Non so se restare in questo posto: dovrei, più o meno. Chiudermi in una trapunta di cristallo per intascare un cent da chi mi fissa e saggio decifra i miei "perché".
o verde Dea, non posso ormai più adorarti; semplicemente mi hai tradito, non lo posso dimenticare.
Quindi devo andare avanti da solo, senza di te... sarà come andare ramingo per i deserti, lasciandomi portare dal vento, e se il sole piangerà, i miei occhi faranno piovere lacrime d'argento...
I petali si staccano dagli alberi placando i deboli lamenti. Sfuma in un pantano il riflesso dell'iride. Una tiepida euforia mendica calore mentre le favole di primavera disinfettano le mie paure.
E mi ritrovo qui... piu sola di ieri, a cercare sul viso la stanchezza... anche se ciò non basta a sentire la presenza di chi è lontano, o il suono opaco... della voce... di un tempo. Solo pensieri spaventati, e fuggiti davanti al sole, per raggiungere o tornare da chi troppo presto non ha più nulla... ma deve continuare a vivere.
Goccia dopo goccia mi bagna il viso, si confonde con le mie lacrime. La tristezza si nasconde tra l'oscurità del grigio cielo. Il rumore della pioggia nasconde il singhiozzare del mio dolore che trova conforto solo sentendo il ticchettare della pioggia che conforta il mio animo. E piove...
Assaporo le tue labbra di rosa ove il silenzio abbraccia la notte un grembo silvestre dove cantano i grilli le note le stelle le volte celesti nel lago di carne il mio essere sangue oltrepassa i confini dove muore o rinasce l'eterno concerto
Ci sarò sarò presente alta la fronte e il petto e la coscienza intatta immacolata
vibrante il corpo affronterò silente dalle tenebre l'amica luce ma nel non risorgere su questa infame terra scintillerà il mio sangue esploderò potente oltre i confini degli spazi
navigherò farò l'amore indi risorgerò fantastico nelle braccia solitare delle mie braccia