Poesie personali


Scritta da: zerozak
in Poesie (Poesie personali)
Serve l'io
Del mio
Svogamento
a Dio
Il perfetto
Il tutto
Che ha creato
Il mio essere
Piaciuto
Con tutto
Il sentimento
Di me, di te
Di questo sconosciuto
Che il sé
l'ha renduto
piaciuto del suo essere
Di tutto
Dio
Il destino del tutto
Dell'universo
Di me stesso
Di te e tutto il resto

Che ha espresso
Questo svagamento

Sento
che serve lo svagamento
a Dio
Che ha creato il mio piacere
creato da me, da te

Da questo sentimento
Nel mio destino
Per scrivere il tuo piacere
Di mi, del tutto
Di questo che ho sentito
Quello che ho scritto.
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    Scritta da: dax
    in Poesie (Poesie personali)

    Non gettate

    Non gettate la vita,
    non sprecate il tempo,
    ascoltate la voce
    del silenzio che sibila
    nelle orecchie
    il rumore sfuggente
    delle ore che passano,
    che si defilano
    in un vortice
    sempre più veloce,
    sempre più assurdo.

    Un vortice che strappa
    la carne dalle ossa,
    i giorni dal calendario.

    Tempo veloce,
    sfuggente
    tempo traditore,
    ladro della giovinezza
    collezionista dei giorni
    degli anni delle ere.

    carceriere dei sogni dei ragazzi,
    delle illusioni degli uomini,
    delle delusioni dei vecchi,
    dell'eterno ciclo della vita.
    Composta domenica 31 ottobre 2010
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      Scritta da: dax
      in Poesie (Poesie personali)

      Destino

      Solo con il mio destino,
      s'aprono le porte dell'Ade
      lamenti di silenzio scolpiti
      nella roccia, ombre vagano penitenti
      tra scroscio di sangue ch'era vivo
      tra ricordi di peccati, d'occasioni perdute
      tra proclami di rivoluzioni tradite.

      Tra giaculatorie che trasudano ipocrisia
      in un mare di sperma, di lussuria consumata,
      di promesse mai mantenute
      calpestando cadaveri di giorni
      deceduti nella violenza, nella pazzia
      della guerra, nei delitti di stupidi
      assassini, d'ignoranti canaglie
      dallo storpio cervello
      che godono del male compiuto, dell'impunità.

      Ma un vento leggero, un vento
      sconosciuto scarmiglierà
      i miei tristi pensieri,
      una fioca luce illuminerà la mia mente,
      lentamente come una nuova alba
      di libera risurrezione,
      una nuova madre abbraccerà il mio corpo,
      una rivoluzionaria era d'eterna liberazione.
      Composta domenica 3 giugno 2012
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        Scritta da: Marco Girau
        in Poesie (Poesie personali)
        Ti ricordi i bei tempi?
        Quando ballavamo senza sapere i passi.
        Quando cantavamo tenendo il tempo con due forchette.
        Ti ricordi i bei tempi?
        Quando correvamo come due pazzi per far volare quell'aquilone. E ne avevamo solo uno; e tenevamo lo stesso filo.
        Ti ricordi i bei tempi?
        Quando io cadevo e mi sbucciavo un ginocchio, e tu stupidina, piangevi per me.
        Quando tutto il resto del mondo litigava e si accapigliava, e noi facevamo l'amore sotto le coperte. E quando succedeva, solo un ubriaco avrebbe potuto vedere due corpi.
        Te li ricordi i bei tempi?
        Io si...

        E ora so che quel giorno, quell'aquilone non ha mai volato.
        Eravamo noi, gli aquiloni.

        Ti amo.
        Ti amo.
        Ti amo.
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          in Poesie (Poesie personali)

          Le nuove regole

          Hanno condannato un magistrato,
          per avere emesso sentenze
          senza esser preparato.
          Hanno condannato un avvocato
          per aver fatto assolvere il colpevole di un reato,
          hanno condannato un consulente
          per aver favorito un delinquente,
          hanno condannato chi dovevano
          senza rispetto per il ruolo
          o per il ceto,
          non più in nome della legge
          o del popolo italiano
          ma in nome del buonsenso,
          della ragione,
          di un paese diventato
          finalmente sano.
          Composta domenica 3 giugno 2012
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            in Poesie (Poesie personali)

            Vivo per dare, morto per avere

            Il tempo è meraviglia ed orrore,
            il tempo è punizione
            o premio.
            Il tempo è medico,
            è malattia,
            è bello,
            brutto,
            a seconda di ciò che ti regala
            o di ciò che ti nega.
            Non sempre è galantuomo,
            non sempre rende giustizia,
            ti trascina finché vuole,
            può anche farti morire di quella morte
            che ti lascia vivo
            e libero di respirare,
            ma solo di respirare,
            e non abbastanza,
            e questa è la condanna,
            il tempo ti misura il fiato,
            sempre troppo corto.
            Ma dietro questo tempo c'è spesso l'uomo.
            Composta domenica 3 giugno 2012
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              Scritta da: Antonia
              in Poesie (Poesie personali)

              Inno alla pace

              Fermiamo le guerre.
              Fermiamo i massacri
              di vite innocenti
              in nome di un Dio
              che ci vuole fratelli
              e non contendenti.
              Ne abbiamo abbastanza
              Di spade e coltelli,
              di sangue e duelli.
              Vogliamo la pace,
              non bombe all’antrace.
              Vi prego, spegnete
              la vostra tivù
              e rimanete un’ora
              senza cartoons.
              Proviamo in quest’ora
              a parlare di pace:
              che sia troppo audace?
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                Scritta da: gattosiamese
                in Poesie (Poesie personali)

                A mio figlio

                Un bacio, un sorriso
                e te ne vai.
                Vai inghiottito dalla notte,
                dalla vita.
                il mio pensiero ti segue
                non so dove sei
                ma sono con te.
                Non dormirò.
                La mia testa è appoggiata sul cuscino
                ma il sonno non arriva
                sente la mia pena.
                Anima solitaria che non trova riposo,
                che non si da pace.
                Amo come può amare una madre.
                Un amore incondizionato
                ancestrale e viscerale
                che non cerca spiegazioni
                ma vive per questo amore.
                Composta domenica 3 giugno 2012
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                  in Poesie (Poesie personali)

                  Il lavoro rende liberi?

                  Un uomo forte disciplina il nostro marciare,
                  due file ferme stanno ai lati
                  con gli sguardi fissi,
                  statue di pietra
                  col cappotto di stoffa militare.
                  Volti tutti uguali
                  unica madre,
                  unica mano,
                  unica firma.
                  Se solo fossi forte
                  come lo fui nei sogni
                  uscirei dalla fila
                  e mi ribellerei.
                  Ma stritolo fra le dita,
                  solo il mio antico niente,
                  il mio non potere.
                  Ci accompagna,
                  ognuno,
                  una colonna sonora
                  dentro la mente,
                  insieme ad immagini scure.
                  Intanto si allontana il cancello d'ingresso
                  con la sua scritta che balla,
                  fugge dalle nostre spalle,
                  perdiamo il senso della via d'uscita
                  o della via di fuga.
                  Chi non ha pianto quando era piccolo
                  ha tenuto in serbo le lacrime per adesso
                  e le piange tutte.
                  Composta domenica 3 giugno 2012
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