La terra piange di dolore per anni le abbiamo fatto male ora è stanca di soffrire, rigetta l'odio per gli uomini che senza fine l'hanno calpestata senza averne cura l'hanno odiata e ora non v'è rimedio... ormai è andata... E lei si rivolta al suo padrone, soffia di vento in ogni stagione urla di pianto dove c'è sete, smuove il dolore dove c'è quiete, inonda i campi là dove c'è un cuore dove non c'è la bella stagione, scioglie l'inverno come d'incanto andando al mare senza rimpianto. E adesso intorno c'è solo il grigio della polvere, il rosso del fuoco, il blu del mare... non c'è respiro che possa cambiare...
Le lacrime dell'anima lasciano il segno, solcano strade mai percorse, scivolano lente verso il loro destino, tirate fuori da un gesto inumano... Le lacrime dell'anima restano nel tempo, segnate da amori finiti, da deboli cuori, da infiniti dolori... Le lacrime dell'anima non hanno corpo, vivono nella notte buia, di lampi improvvisi, di gesti strani, di cuori divisi... Le lacrime del cuore non saranno lacrime se negli occhi brillerà ancora il sole.
Il cuore resta dove l'anima ha smesso di volare. Il cuore resta dove l'hai lasciato nel dolce sogno senza inganno, cullato dal tuo unico pensiero di viverlo così, come io spero. Il cuore resta chiuso, ti sei portato via la chiave che apriva spazi immensi, dove correvamo felici, senza i tuoi silenzi. Il cuore resta solo perché tu hai preso il volo...
Non piangere donna per l'uomo che ero, guarda la luna, il sorriso del cielo. Lei veglia sul mondo con indifferenza, posta a mezzana tra angeli e scienza. Ascolta nel chiaro dell'aura lunare, i musicisti dell'ombra suonare la melodia che segna il commiato e porta via l'uomo da tutto il creato. Guarda la luna nell'acqua riflessa, guarda alla morte come ad una promessa, per una nuova vita e una nuova era che porti via il dolore di questa triste sera.
L'amore non ha un viso solo tratti di un sorriso, non ha voce è senza tempo non fa parte del rimpianto, non ha luce eppure splende da solo illumina e si spande come inchiostro fa nell'acqua lui colora e non macchia, ti prende e non sai cosa mai farai, vivi e basta e questo conta perché può morire sotto l'onda.
Noi siamo nell'aria bombe volanti, sull'onda del mare mine vaganti, dell'aquila forte abbiamo l'artiglio e sopra lo sguardo duro il cipiglio come l'acciaio il volto ci rende.
Noi siamo nel cielo una stella che pende, che squarcia la volta celeste, la stella cadente che corre rapita, il tuono e il lampo sono la vita, e soli e signori dell'ora fuggente cogliamo sempre l'attimo puro, noi! Siamo il respiro dell'uomo futuro.