Quante parole ho perso per strada, quante parole ho cercato nella notte, quante parole vorrei poter trovare. Inutili certezze vuote come il vento, che corrono via rapide come la pioggia su un vetro. Dondolando sui passi stanchi, scivolando sui vetri di pensieri persi mi travolge un brivido freddo che apre in due la schiena bagnata. Senza fiato raccolgo i cocci di un'emozione sopita e soppressa dal peso della realtà, e mi sconvolge la forza di un urlo cupo e straziante che mi corre incontro. Muoiono i sogni di un viandante della vita.
La mente vacilla nella tempesta che imperversa. È una tempesta interiore. Mutamenti, materia che si frantuma, che soffre, che lotta per non soccombere, non vuole cedere a questo evento che la stà stritolando. Cellula dopo cellula cerca di ricomporsi, cerca di creare un nuovo tessuto resistente alle impervie della vita. Magicamente, la tempesta avvia il suo processo di esaurimento. Lentamente spiragli di luce mi pervadono intensamente, corpo e mente, riesco a vedere di nuovo, a capire, all'improvviso le domande hanno risposte, una musica proveniente dal cuore della Terra mi accoglie fra le sue braccia, mi tiene nel suo grembo come un figlio smarrito ed io, nutrendomi di quel nettare, mi accorgo di volare, di essere in estasi e prego il tempo di diventarmi amico e di fermarsi...
Accarezzo la tua mano, sfioro la tua bocca, assaporo il nettare dei tuoi baci, sono sul tuo seno, grazioso nelle sue fattezze ed allo stesso tempo inebriante per la sensualità che sprigiona. Sono in balia dei sensi, prigioniero della tua raggiante bellezza, del tuo modo di essere. Lentamente entro in te, siamo un tutt'uno, un'amalgama perfetta di materia. Le vibrazioni, le contrazioni i respiri soffocati, fanno di noi un'orgasmo continuo, un crescendo di ineguagliabile armonia, vorrei poter rimanere così un'eternità, vorrei poter gridare al mondo intero, che ti ho desiderata, ti ho avuta, ti ho amata.
Vorrei entrare in una sfera con te. Una sfera dove non ci sono impegni, non ci sono persone. Una sfera in cui la chiave per entrare è: "Lasciare fuori da essa l'orologio". Una sfera nella quale non servono parole per comunicare... Una sfera dove si può crescere e si può invecchiare senza segni sul viso. E'una sfera che non può esistere al di fuori di noi, ma solo dentro.
Alzo gli occhi e ti cerco tra le stelle sei sempre lì pronto a d illuminrae il mio percorso e dare forza a i miei sogni Tu che conosci il sapore delle mie lacrime... senza te camminerei lungo una strada buia rincorrendo traguardi senza sentimenti come un satellite che risplende di luce riflessa fermo lì ad attendere una nuova fonte di vita che dia calore ai sogni nascosti nell'anima.
La noia racchiusa nell'intercalare dell'assiduo e ripetitivo stile di vita, esplode in manifestazioni gloriose e quasi dittatoriali, inglobate nell'ormai vecchio grigio che invece saggezza dispensa solo rimorsi sotto forma di ordini!
Dispersa. Gocce d'argilla cadono su di me lascio fare il loro corso lascio correre i minuti della mia vita insieme a loro doveri, piaceri, impegni e libertà si alternano tra loro perdo le coordinate delle mie rette mi fermo per dare un senso e so che sto sbagliando andare oltre, non fermarsi tra il sacro e il profano si alternano i miei pensieri tra il sesso e l'amore corre la mia sete di passione tra la calma piatta e l'irrequietezza assoluta si alternano i miei giorni fermarsi e pensare non c'è tempo! E intanto il fumo della sigaretta si disperde tra i minuti del tempo che velocemente mi percorre respiro aria e il vento mi accarezza mi lascio avvolgere da lui e sento quel bisogno di pace che pervade la mia mente un attimo E sono nella mischia E ritorna il disordine.
Quando eterea dirompi nell'aria che respiro dentro di me ti scrivo dentro di me ti parlo e son calde parole d'amore brani dettati dal cuore. Narrano di luci fruscianti in un'atmosfera senza tempo e senza spazio di brillii, di fosfori sfrecci di inseguimenti e di fughe tra passar di notti di giorni tra cortei di sogni e visioni; raccontano di venti e di sospiri tra incanti e disincanti di carezze a volti di illusioni. E così nel mio profondo mi afferri o fuggi via vano poi ti inseguo; svanisci e non so più dove mi trovo dove vado o cosa fare se curare o lasciare la stanca vita disfarsi se all'alba cercarti ancora o assopirmi nell'ultra buio. Come polla dai miei anfratti sgorghi acqua dolce e nelle arsure di solitudini ti offri per umidire labbra arse quanto ti attingo a piene mani se mi chino sull'argine pietroso mentre rapida vai verso il mare!