Oltre me c'è solo l'impossibile, limite invalicabile dove non splende il sole... Oltre me c'è solo la tristezza, l'apatia, la noia... Oltre me c'è il vuoto lasciato da un cuore che ha smesso di sintonizzarsi sul canale dell'amore... Oltre me c'è lo spazio infinito del cielo dove solo gli angeli andranno oltre... Oltre me ci sei solo tu...
Lacrime sul mio viso. Ignoto sentimento. Impronta di un cuore che ancora batte. Segno di un'anima che ancora vive. Resto in silenzio. Sorrido. Ora so che sosterrò il potere dell'amore.
Ti ho lasciato il tempo affinché i boccioli diventassero rose, è trascorso un altro inverno con la neve sulle case, adesso che è arrivato il tempo di calpestare la sabbia, tu sei sparito, dietro la tua rabbia. Ti ho lasciato il tempo affinché risolvessi il rebus del tuo cuore e decidessi, ti ho lasciato il tempo di un'agonia nella quale mi hai lasciato, andandotene via...
Come un battito d'ali un soffio di vento quando gioca con le foglie mi arriva la tua voce e dai pensieri mi distoglie
Senza fatica usar memoria per ricomporre un volto ormai nascosto messo da parte in un cassetto in mezzo ai gomitoli di lana confuso tra le pedine della dama
Disintegrare l'attimo uscire dalla vita quotidiana cercare vie di fuga trovare degli sbocchi correre in fretta al buio verso la luce dei tuoi occhi
Ma il fiato è corto non mi aiuta devo calmarmi andare piano intanto al buio annaspo cerco mischiando i giorni andati nel domani
Il mio cuore è libero. La mia anima instabile. Il mio amore fragile. Il mio essere soggiogato. Distante. Sempre più lontano. In agguato i ricordi, torbidi pensieri. Rinnego la realtà cercando la finzione. Mento a me stesso e rimpiango una vita mortale.
Guardavo attonita le immagini in tv non riuscivo a crederci che non c'eri più, quel tratto di vita che tante volte avevo percorso, ora non c'era più, tutto scomparso. Lo sguardo di chi era li e incredulo sapeva che ormai era troppo tardi, di loro il nulla restava. Stringevo al petto la mia bimba che ignara della vita giocava con i miei capelli, le mie ciocche ribelli, mai avrebbe visto di persona quanto aveva lottato quel magistrato per liberare la nostra città dall'oppressione, dalle ingiustizie subite e dalle atrocità, da quelle mani che tutto raggiungevano, da tante morti assurde che tutti piangevàmo. Ora il silenzio supera le parole stanche ma le loro idee camminano sulle nostre gambe...