Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)
Tu al collo porti una collana,
io al collo porto una catena.
Il tuo corpo indossa abiti di firma,
io porto addosso quattro stracci da mercato.
Il tuo viso ha la cura dei massaggi,
il mio i segni degli schiaffi.
Le tue mani si coprono con guanti in pelle,
le mie mani sono coperte da calli.
I tuoi occhi si illuminano di gioia,
i miei occhi stanno spenti in basso.
Tu siedi nei consigli di amministrazione
io siedo sui gradini della stazione.
Al tuo dito c'è un anello,
al mio dito tutto ciò "che mi son legato al...".
Saremo per forza di fronte
prima o poi,
e non da amici,
il giorno della scesa in piazza.
Ed alla fine,
al collo non avrai più la collana,
ma la mia catena,
avrai ancora i tuoi abiti di firma,
ma solo perché a noi non interessano,
te li lasceremo.
Sarai sdraiato,
ti chiuderanno gli occhi,
mani di prete,
la pietà che non si nega,
che la chiesa non nega.
Avrai ancora gli anelli al dito,
ma se qualcuno te lo taglierà,
il dito,
faremo finta di non vedere,
sapremo che lo fa per rabbia
non perché sia ladro,
del resto tu non soffrirai più,
ammesso che abbia mai sofferto.
Io in un angolo della piazza,
in disparte,
guarderò il mio dito
e finalmente scioglierò
tutti i soprusi che a lui mi ero legato.
Composta domenica 1 luglio 2012
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    in Poesie (Poesie personali)
    Nella valigia di quell'attimo
    getto alla rinfusa le forme
    che arrivano dalla notte,
    pronto a partire
    ma non a tornare.
    O forse sto già tornando,
    e non mi rendo conto.
    Tutto arriva ai miei piedi,
    come portato dall'acqua di mare.
    Cose da guardare,
    ma non da portarsi dietro,
    la valigia si è richiusa,
    è già lì alla porta ad aspettarmi.
    La devo accompagnare,
    sa lei dove.
    Composta domenica 1 luglio 2012
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      Scritta da: ROBERTO POZZI
      in Poesie (Poesie personali)

      Diverso ed incompreso

      Da quando sono nato mi sono sentito diverso,
      da quando sono nato mi sono sentito incompreso,
      incompreso e diverso:
      da me stesso e da tutti.
      Ma perché, non lo so!
      Prego sempre Dio di essere come tutti,
      ma nel profondo della mia anima so che io non sono come tutti,
      prego sempre Dio di essere compreso da tutti,
      ma nel profondo del mio essere so che io non sono affatto compreso da tutti...
      neanche da pochi!
      Prego sempre Dio di essere felice come tutti,
      ma nel profondo del mio cuore so che non sarò mai felice come tutti,
      finché non accetterò il mio destino...
      che io non sono come tutti,
      ma io sono io,
      anche se incompreso e diverso
      da tutti!
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        Scritta da: Susan
        in Poesie (Poesie personali)

        Libero arbitrio

        Se a noi è dato il libero arbitrio di scegliere
        comunque sia anche la scelta fatta è scritta
        allora mi chiedo è forse nostra la vita che ci appartiene?
        O scegliamo ciò che è già scritto e ne seguiamo le orme?
        Per arrivare dove il destino ci aspetta?
        Quindi esiste il libero arbitrio?
        La mia mia teoria si anche se la risposta della scelta che fai era sempre e resta quella che ti porta a compiere il destino...
        il tuo!
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          Scritta da: Dario Rozzi
          in Poesie (Poesie personali)

          Down & confused

          Dio dammi solo una sera nel sole,
          leggero e libero
          dall’angoscia che intasa, dal sangue
          che scroscia, disteso
          davanti a un tramonto,
          senza
          dolore. Se soffro l’amore,
          patisco ancor più il tuo rancore.
          Le more han perduto colore, i tuoi mirtilli
          Mi mettono ansia. Parlavo di sali e di spezie,
          attonite assurde Venezie. Adesso son freddo
          come un lombrico, svanita l’estate,
          un ricordo
          il profumo del fico. E vivo intanato
          in un buco, le spire distese, tranquillo
          aspettando la volta del mese. Amore
          intorbida l’acqua del fondo, travolge
          i ricordi degli argini, e fiume brutale
          straripa, sconvolge la mente, si insedia
          fra esofago e talamo. E se ti ricordo,
          sei il fiore di notte, il frutto appassito,
          il dolore
          di chi ha fatto tardi al convito.
          Composta sabato 31 luglio 2004
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            Scritta da: Dario Rozzi
            in Poesie (Poesie personali)

            Stanze in purgatorio

            I

            Canta la sarabanda se il cielo sfavilla,
            prendi tutto ciò che ti manda la sorte,
            la luce del sole che scalda, non morte
            ma il suo riflesso che brilla sul mare
            se infine la notte è finita;
            nasce la vita riflessa in verde bottiglia
            quando rinasce la voglia, l'odor di vaniglia
            di chi non lascia e non piglia
            e ora sei al vento anche tu con la randa color cocciniglia,
            preghi perché sia salva e ben viva
            tua figlia

            II

            Suonami forte la giga, colore degli occhi
            di donna, vai a cercarti una figa, una figlia
            quando la moglie sconnessa nel letto sbadiglia,
            cerca un contatto di testa con una vergine sciolta:
            non ti concedere alcun rapporto sessuale, neanche una volta
            se dietro intravvedi il dolor dell'estate nel vento
            se dietro, sgomento, indovini Ecate la tripla,
            Artemide scura dagli occhi di piombo,
            se cerchi all'interno di ogni rapporto
            l'aspetto mortale, se sai che quel che rimane
            non vale: tollera allora che conti soltanto il momento parziale
            solo accettare la fine può liberarti dal male

            III

            E poi ridi, corri, salta se lo permette il ginocchio,
            se credi ancora per sbaglio di essere giovane e sveglio,
            scopri dietro al riquadro il contorno dell'occhio
            trova il riflesso di te nel mare che mobile svaria:
            sei certo infine che tu non sei morto, che ancora
            tu vivi: l'anima tua sta nel rapido e svelto
            svariar degli ulivi nell'aria
            quando alla sera si muovon scolpiti dal vento;
            sembrano dire che infine ha trovato una fine l'inverno
            del nostro dolore, che ora ti svena
            ogni giorno nel vento alle fonti
            del nostro scontento,
            che è lento, stabile e fermo
            così come l'amore alle porte di Vienna
            (sotto al Pont Mirabeau per sempre scorre la Senna!),
            e poi ricorda il "come dev'essere dolce morire":
            dinanzi a questo dolore non credo sia meglio svanire
            meglio soffrire crescendo, come le gemme in aprile
            mese colore del miele, colore del cardo
            per sempre crudele se non ti ricordo

            IV

            Così ritorna ogni estate, e se ti han messo in ginocchio
            scopri ingegnoso la storia di chi ti sta accanto:
            lascia il rimpianto, nascondi le tracce del pianto
            dietro alle palpebre chiuse, accendi col sogno
            il bisogno di vivere ancora il disegno,
            il caro profilo di morte scolpito nel legno.
            Se te lo chiedono, glissa, poi annulla nel sonno
            la veglia infernale di chi chiama sogno
            la pausa infelice fra nascita e morte, ma tollera sempre
            l'estate ricolma di turgidi frutti e dolore
            mortale, cazzate e ricordi del male;
            su, tira avanti, verranno ben presto
            gli incanti d'autunno, e finita la guerra
            respirerai nuovamente l'odor della terra.
            Composta giovedì 25 aprile 2002
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              Scritta da: Susan
              in Poesie (Poesie personali)

              Cambiata

              Osservo il cielo e le sue stelle
              e d'improvviso mille pensieri
              attraversano la mia mente
              parlo a me stessa
              lasciando scivolare una lacrima
              la vita ci cambia penso
              non sono più quella d'una volta
              nulla ha un senso e forse tutto ha un senso
              il significato ne cambia colore
              oggi profondo è il pensiero
              come ne è il significato
              e tutto si rivela
              davanti ai miei occhi ormai stanchi
              e mentre ne scrivo
              asciugo quella lacrima
              quanto amore ho dato.
              quanti sogni ho regalato
              e penso
              quanto tempo e sorrido
              amaramente
              quanto credo nell'anima!
              per chi.
              o cosa mi chiedo e
              mentre ne scrivo
              comprendo che
              ero
              adesso rido mentre mi
              accorgo che sono cambiata!
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