Poesie personali


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie personali)

Per non dimenticare...

E tutti
ci ricorderemo dove eravamo in quel
momento. Seduti in macchina a
cercar parcheggio, con la testa
tra i surgelati a cercar la
paella, davanti al computer a
cercare la frase giusta. Poi uno
squillo di telefonino, e
l'amico, il parente, il collega
che ti staccano una storia
inverosimile di aerei e
grattacieli, ma và via, dai,
lasciami perdere che oggi è già
una giornata difficile, ma lui
non ride e dice: ti giuro che è
vero. Ricorderemo l'istante
passato a cercare in quella voce
una qualunque sfumatura di
ironia, senza trovarla. Ti giuro
che è vero. E non dimenticheremo
la prima persona a cui abbiamo
telefonato, subito dopo, e
nemmeno quel pensiero -
immediato, sciocco ma
incredibilmente reale - "Dov'è
mio figlio? ", i miei figli, la
mamma, la fidanzata, domanda
inutile, perfino comica, lo
capisci subito dopo, ma intanto
è scattata - la Storia siamo
noi, è solo un verso di una
canzone di De Gregori, ma adesso
ho capito cosa voleva dire -
risvegliarsi con la Storia
addosso. Che vertigine.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie personali)

    Odio la vita

    "Tenisse cent'lire? ",
    strascicando le parole da una bocca contorta,
    le palpebre socchiuse e lo sguardo spento,
    perso nel vuoto e nell'olezzo dei suoi stracci,
    nel sozzume del suo corpo,
    cotto dal sole e ferito dal dolore,
    dalle piaghe che la strada
    ogni giorno di più muta in solitaria morte.
    "Amico... tenisse cent'lire? ",
    lo sguardo basso e la mano tesa
    a chieder vendetta di una povertà mai voluta,
    sia d'animo che di monete,
    quando scrisse con l'ago "Odio la vita" su un muro
    e cominciò il non ritorno da dove forse mai partì.
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      Scritta da: Jutka Csakanyi
      in Poesie (Poesie personali)

      Sono una donna stupida

      Sono una stupida, per di più una donna stupida
      Sono la madre, la fertilità, la terra
      La creatrice, procreatrice
      Di quelli che ti dicono, puttana!

      Intellettuali dotti, ridotti
      Uomini dalle parole vanitose,
      Untuose, suntuose, mostruose
      Sono parole di uomini
      Parole di questi tempi, di questi giorni
      Parole usate ieri, vanno bene anche per domani
      Il mondo è fatto sempre di contemporanei
      Di scrittori, di filosofi, scienziati,
      Poi ci sono i cantautori e i poeti!

      Oh, sì i poeti!
      Sono quelli che hanno gli animi mobili, nobili
      Cadono in facile sublimazione,
      Hanno le voci sommesse
      Si commuovono dalle proprie parole,
      Quando i loro versi sono,
      Declamati, misurati, recitati, sviscerati,
      Sono quelli che tengono i fogli nel cassetto
      Che hanno un desiderio segreto,
      Denudare l'anima Narcisa,
      Senza provare alcuna vergogna

      I poeti non scrivono per se stessi,
      Ma per voi gente comune,
      E se non avete capito niente
      Perché sono versi concettuali
      E io che sono una donna stupida
      Ogni tanto scrivo dei versi.
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        Scritta da: Jutka Csakanyi
        in Poesie (Poesie personali)
        Come un fiume in piena,
        Così i pensieri stravolgono
        L'argine della mia consapevolezza
        La saliva serve come colla
        Per attaccare ogni parola
        Viaggio nello spazio, coincido con il tempo
        Incontro un artista di strada e un nuovo amore
        Ma non ci sono eroi e modelli da plasmare
        Trovo la strada per una galassia lontana
        Osservo dall'alto una pianura desolata.
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