predatori che mangiavano le briciole del nostro amore
          Sono volati via nelle foreste di nuvole piovose
          Non ho più parole per esprimere il mio amore ciarlatano
          Aladino ha spento la sua lampada
          E fiamme pallide disegnano due cuori amanti sulla terra bagnata di pioggia
          La cartomante nasconde le sue cose in casseforti di bugie
          Le navi dei pirati sono ancorate in porti sicuri
          Tutti i suonatori scalzi abbandonano la scena
          Restiamo io e te da soli a celebrare uno spicchio di luna
          E mentre la luce dell'alba comincia a brillare
          Ringrazio Dio perché anche tu ora puoi vedere.
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            Scritta da: Silvana Stremiz
            in Poesie (Poesie personali)

            La mia strada

            È la complicanza che affascina,
            è lo sguardo che intarsia,
            la mia strada sei tu che sbalordisci,
            sei tu che non capisci,
            sei tu che fuggi,
            e dopo dunque torni;
            rammento un poco,
            sporto dal parapetto,
            da cui ammiro il panorama,
            poi cammino solo,
            scivolata via la tua mano,
            nuvole che mi somigliano,
            vento che le porta lontano;
            la mia strada non si traccia,
            può essere solo percorsa,
            fermandosi, tra le pause, ad osservare,
            aspettando un fiore, che sul ciglio, non vuole ancora sbocciare,
            recitando l'ultimo rosario,
            attendendo un poco,
            per poi ancora di nuovo morire;
            peso e leggerezza,
            che mi si oppongono, dilaniando,
            tristezza che è compagna,
            che sfiora le dita,
            rilegge la tua bocca, per ogni volta che l'ho accarezzata.
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              Scritta da: Silvana Stremiz
              in Poesie (Poesie personali)

              Pezzi di ghiaccio

              Gli ultimi pezzi di ghiaccio,
              sciolti tra le scorze d’arancio,
              vorticano con i miei occhi
              che indietro nel tempo li inseguono;
              squillano ancora le voci,
              stesso luogo,
              ma altri momenti;
              immensi rettangoli di vetro
              e strade che scheggiano,
              di là colossi d’ali si librano,
              poi case con chiome di montagne,
              sfumando,
              senza pause,
              questa macchina infernale sovrappone,
              confondendo,
              anche nell’edera abbarbicata,
              pendula e cadente
              su lastre tagliate nel cemento;
              parole sommerse riecheggiano,
              sussurri flebili,
              scivolando dal buio,
              si spengono;
              lì, davanti, seduta,
              nel bruno che luccica,
              i chiari e i rosa
              dipingo distesi a sfiorarmi,
              sognanti gli istanti di nessuno.
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                Scritta da: Silvana Stremiz
                in Poesie (Poesie personali)

                Restano solo le mie parole per te

                Hai reso alla mia penna
                la scintilla dell'oblio,
                la cupezza dei momenti
                da tradurre in scritti e graffi,
                con cui io mi dilanio il cuore
                e rigenero i suoi battiti;
                sentimenti scavati dalla risacca,
                che penetra nei più profondi anfratti,
                portati al largo e di lì di nuovo a riva,
                tra le conchiglie capovolte e frantumate,
                assopiti e stanchi,
                tra i riflessi brillanti della luna sulla sabbia;
                scrivo per me
                e leggo per rileggerti,
                per perdermi nell'illusione dei tuoi occhi rapiti,
                della forza del mio pensiero
                che diviene azione di straziante passione,
                catalizzata dalla tua ispirazione,
                estasiato nell'idea d'autodistruzione
                che tanta luce
                non potrà che costringerti
                a distogliere lo sguardo.
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                  Scritta da: Silvana Stremiz
                  in Poesie (Poesie personali)
                  Lei
                  sarà alta e bella,
                  sarà quella che hai sempre sognato,
                  l'avrai vista sui calendari o sulle pubblicità dei collant
                  l'avrai incontrata di notte,
                  nei nebbiosi locali dove a stento respiri,
                  o su certi squallidi giornali
                  o sulle pagine sgualcite di un libro senza illustrazioni
                  e l'avrai posseduta tra le fredde lenzuola,
                  sarà lei a tradirti ma sarà lei che vorrai
                  ogni notte, ancora

                  Lei non ha un cuore, non è mai triste e non ride
                  lei non ti parla, non è curiosa,
                  non prende mai l'iniziativa,
                  lei no, non è vittima di aspettative,
                  non ti guarda negli occhi,
                  non beve il tuo vino,
                  non si riscalda alle fiamme del tuo camino,
                  Lei non ama, ma non importa,
                  la vorrai anche perché non bussa alla tua porta,
                  perché non conosce il tuo numero e non ti chiama
                  la vorrai proprio perché lei non ti ama.
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                    Scritta da: Silvana Stremiz
                    in Poesie (Poesie personali)

                    Sguardo di donna

                    Folta chioma bruna
                    ribelle, complicata
                    l'anima vissuta, saggia,
                    di immagini viste o solo capite,
                    di parole che pesano
                    pur non dette, non udite ...
                    Nel cuore è aperto uno spiraglio
                    perché un vento sempre nuovo
                    possa soffiare libero,
                    vento che gli anni non conta,
                    che non solleva polveri di sconfitte,
                    ma che veste di coraggio gli errori
                    e procede instancabile
                    verso un'invisibile meta
                    verso una ricerca segreta.

                    In un corpo
                    che il tempo oltrepassa indenne
                    vivo è lo sguardo di donna
                    che scava oltre la pelle,
                    oltre i profumi e oltre i colori,
                    di quelli che la vita propone come attori.
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