Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Cari colleghi

Lavoro ingrato,
come dici tu,
o giustificato,
come dice lui.
Senso del dovere,
come dicono tutti
o di grandi sacrifici,
come dicono i rappresentanti sindacali.
Lavoro comunque
a cui devi esser grato,
lavoro di stato,
lavoro pagato.
A volte
certo
è vero,
lavoro ingrato,
altre
anche questo è vero,
lavoro sudato.
Ma sempre di stato,
da qualche cittadino odiato,
da molti cittadini subìto.
Composta mercoledì 26 dicembre 2012
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    in Poesie (Poesie personali)

    Il pericoloso addormentato

    Al mattino passava dalla chiesa,
    poi a scuola ad insegnare,
    il pomeriggio a correggere i compiti,
    nella sede del partito.
    La sera tardi,
    tornato a casa con più dubbi del mattino
    gettava le convenzioni nel cestino,
    riprendeva le convinzioni,
    fino al mattino.
    Sognava di costruire bombe e cannoni
    istigare alla rivolta,
    veder vincere i buoni..
    Qualcuno si accorse dei suoi sogni,
    fu arrestato e condannato,
    -Il sogno è un pericoloso istigatore,
    destabilizza,
    non si può accettare-
    Questa fu la sentenza,
    fu l'unico a pagare.
    Vent'anni di galera,
    luce accesa sempre
    per impedirgli di sognare.
    Composta mercoledì 26 dicembre 2012
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      in Poesie (Poesie personali)

      Così sei tu

      I più bei sorrisi
      si contendono la tua bocca
      per potersi esprimere al meglio,
      nessuna bocca più della tua fa ridere
      sorridere
      porta gioia,
      ed è allo stesso tempo così sensuale,
      bocca da baci
      bocca di baci.
      Le parole fanno a gara
      per farsi ascoltare con la tua voce.
      E su che viso è incastonata la tua bocca
      e su che corpo poggia il tuo bel viso.
      E su che corpo giace ora il mio corpo,
      su che viso
      poggia ora il mio viso.
      Tutt'uno,
      noi.
      Composta mercoledì 26 dicembre 2012
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        Scritta da: Carlo Peparello
        in Poesie (Poesie personali)

        Desideri

        Vorrei che il tempo non decidesse le opportunità
        Che non fossero gli equivoci a dettare legge
        Vorrei che tutto ciò che accade avesse uno scopo preciso
        Che non ci si fermasse alle impressioni
        che bastasse uno sguardo intenso a dirla tutta su di noi
        Vorrei che ciò che penso io è quello che pensi anche tu
        che stringersi e respirare non fosse più un tabù
        Vorrei che ogni porta aperta fosse un nuovo mondo
        lasciare fuori il veleno e farsi rapire dal cielo
        Ricordarsi quello che vogliamo e godere ciò che abbiamo
        Non aspettarsi nulla e vivere il presente
        Raccogliere il passato e gettarlo nel futuro
        mescolare esperienze ed errori
        non dormire dall'eccitazione di un domani sorprendente
        Continuare a credere nelle utopie con ingenuo ottimismo
        Scivolarsi addosso le ombre
        caricarsi sulle spalle rischi e azzardi
        godere di una presenza costante che il vento ti vuol strappare
        Vorrei non sbagliare ma capire sempre i miei errori
        così come voglio non scordare mai quello che cerco.
        Composta sabato 22 dicembre 2012
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          Scritta da: Susan
          in Poesie (Poesie personali)

          Io un anima senza età

          Ti ho forse chiesto la tua età?
          No!
          bene allora
          non chiedermi l'età
          non importa,
          Io non cerco nulla,
          se non regalare
          un sorriso,
          ed un po' di speranza
          speranza di un sogno
          Ed io cosa cerco?
          Nulla proprio nulla,
          se non il dolce suono melodico
          di una poesia che sà di noi,
          ed io che
          non cerco nulla,
          resto per sempre
          un anima senza età,
          un anima senza età che
          lascia
          la scia di un breve
          passaggio
          questo Universo,
          per regalare un sorriso,
          una speranza, un sogno,
          di una dolce melodica poesia
          di un anima senza età.
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            in Poesie (Poesie personali)

            Sopravvivere

            Mi brucia lo stomaco.
            Il tempo, con fatica,
            si scrolla un giorno qualsiasi di dosso.
            L'aria è ferma
            e la terra resta umida anche al sole.
            Tu dove sei?
            Oltre che nei pensieri miei,
            ora e ieri,
            da troppe lune oramai.
            Qui si sopravvive.
            Preferirei vivere...
            Ho paura di non farcela.
            Mi brucia lo stomaco.
            Il tempo non si scosterà mai,
            dal giorno che vorrei stare con te.
            Composta mercoledì 26 dicembre 2012
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              Scritta da: Luigi Principe
              in Poesie (Poesie personali)

              Anime solitarie s'incontrano

              Ha un viso corrucciato
              l'anima solitaria
              una vecchia macchina nera
              ed è in cerca di fili da tenere e amare.
              Sente che qualcosa striscia nella sua mente
              fissa il buio senza timore
              i canti di sirena lui li cerca
              sa di non essere l'unico a desiderare la pazzia.
              Ha riempito la tua testa di versi
              vuole governare le tue stringhe
              forse ti darà la sua camicia rossa.
              Prendi il profumo dell'aria
              tutti i versi
              la sua voglia prepotente che spinge nel tuo ventre
              l'ultimo stralcio di conversazione
              e fanne la tua preghiera personale.
              Composta martedì 25 dicembre 2012
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                Scritta da: maira
                in Poesie (Poesie personali)

                La macina

                Una macina in pietra
                che gira lo stesso cerchio,
                ancora e ancora,
                i miei pensieri,
                sempre gli stessi,
                dapprima spezzati
                e poi franti
                e poi in briciole
                e poi in grani
                e poi farina
                e poi polvere:
                impalpabile.
                Un inizio sgradevole,
                fin quando le parole si percepiscono ancora:
                Dico, non, ricordi, mancanza, poi, lacrime, sorpresa, affetto, bene, cura, parole, coincidenze.
                e poi: rdi, bra, nec, be, ole
                E ancora: O, i, p, c, s, a
                un primordiale alfabeto che non racconta più nulla.
                La macina, l'inutile affanno, il giro in tondo
                Il mondo franto, spezzato,
                come un foglio di cui si sono fatti coriandoli
                Molito,
                come carta pesta
                Si stempera, lento, in sfondo tenue senza colori.
                Il "più niente da dire": deve somigliare a questo.
                Anche le idee in brandelli via via più fini,
                svolazzanti nel loro ripetersi
                in melodia in chiave sempre minore,
                in scrittura sempre più prosaica...
                Resta ancora un grumo:
                il desiderio di altrui serenità,
                ma non è un augurio.
                È che la serenità, mia, sancisca la distanza definitiva:
                che non si accorci mai più per sopraggiunta disperazione
                da accudire e medicare.
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