Scritta da: Violetta Serreli
in Poesie (Poesie personali)
Incontri alla stazione.
Dove amori clandestini
possono confondere amori di tutta una vita.
Composta mercoledì 6 giugno 2012
Incontri alla stazione.
Dove amori clandestini
possono confondere amori di tutta una vita.
Tra i sogni si perde
quest'anima bambina,
ribelle, stupida romantica,
eterna innamorata,
immersa in parole di cioccolata fondente,
persa in una canzone che non è sua,
vive fiera nei miei occhi
e nei suoi luce d'amore,
intaglia come pietra preziosa,
ogni angolo di irrefrenabile passione.
In ogni riflesso mi riconosco,
ogni sguardo mi appartiene,
io spirito libero,
io voglia d'amare.
Crolla l'albero maestro
del solitario veliero;
flutti e schegge e tuoni
vorticano nel buio di sale.
Rifrange un canto abissale
tra le onde e la schiuma canuta
che par quasi mimare il suon
di Natura, di pioggia e feroci lampi.
E d'improvviso cade dai nembi
una vitrea pioggia di spine:
un grido di dolore si spande
per l'aria, sommesso.
Dischiuso, come i petali
d'un bocciolo sgualcito,
sta disteso 'l marinaio
sul ponte di mezzo;
tornerà a fiorire
nella spirale del mondo.
E un raggio squarcia il nero:
cerchia la nave
di un incastonato silenzio.
M'esplode ne gli occhi
l'alone che vivido pulsa
roteando d'intorno al lampione.
Cieco, in gola muoiono
le lacrime; un grido
strozzato di selva
squarcia in croci di carta
il pensier mio e l'anima:
cupa s'abbandona.
E se le foglie muoiono
e arse di luce, distese
in strada si mescono
come folla in preda
al delirio, dimmi,
anch'io? Dimmi, m'uccide,
può quel lampione, appeso
d'un grigio e giallo di grano
bagliore? Può farlo?
Già l'odo.
Suon di Natura
m'afferra e sbalza
laddove tutto svanisce;
in un tiepido e fulgido
languore di volti e
luoghi e mondi e
sordidi fiumi che
scorrono in circolo,
d'un cerchio eterno,
che, paiono, al mio
cuore, in languida
ed effimera luce
sfociare, smembrando
la vista e l'intelletto.
E nulla vi è più;
sicuro nel buio avanzo
e guardo
quel traliccio di pensiero
che emana, d'intorno
l'ultimo mio stupido sogno.
E prometto di
perdermi nel tuo sorriso
e prometto di sorridere sempre anche
quando le lacrime resteranno in sospeso
tra l'anima e l'essere
e prometto che per sempre
in questa vita che è fatta di attimi io ne
sarò
i tuoi occhi
e quando sarai stanco
camminerò per te
e se il buio sarà davanti a te
io ne sarò la luce
prometto che per sempre la mia promessa
camminerà davanti a te
e se dovessi mai mancare in questa vita
per te ne
sarò la stella che brillerà per accompagnare
sempre la promessa...
fatta a te.
E mentre ascolto l'Universo che parla
un uccellino sul davanzale mi guarda e sorride
un vento caldo,
mi lascia una dolce carezza
e nell'aria ne sento l'odore
di una primavera che si allontana.
sorrido ed aspetto
mentre
abbraccio
il nuovo giorno.
Da troppo tempo mi sento solo!
Mi sento così solo che non riesco nemmeno descriverlo:
fisicamente solo
intellettualmente solo
emotivamente solo
ed infine sentimentalmente sempre solo...
Sono solo triste da non provare più il dolore della solitudine
sono solo angosciato da non riuscire più a sopportare l'inferno dell'isolamento...
Sono solo disperato da non voler esser più solo...
Oggi non mi sento più solo perché ho conosciuto qualcun'altro che è solo...
e ciò mi ha reso meno solo!
Stanotte hai pianto sopra il mio petto
con gli occhi sbarrati hai corso lontano
da me che di te non sento il respiro
se non un sussulto nel buio silente
qualcosa nel sonno mi divora lento
Hai troppi ricordi del tempo andato
di quando ancora la brezza riuniva
le nostre speranze in un solo foglio
gli ennesimi versi sempre più vuoti
sul petto banchettano col mio morire.
Piango un iris nella mente,
Rampicante sull'antico senso di vuoto,
Fiore nero in fondo al pozzo
Deriva che non si argina.
Metto un acacia sul cuore,
Smuove a tenerezza la gelida ombra.
Quel brivido insano,
Ha generato una pianta
rara e preziosa,
che si coltiva lenta luogo le vene.
Evoca passato e presente.
Un albero marittimo
fresco di sapore
Riempie e toglie tutto
Con un amido di vita
che non so perdonare.
Il suo sussurro ai miei orecchi
sale ineffabile e fa vibrare la mente
condotta al mondo rarefatto
di quell'ideale d'amore che piangerei.
Dimmi...
quando questo nostro
bouquet di fiori
appassirò nei suoi colori,
quando anche l'ultimo
petalo avrà perso
il suo profumo,
in quale giardino
raccoglierai un'altro fiore?
Sarà Viola che furba
graffierà la tua passione?
Sarà Rosa
che ammorbidirà
parole e gesti
profumando il tuo letto?
Sarà Dalia
ricca di ogni piacere
a domare i tuoi capricci?
Oppure Erica
indomita e selvaggia
a cavalcare la conquista
per raggiungere il traguardo?
In un tripudio di fiori e colori
ti donerai ancora,
le spoglierai dei petali,
reciderai i loro gambi
assorbendo ogni goccia
del loro profumo.
Io attenderò la nuova stagione
una nuova mano che
raccolga piano ogni luce
del mio colore,
ogni gusto del mio sapore.
Adagiata tra le sue braccia
mi ciberò con baci di rugiada,
berrò da quella nuova bocca.
Non sarò più fiore incantato
del tuo giardino stregato.