Labili parole che intrinseche di vita vanno a stremare la volontà mia riducendomi ad umile creatura ripiegata su se stessa. Che sapore ha la sua bocca? Profondo dolore che porta a Dio.
Occhi brillanti come stelle, fuoco ardente nel cuore... Fiamme che con un soffio distruggono ogni cosa, che paiono invincibili al colore della notte... Sentimenti contrastanti si riuniscono sotto il cielo pieno di stelle che con il loro magico potere tranquillizzano la gente e fanno scomparire le ansie e le paure, le preoccupazioni e le disperazioni... Tutto scompare perché l'unica cosa vitale è osservare il cielo, sognare e sperare... In attesa che i desideri diventino realtà...
Quella stradina antica tra i grilli e i girasoli scendeva fino a valle, lasciando il paese fuori, correva lenta e liscia come la tua pelle fino al dirupo aperto che contava le stelle. Dalla finestra aperta s'udiva una canzone di note che portavano dritto al tuo nome, ascolto i miei passi dinnanzi solo sassi davanti l'infinito del bosco incantato. Prendo l'aria, annuso il vento tutto accade in un momento e come uccel in volo mi lascio andare verso il cielo...
No. Avrei voluto gridarti. No. Fermati. Resta nel tuo angolo. Resta dove occhi indiscreti non possono vedere i miei sguardi che tradiscono emozioni incoffessabili. Resta là, dove i nostri occhi possono guardarsi senza pericolo, possono parlarsi senza essere uditi, possono baciarsi senza essere visti. Resta là e lasciami sognare.
Un masso sul cuore che peso, che oppressione, mi toglie il respiro, ma non sento dolore, è sordo, nascosto, dal buio inghiottito, è dentro il mio cuore, nessuno alza un dito. Un masso sul cuore che tu hai lasciato, non ti sei fidato del dire, del fato, non hai sentimento, parole nel vento, non hai la ragione, non sei in guarigione, hai solo paura e getti dall'alto quei massi e colpisci chi sta da basso. Verrà certo il giorno che ti stancherai e prima o poi da lassù scenderai, se bene ne tempo avrai seminato l'amore sperato laggiù troverai, se vento nel vento avrai gettato di dovuta tempesta quaggiù morirai...
Si è sgretolato piano, piano il muro costruito poche parole son bastate e tutto è finito. Non vedi la mia faccia, non c'è il coraggio, di guardare dritto dove c'era il miraggio. Come serpe nel deserto in cerca di riparo veloce come il vento andavo contro il muro, mi sono avvicinata vedevo già quell'ombra, di colpo sei sparito lasciando il vuoto e una tomba: "Qui giace disperato un amore senza volere, aveva lui amato, ma ora è solo cenere..."
Oggi dico a te che di me volevi farne un re e poi nella realtà non sei stata più in verità. Delle bugie degli altri ne hai fatto verbi.
Ma nonostante tutto se tu rimembri i giorni in cui la vita ci ha fatto sognare, immersi nell'oasi insieme a camminare verso l'isola dove solo tu ed io approdiamo nel sogno dell'oblio.
Se soltanto per un attimo gli occhi miei hanno trasmesso un flash nei tuoi, come puoi dire e soprattutto pensare l'opposto di ciò che è l'amore.
Ho corso giorno e notte e adesso sono statico, di certo non per la stanchezza, per me ciò è atipico. Corro corro e scorro il mondo che mi gira attorno, entusiasta di farne parte e di viverlo ogni giorno.
Do il massimo di me stesso in ogni occasione, A chi sa valutare ed apprezzare con educazione. A volte non basta, perché il mio massimo per chi vuole altro è sempre pessimo.
In amore ne dico tante di parole, credo di viverlo intensamente col cuore. Perché l'amore va diffuso e seminato, non è mai abbastanza anche quando non ho più fiato.
Questo sono io, ma non sono certo un Dio. Per chi mi ha compreso, non sarò certo di peso, tanto le colpe son sempre le mie e basta, almeno ti vanterai di essere la sola giusta.