Poesie personali


Scritta da: Raffaele Caponetto
in Poesie (Poesie personali)

Paure

Paura dell'acqua, del fuoco, del vento
paura di amare, volare, morire
paura di mali e tumori
paura per il figlio soldato
paura per l'ultimo nato
paura di ladri e predoni
paura di venire sgozzato
paura del presente e futuro
paura di un mondo corrotto
paura di guerre e conflitti
paura di giustizia morente
paura di uno stato assente.
Composta sabato 29 giugno 2013
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    Scritta da: A. Cora
    in Poesie (Poesie personali)

    Foglia recisa

    Pensieri
    a rincorrer parole
    A raccontare di te, piccole
    o grandi cose, a reiventarti
    com'eri
    Nella mia mente viaggiare, lungo le strade
    del cuore, a cercare di te, qualche orma sfuggita
    Qualche sorriso rimasto ad aspettare i miei occhi
    Come se fossi, ancora il
    tuo sole
    I tuoi biondi capelli, dal quel soffio del vento sorpresi
    sul viso ribelli un po' scesi, tra quelle
    ciglia di nero
    Labbra tinte di rosa, quel bacio rimasto ancora
    La bocca appena dischiusa, quella mai
    detta parola
    Senza chiedere scusa, per un malinteso
    incompreso, vederti nel vento
    fuggire
    Come una foglia recisa
    che nella sera
    scolora.
    Composta sabato 29 giugno 2002
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      Scritta da: A. Cora
      in Poesie (Poesie personali)

      Fuggente ilusione

      Quella
      luce che sfugge
      al tuo sguardo sottile
      Quando m'infrange inatteso
      tinge i miei occhi
      di cielo
      Nel'illusione fuggente d'un volo
      La tua intensa bellezza, come piacere oleoso
      fluito, di rosso colora le ali, al già
      confuso pensiero
      I sensi avvolti d'ardire, paion pagliuzze
      da fiamma contorte, vibrare
      Il cuore, da densa bruma annegato
      in quel raggio impetuoso
      di sole
      Pare un'airone smarrito, negli
      ultimi spazi di luce
      proibiti
      Come d'amore
      impazzito.
      Composta mercoledì 18 maggio 2011
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        Scritta da: A. Cora
        in Poesie (Poesie personali)

        Alta marea

        Confusi
        sono i frastuoni
        tra incerti lievi, chiarori
        D'un'alba che il giorno già nato
        l'ombre rimaste
        colora
        L'offuscata penombra traspare, due corpi
        abbracciati distesi, persi in un sogno irreale
        Mentre il tempo già fila le ore, pronte veloci
        a scappare
        Al mio fianco piano respiri, tra pallide ali d'un sogno, assonnata
        distante, vicina, mi cerchi, mi scorri fluisci, a tratti
        smarrisci le dita
        Poi nel'ombra mi trovi, siamo l'alta marea, che
        la calma apparente, divora
        Con gl'occhi ti tocco, e forte ti sento, pur
        se remota m'appari
        In quel sogno che vivi, e respiri
        mentre più forte m'avvolge
        L'onda che dissolve
        il tuo mare.
        Composta mercoledì 14 luglio 2010
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          Scritta da: A. Cora
          in Poesie (Poesie personali)

          Stamane, l'aurora

          Stamane
          al primo rintocco
          dal quarto inseguito
          del'ora
          Dentro un ritaglio schiarito di cielo
          D'un vento dal soffio leggero, che passeggiava
          gentile, tra le fronde dormienti
          dei pini
          Una manciata d'arditi colori, che già
          la collina attendeva
          Braccata da un raggio, acuto
          di sole
          Ho visto fuggire
          l'aurora.
          Composta giovedì 27 giugno 2013
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            Scritta da: A. Cora
            in Poesie (Poesie personali)

            Gocce d'amore

            Quel
            che dal cielo calava
            in quella notte d'agosto, nelle
            vallate dei cuori
            Non erano pezzi staccati d'aurore, né raggi
            smarriti dal sole
            Erano gocce, dal diverso splendore e sapore, dal'ineguale
            spessore, a seconda d'ogni più addolcita parola
            Che dal pensiero più amato sortiva
            Gocce d'amore a colori, che dipinse la vita, dal nostro
            connubio osservato, incantata
            Per allietare i tuoi occhi, per farti battere cuore
            Mentre tra le mie braccia serrata, quasi di
            nulla vestita, i miei lunghi
            baci succhiavi
            Come se fosse miele, quel dolce
            sapore, che nella tua bocca
            A tratti più arditi
            danzava.
            Composta giovedì 12 agosto 2010
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              Scritta da: Nelson
              in Poesie (Poesie personali)

              Una lenta morte

              Penetro nel suono
              come una cuspide affilata,
              come un angelo dimenticato
              dalle grazie del firmamento.
              Lento, mi lascio scolpire,
              stendere, rilassare.

              Mi lascio andare, in questo bagno
              di gioia luminosa, chiudendo gli occhi
              per vedere nel sonno quello che accadrà.

              Le mie membra si fanno leggere,
              s'abbandonano lievi nel vento,
              come foglie variopinte, colpite
              dalla rugiada durante il mite autunno.

              Ascolto la mia pelle vibrare
              come tante farfalle migranti.
              Leggo, dolci suoni vaporosi
              mentre macchine infernali
              costruiscono gabbie d'acciaio
              per i miei sogni, per la mia notte.

              Odo vascelli imperiali
              solcare le tiepide acque
              di questo madido pensiero.

              Muoio in un deserto di ghiaccio,
              in una culla di profondi respiri,
              mentre cavalli meccanici, forgiati
              in ferro e avorio, cavalcano con furia
              le mie vertebre doloranti, corrose
              dall'acido del battito ancestrale.

              Una folla mi acclama,
              sorride eterea
              durante la mia passione.

              S' apre una porta tra le nubi,
              un cancello di luce
              al di sopra dei volti
              e delle foreste innevate.

              Sciolgo qui le mie vene,
              in un canto di cigni lontani,
              guardando il cielo incupirsi
              e le madri morire, davanti
              i propri figli, i loro avi
              e questa marcia di cadaveri ansiosi.
              Composta venerdì 16 novembre 2012
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                Scritta da: Nelson
                in Poesie (Poesie personali)

                Sono solo

                Un faro rosso oltre le sbarre,
                una prigione di fuoco tra serpenti,
                sassi e letame. Piango,
                sommerso tra le fronde
                di una foresta eterna, di una vita
                legata a questo acciaio. Messico,
                strade perdute e qualche macchina,
                qualche birra e qualche sigaretta.
                Sono solo un uomo, un uomo
                che ha commesso un peccato;
                sono una voce tra le tante,
                tra la folla. Sono una foglia,
                sono una goccia, un cane
                e una canzone. Sono
                un viaggio in treno, una pistola,
                un disonesto e un cantante.
                Sono un poeta, un pittore,
                un amante. Sono, sogno
                e osservo, spero;
                sono prigioniero, sono solo.
                Composta venerdì 27 luglio 2012
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                  in Poesie (Poesie personali)

                  Libellule d'amore

                  Sostanza,
                  all'anima
                  sono i ricordi
                  che all'imbrunire
                  planano come
                  libellule sul manto
                  ferito del mio cuore!
                  Il loro battito
                  lenisce gli squarci
                  dell'angoscia
                  oramai
                  inquilina
                  indisciplinata
                  della mia solitudine!
                  Deboli sprazzi di luce
                  illuminano
                  il mio passato
                  quasi dimenticato!
                  Sei tu amore
                  la fulgida stella
                  lume e chiarore
                  alle mie inquietudini
                  io non poserò i miei occhi
                  su nessuna
                  a spegnerli
                  per sempre
                  non sarà la morte,
                  tu li hai già serrati
                  casti e morenti
                  con la tua assenza!
                  Composta lunedì 24 giugno 2013
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                    Scritta da: A. Cora
                    in Poesie (Poesie personali)

                    Scorza esteriore

                    Un
                    meriggio annoiato
                    dai troppi confusi rumori
                    Smorza nel'aria ch'avvolge i suoi
                    migliori colori
                    Mentre il lieve andare del fiume, dal'udito
                    ignorato scompare
                    Vesto di bianco il mio ego, senza vergogna provare, come
                    fanno i signori, associando i miei
                    passi ai loro
                    In quel passeggio serale, fatto d'occhiate ingrandite, di grandi
                    sorrisi macchiati, che innanzi mostrano il cuore
                    Alle spalle, oscure parole
                    Basta la scorza esteriore, saper di cielo miniare, come in
                    un giorno di sole, come se fossi
                    al mare
                    Poi se il pensiero che urla, il suo celato tremore
                    Pure se forte ti piove, dentro le
                    valli del cuore
                    Nulla di questo traspare
                    al lieto passeggio
                    serale.
                    Composta lunedì 24 giugno 2013
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