in Poesie (Poesie personali)
E… vivo
Nel tempo che non c'eri
ti cercavo
Nel tempo che ti penso
è prezioso
Nel tempo che ti vedo
respiro ancora
Nel tempo che sei mio
è eterno
Nel tempo che non ci sei
ti adoro e…. vivo.
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Nel tempo che non c'eri
ti cercavo
Nel tempo che ti penso
è prezioso
Nel tempo che ti vedo
respiro ancora
Nel tempo che sei mio
è eterno
Nel tempo che non ci sei
ti adoro e…. vivo.
Un infinito
dolore che il volto
ha reso triste
nel suo peregrinare
tra albe e tramonti
contemplati
nell'anima
e nel ricordo.
La vita un nulla,
ma nel cuore
il desiderio
del mondo,
di volti familiari,
occhi velati
dal cielo
pur contemplato
e pregato
in un bagliore
di luce fuggente.
Ora guardo
il tempo che passa,
saprò sperare
nell'attesa
dell'incanto
di stringere
la sua mano.
Tremo di saggia paura
del lato oscuro
che aspetto.
Se ti racconti di vero
piante aromatiche e marmellate
mandi pensieri alla luna.
Zingaro nobile
che collezioni memorie
tu infrangi il tempo.
Allora regalami il tempo
se gentile se sincero se reale
custode di me e te.
Inabissati dal dolore
in un mondo reso
inospitale,
nel buio cinereo
è scoppiata la soavità
dell'amore,
è sfuggita
la paura.
L'ardore di pietà
brama l'invisibile volto
sfigurato, perduto.
Uomo, mostrami
il tuo volto
da adorare.
Non era la luna nel cielo
Ma le stelle lucevano, e il melo
Mostrava le foglie d'argento
Guardando il giorno già spento
Passavan ragazzi la sera:
La sera passava sincera
Dicendo di voglie novelle
Intanto nei campi le zolle
Splendevano lucide presso la Gora
Non vedo più le stellate d'allora!
Un tiepido cielo di latte
E l'ore volavano ratte
Nei giorni che non passan mai
Nei giorni che ancora non sai
Del primo incontro d'amore
Del primo tuo grande dolore:
E intanto dentro la stalla
Sentivi crollar di catene
Mentre le mucche sbuffavano ancora
Non vedo più le stellate d'allora!
Schiarava la notturna luce
I muri con finestre a croce
Del cesso in fondo al cortile
Ed il letame vicino al fienile
Da cui saliva un bel fumo
Che a me sembrava profumo
Sentivi le voci passare
Vedevi i campi brillare
Seduti sotto quell'albero d'oro
Non vedo più le stellate d'allora!
L'attimo
Uno sguardo.
E poi scivola via da addosso,
il pensiero.
Che qualcosa comunque rimane:
per l'idillio di un attimo,
il sospiro di un fremito.
Che abbatte i sigilli e fa breccia lì:
Dove il tempo non scorre,
il sole non tramonta,
la paura non giunge.
Basterebbe la semplicità di un gesto,
perché l'incantesimo perduri.
Ed invece siamo sempre un passo oltre,
sempre al di là delle cose.
Sembrerebbe che solo la sua luce lo sarebbe:
verità,
squarcio meraviglioso.
A volerla trattenere in me,
che la sua non sfiori:
per l'attimo che in sé sa di eterno.
Non c'è buio senza luce
non c'è cuore senza amore
non c'è vita senza dolore
senza luce non c'è calore
l'anima è un antro senza uscita,
profuma di viola,
e dà la vita
ed in fondo alla vita,
c'è solo la luce.
Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna
E i nostri amori
Me lo devo ricordare
La gioia veniva sempre dopo il dolore
Venga la notte suoni l'ora
I giorni se ne vanno io rimango
Le mani nelle mani faccia a faccia restiamo
Mentre sotto
Il ponte delle nostre braccia passa
L'onda stanca degli eterni sguardi
Venga la notte suoni l'ora
I giorni se ne vanno io rimango
L'amore se ne va come quest'acqua corrente
L'amore se ne va
Com'è lenta la vita
E come la Speranza è violenta
Venga la notte suoni l'ora
I giorni se ne vanno io rimango
Passano i giorni e passano le settimane
Né il tempo passato
Né gli amori ritornano
Sotto il ponte Mirabeau scorre la Senna
Venga la notte suoni l'ora
I giorni se ne vanno io rimango.
All'indietro nel tempo
per non dire no
ai tuoi stretti sconosciuti,
non rinunciare più
a brividi sotto le mura,
salire le scale
quella prima volta da sola
aspettarti discreta
comparire dalla tua cavalcata,
vedere la tua luna
nelle piccole ore d'estate,
correre al tuo richiamo
tra la notte e l'alba sull'asfalto,
abbandonare la gente
e ritrovarsi noi due,
smarrirmi sul terrazzo
un sì temerario
per non impaurirti d'amore
perdonandoti tutto.
Ora non la voglio la luce
perché nel mistero dell'ombra
riconosco i suoi colori
Sagittario delle stelle
dalla lunga criniera
che galoppi sulle verità
scappi verso la luna piena
se sei nudo di sogni
ti vestirò di fiori
proteggerò con oli
il tuo mantello delicato
alleverò con lavande
la tua mensa agre.
L'alito celeste dondola
unanime alle dure forme.