l'unico dono d'amore che posso darti è
camminare sempre al tuo fianco
non deluderti mai
essere per te
sempre noi mai un io
l'unico dono d'amore che posso darti è
amarti!
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l'unico dono d'amore che posso darti è
camminare sempre al tuo fianco
non deluderti mai
essere per te
sempre noi mai un io
l'unico dono d'amore che posso darti è
amarti!
Brividi stasera
Trapassano
I cuori
Delle anime
Innamorate
Che incantate
Si soffermano
Al chiaror
Di luna piena
Al perigeo.
Sei il mio unico
Pensiero costante
Sempre presente
Tra le creste
della mente
Ero isola deserta
nell'immenso mare
lontano
dal profumo della rosa
Sono ora insetto
ricoperto
dal tuo polline
nutrito del tuo nettare
sei tu
la causa
d'estinzione
della mia solitudine.
Ci voltiamo
a non vedere.
Silenzio di stato,
silenzio di gente.
Chiusi nel nostro soffrire,
passa il concetto
che chi colpisce duro
lo fa anche per noi.
Il silenzio è un assenso.
Del resto ormai lo sappiamo
che lo stato è il primo
a fare vittime innocenti,
e dopo sparire,
non esistere.
Abbiamo le mani coperte con i nostri guanti,
guanti di crosta grossa,
adatti solo per spaccare,
distruggere,
l'unico mestiere che ormai possiamo fare.
Intanto,
con i corpi ancora caldi
stesi a terra,
a marcare i confini della vergogna
arrivano le parole ufficiali
portate dagli eterni troppi.
Ognuno con la sua risposta
ed un colpevole da mostrare,
ognuno col suo bagaglio di frasi
da rispolverare
e purtroppo ancora un po' di gente ad ascoltare
e credere.
Dal giorno dell'ultima sconfitta
ho il cuore fisso al chiodo.
Mi basta che batta
per il campare quotidiano,
il battere d'amore non glielo lascio fare.
Il cervello e lì all'ammasso
assieme a tutto il vecchio
che ho portato giù dalla soffitta,
la spazzatura di una vita.
Con le mani ruberei
se trovassi qualcosa da rubare,
ma quando ci provo
c'è sempre qualcuno che mi ha preceduto.
Con le mani pregherei,
ma sono stato sconsigliato,
meglio usarle per applaudire,
mi hanno detto
quelli che sanno "come si fa a vivere".
Intanto le mie le gambe,
corrono,
chissà se per inseguire o per scappare.
Ormai non so più neppure dove sono,
ma ho letto su un cartello
che questo posto
qualcuno l'ha chiamato italia.
La mia terra selvaggia
è di una bellezza sconvolgente,
i prati di un verde smeraldo,
la vegetazione brillante e
rigogliosa con il
profumo dei fiori,
le primule bianche e rosee,
le mammole e le
viole delicate,
emanano la loro
fragranza soave,
i primi a sbocciare in primavera.
Monti selvaggi, colline,
boschi e prati di
varia grandezza,
un armonia perfetta
della natura, dove il lupo
fa sentire il suo ululato,
il falco nel cielo vola,
nella sua perfezione,
ispira libertà.
Sprigionando a chi lo osserva,
gioia e passione.
Tutto è silenzio e
in intimità con la natura.
io sono nata qui.
Le nubi oscurarono il cielo,
nel giro di venti minuti e
il volo impalpabile
di un rapace,
illanguidì le speranze,
mentre il soffio
di un vento noioso,
avvolse due innamorati,
nel rispettivo silenzio.
La primavera invita
di nuovo alla speranza,
dopo un lungo
periodo triste.
I boschi umbratili
rifioriscono come
per magia,
gli uccelli riempiono
il cielo di canti,
come un arcano
coro di angeli.
Si congela il tempo,
dal tetto scende,
lame di ghiaccio
gocciolano fredde
gabbia d'inverno,
trappola d'inferno.
Sei il mio richiamo,
il tuo sapore,
il tuo profumo
restano con me,
quando vado
finché torno
con te.