Poesie personali


Scritta da: Francesca Zangrandi
in Poesie (Poesie personali)
Urla... Rabbia... Dolore.
Te ne vai... Non posso raggiungerti
Le mie gambe non si muovono.
Mi siedo...
Alzò il viso e vedo davanti a me un Gesù crocifisso.
"Quanto amore devi aver provato per aver permesso a noi di farti questo?
Io ti invidio, io non so amare così...
Fermalo ti prego. Fermalo tu"

Sento la voce di una donna che ti parla, sento una preghiera...
Lassù qualcuno ci ama.

Vieni vicino a me.
Parole... Lacrime.
"Cerco di capirti"
"Ti sto dando l'anima"

Ho aperto il mio cuore.
Hai un amore così puro,
Io non ho più questo tipo di amore, me lo hanno estirpato, violato.
Mi hanno stracciato il cuore.
Tu ami senza pretese, senza paure o coscienza.
Il tuo amore è puro.

"Tu hai un amore puro con me"
Mai credevo potessi amarmi a tal punto.
Mai credevo riuscissi ad amare nuovamente a tal punto.
Composta venerdì 1 giugno 2012
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    Scritta da: Saverio Maro
    in Poesie (Poesie personali)

    Vorrei demolirti il cuore

    Vorrei demolirti il cuore, penetrarlo con forza,
    per diventarne calore, assaggiarne il sapore,
    dimenarmi nel suo fragore, annusarne l'odore,
    renderlo cristallo, per poterlo ammirare.

    Vorrei demolirti l'umore, così da ricostruirlo,
    renderti felice anche quando dovresti piangere,
    saperti contenta, anche se il cielo è grigio,
    saperti triste, quando non sono con te.

    Vorrei demolirti i pensieri, così da farne abitazione,
    distruggere i pensieri maligni, perché poco dignitosi,
    perché non farebbero onore al tuo viso d'angelo,
    non farebbero onore, alle ali sulle tue spalle.

    Vorrei demolirti la vita, per ricostruirla assieme alla mia,
    per rendermene partecipe, per esserne fondamenta.
    Perché come il mio cuore è legato al tuo dall'amore,
    vorrei che la mia anima fosse legata alla tua, dalla vita.
    Composta venerdì 1 giugno 2012
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      Scritta da: Saverio Maro
      in Poesie (Poesie personali)

      Lampi e tuoni

      Ricordo un giorno, ero bambino,
      la pioggia forte impediva il mio cammino.
      Mia madre stringeva la mano forte,
      tirandomi verso di lei, stirando le mie braccia corte.
      Lei aveva paura, io neanche capivo,
      lei tremava, io non mi coprivo.
      Mi sembravano tratti di matita nel cielo
      scritti e subito cancellati su un foglio nero.
      Poi un rumore forte mi fece sobbalzare
      lì solo mia madre mi riuscì a rassicurare.
      Ne seguirono altri di rumori forti,
      ma non mi impaurirono, ammaliarono i miei occhi.
      Composta venerdì 1 giugno 2012
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        in Poesie (Poesie personali)
        Questo nostro abbraccio,
        non lascia tracce,
        né una briciola di rimpianti.

        E senza tracce,
        così nell'evanescenza della notte,
        si perde.
        Vola tra le case della gente che si addormenta,
        si insinua nella voce di una madre che legge favole,
        tra il profumo di una tisana,
        nel giaciglio di un cane,
        tra l'ansimare di due giovani amanti.

        Questo nostro abbraccio,
        non lascia tracce,
        lascia cadere la felicità
        come un rosso abito da sera.

        E senza tracce,
        così nella frenesia del giorno,
        resiste.
        Vola tra il profumo del caffè nelle cucine,
        si insinua nella noia di un bambino a scuola,
        tra il suono delle tazze in un bar,
        nelle onde del mare ai confini della città.

        Questo nostro abbraccio,
        non lascia tracce,
        perché quando siamo lontane,
        non siamo mai l'una senza l'altra.
        Composta venerdì 1 giugno 2012
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          in Poesie (Poesie personali)
          Aghi sottopelle,
          alta pressione sanguigna,
          vorrei nascondermi e non vederti più.
          Tu mi seduci, tu mi trasformi, tu mi rapisci
          al mondo, che stanco non mi trattiene. E volo,
          svolazzo in questa ascesa dal mio letto vuoto e solo
          al tuo. Che siamo ora un corpo solo, ma siam
          sempre due anime, che siamo ora
          un'anima sola, ma siam
          sempre due corpi.
          Composta venerdì 1 giugno 2012
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            Scritta da: Luigi Principe
            in Poesie (Poesie personali)

            Le second le plus précieux

            Il letto l'abbiamo pagato
            il tempo rubato
            tutto il resto
            donato, l'uno all'altra.
            E si sa
            ciò che in natura scarseggia
            diventa un bene prezioso,
            e condividere tutto di un fiato
            un tramonto e un'alba
            non ha prezzo per noi amanti.
            Questa notte,
            memorabile da prima che avesse inizio,
            è acqua nel deserto
            ed ha nel suo compimento
            l'attimo più prezioso.
            Domani mi sveglierà il profumo della tua pelle.
            Composta giovedì 31 maggio 2012
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              in Poesie (Poesie personali)

              Di rara umanità

              Sposo sei tu di rara umanità
              che delle pendici del mio essere
              hai camminato per i miei sentieri
              che delle sorgenti fresche
              l'immagine riflessa sia di un esploratore

              Sposo sei tu dell'inevitabile bene che ti voglio
              dell'inevitabile grande amore
              che mi faccia battere il cuore
              che non sia schiavo delle abitudini

              Ma che sia padrone di se stesso
              Che sia quella mente che non mente
              Nel dirti quanto per esso sei importante

              Sposo sei tu della terra che trema
              Di un'Italia che muore
              Di un cuore che aspetta
              Questo piccolo grande amore.
              Composta mercoledì 30 maggio 2012
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                Scritta da: margherita1
                in Poesie (Poesie personali)

                La lacrima

                Piangevo quel giorno,
                era uno di quei giorni
                che non dovrebbero
                vedere la luce del sole.
                Invece non ho potuto fermarlo,
                mi si è scagliato addosso
                e io senza riparo
                ho alzato le mani
                in segno di resa.
                Ma eccola lì
                la lacrima maledetta,
                quella che doveva
                rimanere al suo posto,
                invece si è catapultata fuori
                sfacciata e prepotente.
                Abbiamo lottato a lungo
                ma ero così debole!
                E lei si è tuffata di testa
                dentro al mio male.
                Non sono riuscita
                a prenderla al volo
                per scagliarla contro il muro.
                Anzi ancora più gagliarda
                proseguiva la sua corsa.
                Poi la tua mano
                l'ha raccolta sul cadere
                e lei intimorita
                si è acquattata nel tuo palmo.
                Si è spalmata liquida e salata
                tra le dita.
                Pentita del suo danno
                e ravveduta, ci ha guardato.
                La sua lucida trasparenza
                ha preso colore,
                poi un leggero brillio
                e infine sazia d'amore
                ci è esplosa tra le mani
                lanciando in aria
                coriandoli di luce.
                Abbiamo intrecciato le dita
                imprigionandola
                per non farla scappare.
                Lei quieta si è addormentata
                cullata dal  mormorio
                delle nostre voci.
                Composta giovedì 31 maggio 2012
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                  Scritta da: chiararco
                  in Poesie (Poesie personali)

                  In volo dentro

                  Costante è la lotta dentro di te,
                  quell'incessante volo senza meta,
                  un mare senza orizzonte!
                  la quiete regolarmente squarciata,
                  quell'immagine di te stessa
                  costantemente violentata e lacerata!
                  e il tuo cuore trangugia emozioni,
                  la tua anima gronda violenza,
                  quello che trasmetti però è amore!
                  Ma certe voci non le puoi ignorare
                  e certe pulsioni vanno assecondate...
                  inizia così il volo dentro!
                  non capiranno, giudicheranno...
                  spiega le tue ali, la tua ombra li avvolgerà...
                  il tuo sole non è più per tutti!
                  Composta giovedì 31 maggio 2012
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                    in Poesie (Poesie personali)

                    Compagna città

                    Dolce malinconica sera, cullata
                    da leggera e timida pioggia
                    così come ora è
                    la mia anima, abbandonata
                    che oggi al suo passato, vuol tornare
                    dentro quelle tue vie, vicino al mare.

                    E ripercorrendo, una tua via
                    della mia memoria ti fai mappa
                    dove ogni tuo angolo o locale
                    è un dolce richiamo, di nostalgia
                    timido e lontano eco
                    di vita passata insieme a Lei.

                    Ed è un vero mistero, come se
                    sembra tu sappia, tutto di me
                    e così meravigliosamente voler
                    questa sera accompagnarmi
                    e quasi adombrarti, il tuo cuore
                    a rispetto di quel perduto
                    e oggi rivissuto, mio unico vero amore.

                    Nel più assoluto tuo silenzio
                    che oggi, impera in te
                    ed è, lo stesso che
                    ora, regna in me.

                    Nel tuo freddo, di una stagione
                    lo stesso che dentro me
                    or m'invade
                    come nella tua pioggia e del mio cuore
                    la stessa che ora scende, nelle tue strade.

                    Nell'assente luce, di questa via
                    come ora è, ogni emozione mia
                    che le stesse sempre, rivivrei
                    nel tempo che fu, insieme a Lei.

                    E nel mio cammino, solo e muto
                    ad un tuo incrocio giungo
                    d'istinto il mio sguardo, si volge ad essa
                    su quella strada e quanto, il nostro vissuto
                    ma ora più che mai, deserta anch'essa.

                    Poi su quell'insegne, del locale a noi preferito
                    ma ora, più che mai spente
                    e proprio in esso d'un solo colpo
                    la nostra storia, rivedo tutta
                    ma in quelle chiuse, finestre bianche
                    la sua fine anche.

                    Solo e perso, nella nostalgia
                    il mio cuore fermarsi voler, m'è sembrato
                    su questo di scelte, tuo crocevia
                    e come se il mio corpo, qui si ancorerà
                    nell'abbandono, a quel passato
                    di una vita che tale più essere, non potrà
                    senza Lei.

                    Ma forza misteriosa, forse primordiale
                    volontà di vita, cieca e irrazionale
                    in me nel mio più remoto, e lontano fondo
                    della mia anima, lentamente cresce
                    e dentro me, si risveglia un mondo
                    e timidamente, lei riesce
                    a far rivolgere il mio sguardo
                    avanti a me.

                    Così, anche nel tuo buio cielo
                    sotto cui, il mio corpo è catturato
                    e più spinta non riceve
                    da un cuore che racchiude
                    ormai spento, e frantumato
                    solo con la mente, navigando
                    istinto vitale ritrovo e posso
                    del passato, l'ancora risollevare
                    per lanciarmi quasi, come volando
                    ad andare, ancora oltre
                    questa tua attuale
                    di nebbia, grigia coltre
                    verso il sereno dell'azzurro
                    che forse domani rivedrò.

                    Cara compagna di questa mia sera
                    anche se da un tuo incrocio
                    resto immobilizzato
                    per un pensiero, al cui passato
                    è troppo saldamente, qui agganciato
                    e nel labirinto delle tue strade, mi ritrovo perso
                    per una nostalgia, qui più che altrove rivissuta
                    e in essa immerso
                    ma dai tuoi asfalti forza nelle gambe
                    riesco a ritrovare
                    per proseguire, nell'attraversare
                    oltre quell'incrocio, lungo la mia strada
                    riprendo a camminare.

                    Teatro dei miei natali
                    e di un grande, perduto amore
                    spettatrice silenziosa
                    così come, di tanta gioia mia
                    e di tanto, mio dolore
                    ora che ho perso, la mia più bella cosa
                    tu mai ti stanchi, a farmi compagnia

                    che sei la mia speranza, mai morente
                    in questa particolare sera
                    soli rimasti, sei ora tu soltanto
                    mai gelosa, e presente sempre
                    il mio eterno e fisso, riferimento
                    e fedele, per l'eternità
                    l'amata mia compagna
                    l'unica, che mai mi tradirà
                    l'unica, che mai mi abbandonerà
                    cara mia città.
                    Composta sabato 26 maggio 2012
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