Poesie personali


Scritta da: Susan
in Poesie (Poesie personali)

Se mai domani

Se mai domani,
non dovesse arrivare,
non importa,
perché ho vissuto la vita,
nel bene e nel male
con gioia, e dolori,
con lacrime e sorrisi,
con tempeste e soli caldi
ho camminato, ed ho imparato,
ho imparato ad amare
ed ho imparato a lasciarmi amare
ho imparato a non odiare,
ma soprattutto
ho imparato
nel bene e nel male,
sempre perdonare.
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    Scritta da: Susan
    in Poesie (Poesie personali)

    Nostalgia

    Nostalgia,
    nostalgia di un tempo
    ormai passato,
    nostalgia di un tempo che
    mai tornerà
    nostalgia di un amore
    passato,
    nostalgia di te,
    che mai più ritornerai,
    nostalgia di un sogno
    mai vissuto 'nostalgia,
    che viva in me e
    mi tiene compagnia.
    Tu nostalgia che mai mi
    lasci andar via,
    tu nostalgia compagna mia.
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      Scritta da: Andrea Asaro
      in Poesie (Poesie personali)

      Rinascimento

      Attraversando il tempo di ogni parola e di ogni sussulto, si rimane con se stessi ad ascoltare ogni nota che ha scritto il cuore, e si ci domanda ogni cosa, se sia stata giusta o sbagliata di aver composto ciò che dentro di noi a voluto scrivere su pelle che si stropiccerà con le lancette della vita. Quando troverai quell'abbraccio per scaldarti, avrai trovato la coperta dell'inverno dell'est.
      Composta venerdì 21 dicembre 2012
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        Scritta da: Michele Gentile
        in Poesie (Poesie personali)

        edera

        Persino la paura teme
        la fierezza dell'ignoto
        che non si piega ai desideri,
        alla speranza.
        Non si intenerisce
        dinanzi a promesse di complicità
        ma potente
        ruggisce
        dal ferro del futuro.
        Ed io,
        misero viandante
        solo posso farmi governare
        nel cuore del cammino
        dalla bruma di mare,
        ascoltare memorie d'edera
        che s'intrecciano ai miei anni
        come stelle intorno a un sogno.
        Composta venerdì 21 dicembre 2012
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          Scritta da: ROBERTO POZZI
          in Poesie (Poesie personali)

          Un augurio dedicato a te

          Mentre scrivo il mio augurio di Buon Natale,
          rifletto sui doni che mi piacerebbe regalare
          a tutte le persone a cui voglio bene
          ma continuo pensare a te,
          un amico che conosco da poco
          e quindi non so
          esattamente
          cosa ti potrei regalare?
          Sicuramente
          qualcosa di speciale
          che mi rappresenta
          ma che ti dimostri
          quanto sei eccezionale!
          Un regalo per me
          dovrebbe comunicare
          i miei sentimenti per te,
          nuovo o vecchio amico che sei,
          e quindi se ti scrivo questo pensiero
          è perché tu sei,
          o sei stato,
          nei miei pensieri!
          Con questa semplice riflessione,
          vorrei accentuare
          la mia personale considerazione
          che io ho di te!
          Per caso o per destino,
          tu sei entrato nella mia vita,
          e non conta quanto
          piccola o grande che sia
          la mia conoscenza
          della tua esistenza,
          ma è una assodata realtà
          che un parte di te
          è ormai dentro di me!
          Sperando che tu apprezzerai
          questo mio insolito augurio,
          se tu lo vorrai,
          in un lontano domani
          o nel nostro imminente presente,
          un frammento di te
          sarà sempre dentro il mio cuore
          fino a quando batterà almeno un colpo,
          la parte migliore di te
          che sta a cuore a me
          rimarrà palpitante
          nella mia anima sensibile
          e dolorante!
          Composta lunedì 17 dicembre 2012
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            in Poesie (Poesie personali)

            Immaginai un giorno

            Immaginai un giorno
            come una chitarra l'aria
            e furono storie e canzoni
            a passare di labbro in labbro
            Immaginai un giorno
            un tram nella bruviera
            ma tanto era il brontolio
            che di cacio mi venne illustre
            negli occhi la gruviera
            conobbe greco e francese l'illustre
            che negli uffizi radica da quercia
            Che il tempo s'arrese alla evidenza
            Immaginai un giorno
            Di scrivere questo per diletto
            Senza sfociarla in filastrocca o dentro ad un letto
            Immaginai un giorno che una terra bollente di laghi
            si incamminassero verso il gelo duro della Siberia,
            immaginai la stessa terra su due gambe
            gli stessi laghi come occhi
            Lo stesso torrido suolo
            come il suo IO.
            immaginai un giorno che nella Tundra vi era una forte tormenta
            di neve bollente ed ustionante
            immaginai nella stessa tundra ruggiti del vento che scappava
            lasciando orme di decisione veloce come un lampo.
            All'insaputa che io impotente con il capricorno
            avvertì, dedussi e lo vidi, del ghiaccio una lastra immobile
            ed una spinta amara, ed a terra entrambi in amore
            diedi un pugno alla terra, che nell'onda della sua forza
            spezzò la lastra ed una firma al prossimo volo del mio caro pupillo.
            Composta giovedì 20 dicembre 2012
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              Scritta da: Susan
              in Poesie (Poesie personali)

              In questa notte

              In quest'ora notte calma
              di questa sera inquietante,
              il cuore stanco e con l'anima
              solitaria
              in questo silenzio assurdo,
              dove solo il fruscio
              delle foglie
              mi tiene compagnia...
              ed il mio sguardo scruta la notte
              che si affaccia,
              facendo spazio alle stelle
              che quasi timide appaiono,
              per illuminare la notte,
              e farmi compagnia,
              mentre mi addormento,
              in questa notte
              senza te.
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                Scritta da: Stefano Medel
                in Poesie (Poesie personali)

                le sei del mattino

                Le sei,
                più o meno,
                cielo scuro nei vetri,
                ancora tracce della notte,
                attaccate ai muri,
                per il cortile,
                nelle strade;
                bruma notturna,
                mattino presto,
                macchine gelate,
                piene di brina,
                freddo insistente,
                silenzio,
                tutti dormono ancora;
                tra non molto albeggerà,
                e sarà domani,
                bello o brutto,
                si vedrà;
                voglia di silenzio,
                di pace,
                di cose semplici,
                starmene in casa mia,
                e basta.
                Composta venerdì 21 dicembre 2012
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