Poesie personali


Scritta da: Jessica Piermatti
in Poesie (Poesie personali)
Dimmi che non ho sbagliato, papà.
Vieni qui e abbracciami forte,
dimmi che mi vuoi bene e che non ho fallito.
Dimmi che comunque non ho sprecato nulla
e che ho fatto di tutto per riuscirci, papà.
Vieni qui, ti prego, abbracciami,
fammi dimenticare gli errori che ho fatto,
e ti prego guardami negli occhi
e poi stringimi, perché ho bisogno di te.
Dimmi che non ti ho deluso, papà.
Ti prego, papà.
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    Scritta da: Jessica Piermatti
    in Poesie (Poesie personali)
    Ho cambiato (ahimè) spesso idea nella vita,
    la cambierò di sicuro più avanti nel tempo
    e la cambio anche ora.
    Sogno
    di questo e altro, e di tante altre cose,
    come un vagabondo o un'artista senza pace.
    Sogno
    fiera di farlo,
    anche se consapevole delle prove commesse,
    delle strade percorse solo per metà
    dove facevo credere agli altri
    che sarei arrivata al traguardo
    prima o poi (forse, più "poi" che "prima" ).
    Ricordo
    i pianti in silenzio a sopportare la colpa,
    e la disperazione e la frustrazione che combattevo
    contro voglia e contro me stessa.
    Perché ad un certo punto te ne accorgi che non vai più,
    e cambi strada, cambi spazio,
    con un nuovo travaglio,
    una nuova destinazione.
    Sogno
    la mia vita come un film o un romanzo,
    con la consapevolezza che questo animo ribelle
    oramai non lo cambio più.
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      Scritta da: Jessica Piermatti
      in Poesie (Poesie personali)
      Ho venduto la mia anima tempo fa
      e ripudiato una gran quantità di storie.
      Per non parlare poi degli anni arresi e persi gratuitamente
      che ora si sommano sotto i miei occhi.
      In più ci sono gli incubi che vivo anche da sveglia,
      le paure in testa, il freddo e il vuoto,
      e le esperienze che mi appartengono, si,
      ma non si capiscono;
      non si sa se sono spaventate dal futuro,
      o se sono solo stanche di non servire mai a nulla.
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        Scritta da: Susan
        in Poesie (Poesie personali)

        Pazzia

        Crescendo mi sentivo diversa dalle mie amiche
        mi soffermavo a guardare le piccole cose
        magari emozionandomi con un lacrima e
        se dovevo sorridere sorridevo
        se dovevo piangere piangevo
        se qualcosa non mi andava lo
        dicevo senza paura e tutti dicevano zitta
        lascia stare e cammina
        ma io no testarda parlavo non
        curante di ciò che si pensava di me.
        e poi crescendo ho capito ho capito
        che la vita ti impone delle maschere pur
        di non essere e mi son resa conto che se
        parli troppo sei pazza
        se stai zitta sei stupida
        solo crescendo
        ho imparato che la vita è fatta di maschere
        maschere che io non porterò mai o
        forse si! ma una sola, la mia!
        sarò pazza? ebbene si!
        ed allora evviva la pazzia!
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