Scritta da: Arjan Kallco
in Poesie (Poesie personali)
Poesia
Aureola dei nostri pensieri
è la poesia.
Scrivere non è magia.
Bastano parole chiare
e giusta dose di fantasia,
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Aureola dei nostri pensieri
è la poesia.
Scrivere non è magia.
Bastano parole chiare
e giusta dose di fantasia,
Non ho tempo da perdere in parole vane
che non hanno suono,
in individui poco intelligenti
in promesse mai mantenute ma che hanno generato attesa, una mancanza di rispetto.
Non ho tempo da perdere in sorrisi ipocriti, e gentilezze accusatorie.
Il mio tempo sarà gestito da me,
attentamente costruito in una edificazione quasi perfetta.
Tempo al tempo per fare ogni cosa per me.
Addio
Grazie di tutto
Grazie per avermi dato tanto
per essermi stati accanto
Il vostro abbraccio fraterno
Mi stringe il cuore tutto il vostro amore
Grazie, Dio è dentro voi sempre
Amatelo, amatevi, amati
Sarò sempre qui con voi
Ho baciato le tue labbra
che sanno di tempo
di ricordi, d'illusioni.
Ho baciato le tue labbra
che sanno di terra,
di muschio aggrappato
alle radici della vita.
Ho baciato le tue labbra
che sanno di nulla,
d'ineloquenti discorsi
di progetti mai realizzati.
Ho baciato le tue labbra
che sanno di fiele,
di sangue, di rose.
Ho baciato le tue labbra
silenziose, amate, odiate,
arroganti, superbe
labbra d'amore.
Fu scritto nel libro antico,
nella memoria delle generazioni.
Quando anche i più piccoli
dei suoi figli profeteranno: svegliatevi!
Poiché l'ora dell Suo Ritorno è prossima
Alziamo la testa dalle nostre fornicazioni,
dal nostro abominio, ripariamo al male
compiuto, come il santo Zaccheo,
arrampichiamoci sul fico
scrutando il Suo Passaggio.
Invochiamo la Sua Misericordia
Il Suo Amore, spezziamo il male
con un radioso canto d'amore.
Cerchiamo i fratelli lontani,
i fratelli ultimi sulla terra,
soprattutto i fratelli che ci odiano
laviamo loro i piedi, cingiamoli
della veste bianca.
Apparecchiamo il desco
spezziamo il pane mesciamo
il vino, quello d'annata,
distribuiamo i pesci, l'olio,
versiamo balsamo sul capo
degli infanti consacrando
a Dio la loro innocenza.
Osserviamo il cielo
quando si fa rosso la sera,
accendiamo fuochi
che ardano tutta la notte
segnando la via
per il Padre che torna.
Noi tutti personalmente
abbraccerà, sconvolgendo
per sempre le nostre anime,
il nostro futuro, donandoci
il Suo Amore che non muore,
che non sfiorisce, che si tramanda
da cuore a cuore, da vita a vita,
rigenerandosi eternamente.
Sul ciglio della strada
ho stracciato la mia giovinezza,
ho regalato alle ortiche
i miei sogni le mie speranze.
Ho strappato i ricordi,
giorni inutili di paura
d'infelicità.
Quando finalmete arriverà
il tramonto arrossando
di sangue il cielo, i miei occhi.
Quando verrò assalito
da rimorsi, da rimpianti,
quando griderò il tuo nome
mamma!, solo allora m'accorgerò
che il tramonto è in realtà
una nuova maledetta alba.
Aleggi con delicatezza le tue mani
sfiorando il desiderio
toccano le sensazioni più recondite...
voglia di estasi!
Voglia di ebbrezza!
Sentire con la voglia di entrare nell'oblio
e
assaporare il tocco delle tue mani.
Conobbi un Angelo
vestito di malinconia,
nel suo sguardo persi tutto.
Lo spogliai, stupendomi della sua radiosa bellezza
mi accecò la sua gioia...
Ma le sue vesti rimasero sospese
... fino a che non venne il gelo.
Ma il mio angelo
ritrovò la sua primavera,
ed io terrò sempre strette a me
le sue malinconie.
La notte viene, il sonno bussa, il sogno entra, la mente si libera delle vicissitudini della quotidianità.
Lasciando abbandonare il corpo in un inebriante sogno dell'anima.
Sei giunto
in un novembre.
Ore insolite
al cuore
che ha giocato di curiosità.
Frasi di tenerezza
che alleggerivano
l'ombrosità dell'aria
regalando parole
di primavera.
e i pensieri,
nell'incontro dell'emozione,
si fermavano lievi
come quegli scritti di getto
in un diario d'adolescente
che fantastica ingenua e felice
al primo sentimento d'amore.
Sei giunto
in un novembre
che ha lasciato vaghezza
di un tuo sorriso
che piano ma inesorabilmente
si è riconsegnato ad un sogno.