Poesie personali


Scritta da: Giulia Guglielmino
in Poesie (Poesie personali)

Ho visto i suoi occhi brillare...

Ho visto i suoi occhi brillare;
Fissava i miei mentre danzavo,
e segretamente tra un giro e l altro ricambiavo un sorriso...
Ho visto i suoi occhi brillare;
Ho sentito urlare in silenzio un "grazie" sincero
dato da uno sguardo pieno
di intrigo e provocazione.
Ho visto i suoi occhi brillare;
Quando con i miei si sono incrociati
hanno segnato il riepilogo di un ricordo che,
dentro i miei passi,
nasconde in silenzio ancora
quei brividi.
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    Scritta da: Sonia Rendina
    in Poesie (Poesie personali)

    Vorrei dirti...

    Vorrei dirti... che i miei occhi,
    ora sono pieni di luce...
    questi occhi che hanno visto l'amore,
    hanno visto tutto...
    e per un po' cessarono di guardare...
    quando l'addio ci ha baciati,
    ed io sola restavo.
    Vorrei dirti che la notte,
    ha il colore della speranza,
    è lei che mi vede ricordare
    con tenerezza,
    le nostre parole, i nostri sguardi... tutto...
    affinché l'amore viva...
    senza morire.
    Vorrei dirti...
    guarda il cielo...
    è piu azzurro che mai,
    la tua assenza,
    non mi fà più paura,
    e miei sogni... più smisurati dei venti
    non sanno più,
    dove posarsi!
    Vorrei dirti... non sono sola...
    e cresce la mia febbre di vita
    di slanci...
    a conferma che sono uscita...
    da un lungo sonno...
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      in Poesie (Poesie personali)

      La spina

      Al pontefice io scrivo
      senza essere allusivo,
      sarei morto naturalmente
      ma vivo artificialmente
      ché alla macchina attaccato
      la morte ho allontanato.
      Immobile trascorro le ore
      attaccato al mio dolore,
      gli uccellini sento cinguettare
      e nel cielo danzare,
      a me immobile nel letto
      mi fann solo dispetto.
      Non è invidia la mia
      è solo apatia
      è solo la tristezza
      di non poter fare più una carezza
      di non poter far più un passo
      di essere come un sasso.
      In silenzio trascorro le ore
      sento la macchina che fa da cuore
      non è etico vivere in questo modo,
      con in testa fisso un chiodo
      di staccare quella spina
      che alla vita non mi avvicina
      dalla morte non mi allontana
      ma mi lascia in campana,
      che presto possa suonare
      per poter annunciare
      la fine di questo stato
      e il vagito di un neonato
      che la speranza possa dare
      e la vita far amare.
      A voi tutti mi rivolgo
      e il disturbo ora tolgo,
      non vi attaccate alla vita
      finché non è finita,
      non fate come il vorace
      che non è capace
      di assaggiare solamente
      ciò che è offerto abbondantemente.
      La vita mi ha insegnato
      a non esserle attaccato
      e di poter apprezzare
      tutto quello che ha da dare,
      se son gioie o dolori
      sono sempre i colori
      di colui cha ha disegnato
      la vita che ci ha donato,
      ma quella artificiale
      è come un davanzale
      al quale ti puoi affacciare
      e il mondo solo guardare.
      La vita si mi è cara
      la morte non più amara
      e consapevole vi chiedo
      e da voi mi congedo
      quella spina per me staccate
      e il riposo a me date.
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        Scritta da: Martina Muffoletto
        in Poesie (Poesie personali)
        Si infiammano le pareti del cuore
        un solo pensiero sfiora la mia mente,
        giochi parole e sorrisi emozionati;
        labbra che si sfiorano
        e occhi che brillano
        che si illuminano...
        Un abbraccio, il respiro sul collo
        sospirate parole d'amore...
        Un legame unico, diverso,
        sottile e delicato...
        Ammirare i tuoi occhi e commuovermi nell'anima...
        Aver scoperto sentimenti e sensazioni
        nascoste nel vuoto dei giorni
        che lenti trascorrevano...
        e adesso andare dietro quei giorni
        che veloci sfuggono, il tempo non basta mai
        le ore passano e non me ne rendo conto
        perche ogni attimo è estasi, serenità...
        E cerco di farlo eterno
        di stringerti al cuore
        e amarti...
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          Scritta da: ARTURO
          in Poesie (Poesie personali)
          Un angolo buio, recesso del nucleo.
          Propaga suoni indistinti.
          Echeggiano nello spazio,
          tagliano il vento,
          si abbattono su un muro di foglie.
          Vibra la rugiada percorre lenta la foglia
          come il viandante sospinto verso l'ignoto;
          ondeggiano verso il gambo
          si calano dolcemente
          plasmandosi intorno
          fluendo nell'insieme unico.
          Ambracati al cordone ombelicale pulsante
          si lasciano cadere. "Plop"...
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            in Poesie (Poesie personali)

            Il segno inciso

            Il segno inciso nell'ultimo gioco,
            nascosto da un velo di gioia,
            è arso nel nitido fuoco,
            scoppiato in un'ora di noia.
            Ho visto le stelle cadere dal cielo
            sentito la voce del vento...
            sembravano luci scattate nel gelo
            di un cuore sgomento.
            Parevan parole già note
            confuse da fischi vibranti...
            ma tutte le cose remote,
            sentite nei tempi distanti,
            confondono poche parole
            rimaste per caso incastrate
            nell'ultimo raggio di sole.
            Venite e ascoltate
            e poi giudicate la vita
            io ho visto rinascere fiori
            su terra bruciata e appassita
            e ho scelto i giusti colori.
            Le lunghe giornate trascorse nel vuoto
            le ho tutte riempite di te:
            mai più ricadranno su me
            per farmi tornare nel tempo remoto.
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              Scritta da: ARTURO
              in Poesie (Poesie personali)

              Squarcio di realtà

              Sguscio l'oscurità
              annaspo brandelli
              indugiano sulla pellicola ferita
              fervidi artigli squarciano fardelli

              Gelide spine traffigono l'iride
              si scioglie l'irreale Paride
              forme sulle ante
              straccia le sue ombre l'errante

              Quotidiana esperienza smembra il dolore
              sordo strazia il grembo il suo fetore
              tenebre sferiche svolazzano su miei occhi
              corpuscoli rosso fuoco danzano come pinocchi.
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