Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Come nel sorriso di un dio

E forse tu lo sai,
sai che macchiano il cuore
i voli delle rondini
di desideri giovani
come nel sorriso di un dio
ed i silenzi
nel rosso della membrana
infilzano ricordi.
Spettro solitario
il tempo avanza
da tombe antiche
e sommessamente ride
di noi e dei nostri piccoli
occhi brucianti,
sparsi tra la  cenere,
ubriachi ed insaziabili.
Composta martedì 31 gennaio 2012
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    in Poesie (Poesie personali)

    E, tuttavia riluttante

    Non esiste
    una misura d'amare
    ma la fiera belva che tace
    altro non cerca.
    La sola è quella
    che traccia il compasso
    in pulsazioni di vita
    a scardinare monotonie
    e a strapazzare rive placide.
    Non si aspetta da te
    che l'universo si orizzonti
    in altra prospettiva
    o che scivoli come acqua
    sulla pietra nuda.
    Ho volato senza ali
    sapevo del cielo e dei suoi
    vuoti, ho imparato
    a giostrarli, funambola,
    senza armi,
    in un circo di ipocriti.
    Composta venerdì 9 luglio 2010
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      Scritta da: Stefano Medel
      in Poesie (Poesie personali)

      Altalena

      La vita è un altalena,
      un alternarsi continuo e perenne,
      di condizioni e situazioni;
      un contrasto continuo,
      tra due poli opposti;
      male e bene,
      salute e malattia,
      amicizia e inimicizia,
      bianco, nero,
      giusto sbagliato,
      bene e male;
      la vita è un contendersi,
      un attrito infinito tra forze opposte;
      a una cosa positiva,
      ne segue sempre una negativa;
      la vita è tutta così,
      una lotta perenne.
      Composta domenica 8 luglio 2012
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        Scritta da: geggio
        in Poesie (Poesie personali)

        Vivendo il silenzio del niente

        Nulla
        sempre a pensare
        alla fine di tutto ciò

        Nulla
        finito
        questa serata il nulla si è trasformato in niente
        poche persone poche vendite
        poche ore per dormire
        poche cicche, pochi soldi

        mi sono smarrito
        perso in un dolce sogno

        la realizzazione sto sfidando
        la voglia insiste
        ma poi svanisce

        solo vorrei stare
        solo per immaginare

        il mio mondo mi attende fra quattro mura, una matita e un po' di musica

        domani ti chiamo, domani sto con te

        attendi fino al nostro domani

        nel frattempo ascolta il silenzio
        dolce e avvolgente
        della notte che ci protegge.
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          in Poesie (Poesie personali)

          8 luglio 2012

          Giù nel bar ne parlano tutti.
          Se n'è andato quello strano,
          che abitava al primo piano,
          che partiva ancora a notte
          e tornava sempre tardi
          o restava chiuso in casa
          senza aprire mai a nessuno.
          Un perfetto sconosciuto,
          viso triste ed invecchiato.
          Se n'è andato,
          uno fallito,
          meglio dire un derubato,
          una vittima di stato.
          Se n'è andato ma è restato.
          Ha lasciato in casa il corpo,
          ed il corpo l'han trovato.
          Sono entrati per rubare,
          con il si del tribunale
          tutto in nome del governo,
          ed insieme alla sua storia
          ai ricordi,
          alla memoria
          han trovato il corpo pronto,
          un regalo alla giustizia.
          Se n'è andato dando colpe,
          accusando chi doveva,
          anche se non serve a niente.
          Siamo a luglio
          e c'è un gran sole,
          cosa importa se uno muore,
          basta aggiungerlo alla lista,
          quella con - i morti e basta -
          Ma nessuno vuole dire
          che quel morto è un ammazzato,
          tutti quanti hanno una scusa
          per un morto che ti accusa.
          Composta domenica 8 luglio 2012
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            in Poesie (Poesie personali)

            Sua per forza

            Ormai
            tu lo conosci il suo toccare,
            a volte lo sopporti,
            a volte ti dà piacere.
            Forse un po' lo cerchi,
            forse altrettanto lo rifiuti.
            Ma ormai lo sai com'è,
            ci sei
            e basta che lui chieda,
            sei strumento al suo comando.
            Ma so che in fondo in fondo,
            ti basta non cambiar padrone,
            basta non cadere in peggio.
            Qualcuno te l'ha scritta la tua storia,
            e così doveva andare,
            questo tu lo accetti.
            ma so che se potessi
            ammazzeresti lo scrittore.
            Composta domenica 8 luglio 2012
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              Scritta da: Rosa Coddura
              in Poesie (Poesie personali)
              L'anima ha finalmente ritrovato il coraggio
              che aveva perso, si spoglia, si sfoga,
              comincia ad essere più serena,
              perché davvero ne vale la pena.

              Per poter riacquistare lena,
              acquista sicurezza,
              si accompagna alla fresca brezza
              come un euforico stato di ebbrezza
              andando contro ogni pazienza
              volendo dissipare ogni incertezza.

              Dall'alba all'imbrunire,
              prova con tenacia sempre a reagire,
              dalle avversità non fuggire,
              ma lotta per liberare se stessa,
              dai pregiudizi, dai vizi, dai capricci
              e dai dolori che spesso non confessa.
              Composta martedì 19 giugno 2012
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                Scritta da: Rosa Coddura
                in Poesie (Poesie personali)

                Il sapore della fine

                Il sapore della fine
                va oltre ogni confine,
                fingere di non capire
                tra un ridere e un soffrire.

                Non restano altro che frammenti e polvere
                insite in un vuoto incolmabile:
                sa sconvolgere,
                lascia un sentimento inconsolabile.


                È l'assenza
                che ha la sua stupida pretesa,
                il dolore che pesa
                diventa una costante frequenza.

                È qualcosa che finisce
                la noia che atterrisce,
                tutto ormai sfinisce
                e c'è chi non capisce
                il sapore della fine.
                Composta giovedì 31 maggio 2012
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                  in Poesie (Poesie personali)

                  Alziamo noi le braccia, così si arrendono tutti

                  Cuor di leone
                  ma testa da coglione.
                  È persa in partenza
                  la rivoluzione.
                  Ognuno un uomo solo,
                  mai tutti un sol uomo.
                  Appena sapranno
                  che siamo un po' forti
                  già si candideranno
                  a guidarci i più furbi.
                  Qualcuno prenderà la guida di tutti,
                  noi gregge in nuova divisa,
                  pecore rabbiose
                  che cambiano padrone.
                  Ed io peggio di loro,
                  io che non ho nessuna soluzione.
                  Composta venerdì 6 luglio 2012
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