Poesie personali


Scritta da: Vincenza Molvetti
in Poesie (Poesie personali)

A te bambino...

Una guerra,
è sempre stupida e inutile.
Un bambino,
anche con un fucile in mano,
è sempre e solo un bambino.

Un bambino che piange,
un bambino che soffre,
un bambino che muore,
un bambino che grida: io amo la vita!.

Questa "poesia" è dedicata:
a chi non può leggerla;
a chi non può sentirla;
a chi non può copiarla;
a chi non può stracciarla;
a chi non può amarla;
a chi non può odiarla;
a chi non può raccontarla:
forse è dedicata a chi non esiste!

Non lo so nemmeno io!

È dedicata a chi non ha una mamma;
a chi pensa che ogni giorno sia finita!

È dedicata
a chi non può giocare;
a chi non può cantare;
a chi non può permettersi di sognare, forse perché non lo sa fare o l'ha dimenticato!

Questa poesia è dedicata
a chi non può parlare;
a chi si sente solo;
a chi non ha un amico;
a chi si crede tutto;
a chi si crede nulla;
a chi non ha un diritto;
a chi non sa che esiste!

La dedico a te, bambino,
la mia poesia!
A te solo, che ti ritrovi vittima di guerra.
Composta martedì 20 luglio 2010
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    Scritta da: Vincenza Molvetti
    in Poesie (Poesie personali)

    Angelo Disperso

    Eccoti, accovacciato alla fermata dell'autobus,
    aspettando chi ti rivolga un sorriso,
    chi dia da bere alla tua sete di giustizia e da mangiare alla tua fame di libertà.

    Ho guardato i tuoi occhi, riflessi in un vetro d'auto,
    li ho visti spenti e bui come la notte
    mentre dalla pioggia imitavi il suo saper piangere senza farsi notare.

    Ti ritrovo, poi, lungo i marciapiedi delle grandi città abbandonato,
    ti senti solo in un mondo troppo popolato.

    Sfogliando il giornale, in foto mi riappari e, mi angoscia il saperci così lontani,
    ti vedo malato e malnutrito,
    la tua Africa ti culla
    mentre c'è chi non ne vuol saper nulla.

    Una strana sensazione mi rode forte dentro,
    maledetta quanto un tormento!

    Angelo Disperso,
    ho visto le tue ali spezzarsi,
    e il mancato volo verso un rigenerarsi...

    Ti ho visto... Angelo Disperso...
    ... impotente ad aiutarti...
    ... consapevole ad amarti...
    Composta martedì 20 luglio 2010
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      Scritta da: geggio
      in Poesie (Poesie personali)

      Bacio Infinito

      Sono le una di notte
      lunedì è trascorso
      lunedì tornerai

      questo giorno mi sembra infinito
      chissà gli altri
      in questo momento
      mi sento solo
      sono solo senza te

      ho conosciuto qualcuno
      si chiama vuoto
      è entrato dentro me

      la felicità si è persa
      il sorriso è scappato
      l angoscia mi ha baciato

      non ci posso fare niente
      i miei pensieri
      sono per te

      mi manchi bella

      adesso vado nel letto
      spoglio il mio cervello
      risistemo la mia mente

      ma non posso farci niente

      penso e penso...
      cerco
      occupo la mia testa
      ma il mio pensiero
      cade di nuovo e sempre su di te.
      Composta martedì 20 luglio 2010
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        Scritta da: Germano Marcia
        in Poesie (Poesie personali)

        Schiavi dell'egoismo

        In rapaci catene
        tenete a voi protetto
        stretto e sicuro
        il vostro volere.

        I vostri beffardi volti
        ingannano deboli persone
        presentandosi a loro
        con altruisti e benevoli sguardi.

        L'ignorante vi ascolta
        e colma il suo sapere
        delle vostre inutili speranze.

        Il furbo vi elude
        restando al gioco
        e copiandovi nelle gesta.

        Il dio denaro vi ama, vi acclama,
        vi trucca di torbido oro nero
        di malvagia, di cattiveria,
        di quello che
        desiderate da tempo essere.
        Composta lunedì 19 luglio 2010
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          Scritta da: Francesca
          in Poesie (Poesie personali)

          Goodbye...

          Sei stato tutto per me, e ora non sei niente...
          ancora ricordo la nostra ultima notte insieme...
          ancora ricordo le tue ultime parole:
          "ritornerò un giorno... ma non ora...
          goodbye... your love in the future...!"
          e, invece...
          e, invece oggi... a distanza di tot anni... è stato come morire...
          di nuovo... una seconda volta...
          e da quel giorno che non mi parlavi più quando ero sola...
          e domenica invece hai fatto anche questo...
          forse per illudermi... o forse perché la tua ferita ormai non brucia più...
          ma sappi che se per quasi tutta la mia vita ti ho amato...
          da oggi, invece, per tutto il resto della mia vita, ti odierò con tutta me stessa...
          addio... vita mia!
          Composta sabato 17 luglio 2010
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            Scritta da: Vera Somerova
            in Poesie (Poesie personali)

            Ascoltami

            Ascoltami!
            Ascolta la mia voce disperata
            Ascoltami!
            Apri il tuo cuore da pirata
            Ascoltami!
            E verso di me tendi le tue mani
            Ascoltami!
            Sono io la tua donna del domani
            Ascoltami!
            E se non me, odi la voce del vento
            Ascoltalo!
            Ti parlerà del mio tormento
            Ascoltami!
            e se non me, senti che dice la luna
            Ascoltala!
            Ti parlerà di una laguna
            dove avrei voluto affogare me stessa
            I giorni passano
            ma la mia pena non cessa
            Ascoltami!
            Io ero il vento, il sole, la luna
            Ascoltami!
            Io ero la stella, la dea Fortuna
            Una donna felice,
            solare ed appagata,
            la maga Circe
            una donna adorata
            Ascoltami!
            E che il mio urlo sconvolgente
            non solo a me laceri la mente...
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              Scritta da: Vera Somerova
              in Poesie (Poesie personali)

              Ti credevo immortale

              Ti credevo immortale,
              eterno...
              E ti sbeffeggiavo
              quando mi elencavi
              i tuoi amici morti.
              E non credevo
              ai tuoi acciacchi,
              ai tuoi mal di schiena...
              Tu, un olmo!
              Tu, roccia!
              Tu,
              dall'appetito prepotente:
              mangiavi la vita
              a grasse cucchiaiate.
              Ti credevo eterno!
              E mi tappavo le orecchie
              al tuo filosofeggiare
              beffardo:
              "cosa ti rimarrà di me?"
              Ridevo, io,
              immagine di te,
              da te generata...
              Ridevo nella certezza
              della tua immortalità...
              Perché per dimostrarmi
              che non lo eri
              dovevi morire?
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