Poesie personali


Scritta da: A. Cora
in Poesie (Poesie personali)

C'è vita

Occhi
che vagano
il niente, saziati da ciò
che circonda, tinto d'un grigio
invadente

La mente svuotata e assente, divora
un'oscuro silenzio, fatto soltanto di niente
La solitudine avvolge, come a tratti fa il vento
L'oscurità si confonde, tra brevi spazi di luce
che proiettano amate sembianze

Miraggi ancorati al presente, che rivive colori
d'assenze, parole portate dal vento, prive d'ogni commento
Ferisce come frammenti, un' età vissuta d' istanti
ambiti soltanto dai sensi

C'è vita in certi momenti, che pur se discosta
appare, ancora dipinge la mente
D' un tempo passato nel tempo, d' un viso
ancora presente, che vedo, che vive
e sorride

D'un cuore che cerca
un'istante, di
quel passato
vivente.
Composta venerdì 5 luglio 2013
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    Scritta da: A. Cora
    in Poesie (Poesie personali)

    Farò di te

    Farò
    dei tuoi occhi
    lo specchio del'anima
    Del mio sguardo, di tua bellezza
    dimora
    Del mio cuore riparo dal duolo
    Ti amerò come il buio la luce, il prato la pioggia
    la vela il mare, un fiore, il sole, la notte la luna
    Il cuore l'amore
    In te vivrò, come tarlo che sugge il sapore
    Griderò il tuo nome, ai venti d'altrove, come la
    valle, di campane l'eco
    Parlerò coi tuoi sensi accesi, per carpirne
    i più oscuri segreti
    Lì ascolterò nel silenzio d'un
    tempo che fugge il reale
    Come la rena, ascolta
    la sera, le folli
    voglie del
    mare.
    Composta mercoledì 24 settembre 2008
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      Scritta da: pablito
      in Poesie (Poesie personali)

      Il dolce soffio dell'amore

      Un dolce soffio sul viso
      un tenero abbraccio di un bambino
      la gioia di sentirsi tanto grande solo grazie a un tuo sorriso
      il potere di sentirsi invincibile
      quando solo tu con uno sguardo sai sciogliermi.
      L'immensità del mare nei tuoi occhi...
      l'infinita d'oceano nel mio cuore!
      L'amore è tutto questo
      una poesia in ogni contesto.
      Magari io non l'ho ancora afferrato
      ma guardo l'orizzonte: gabbiani che volano, un tramonto che nasce mentre la vita ci abbatte.
      E noi restiamo qui!
      Lo so che non farai volare via il tuo dolce soffio.
      E mentre io guardo l'orizzonte, la vita mi potrà anche abbattere
      perché sono sicuro che insieme a te riuscirei sempre a rinascere!
      Composta giovedì 4 luglio 2013
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        Scritta da: Rosa Coddura
        in Poesie (Poesie personali)

        Dialogo con la notte

        Che hai da dirmi adesso notte?
        Ti ho aspettata,
        tu puntuale sei arrivata.
        Dimmi in quale parte del mondo
        tu sei stata?
        Dove la luna ti ha accompagnata?
        Mi perdo a contare le stelle
        tue luminose sorelle,
        eppure lontane anni luci da me,
        loro già si saranno spente,
        quando ancora sotto il tuo cielo ero inesistente
        ora un flash, un ricordo,
        sta nella scia di chi li ha ancora intorno
        Pazienza! risplenderanno
        i desideri anche quelli non espressi,
        per affermarsi anche ai buchi neri,
        con la speranza che anche di fronte alle difficoltà
        possano diventare veri

        Sono qui adesso,
        ad ammirare del sole il riflesso
        sul lembo della luna,
        ora hai un giorno nuovo
        nel tuo grembo,
        aspetta di rinascere all'alba,
        ma sarà un sole nuovo,
        un giorno diverso
        un giorno che avrà
        la gestazione di poche ore,
        ma che la terra aspetta con amore.

        Poche volte avrò l'occasione
        di assistere al tuo parto,
        ma so già che per chi lo guarderà
        avrà una vista mozzafiato.
        Composta giovedì 13 giugno 2013
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          Scritta da: Rosa Coddura
          in Poesie (Poesie personali)

          Poker contro la malinconia

          Quel giorno il mio risveglio
          era cominciato
          con uno "Sto meglio",
          alzandomi sulle note
          del sole ho anche danzato,
          successivamente un caffè
          e un bicchiere di latte,
          hanno lenito la mia fame.
          Getto d'acqua
          sulla faccia,
          un po' di fourd sulla guancia,
          ombretto sulle palbebre,
          e un leggero rosetto
          sulle mie labbra,
          ma leggeri,
          per non far sembrare
          il mio volto
          come maschere.

          Scesa, sentivo
          che miei passi
          si muovevano in modo instintivo,
          si sentivano grandi,
          invicibili,
          credevano di poter dominare,
          ma percorsi pochi chilometri
          la loro velocità
          cominciò a scemare.

          Non so cosa mi sia preso,
          improvvisamente
          il vigore di quella mattina
          al pomeriggio si è arreso,
          si è perso,
          poi ramificazioni
          malinconiche mi invadevano
          si estendevano
          lentamente dentro,
          eppure avevo tutte le carte
          in regola per sentirmi felice,
          ma al banco avevo azzardato
          avevo perso tanto,
          eppure avevo puntato
          tutto sulle novità
          ma perché
          ho perso la mia felicità?

          Una partita a poker
          avevo scommesso
          ma ci ho rimesso,
          la malinconia
          è stata pagata
          mentre io mi son indebita,
          avevo puntato molte fiches,
          ma che azzardo,
          ora pover di sorriso mi riguardo.

          Tornata sconfitta
          dal casinò della vita
          ho ricercato nelle mie mosse l'errore,
          il furore, l'umore.
          Poi in dissolvenza il sole,
          segnava la fine
          di una giornata
          che mi vedeva perdere
          e perderla.

          Arrivata la sera,
          si accese nel buio un sorriso.
          Avevo di nuovo vinto!
          Era il tuo.
          Composta lunedì 10 giugno 2013
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            Scritta da: Rosa Coddura
            in Poesie (Poesie personali)

            Gli affranti di me stessa

            Oscurità che conosco,
            accoglimi tra le tue braccia
            ho bisogno del tuo silenzio
            della pace
            perché il dolore
            che mi porto addosso non tace.
            Come sacchi di zolfo in miniera
            lo trasporto dalla mattina alla sera,
            un peso parassita,
            di cui mi voglio liberare,
            Cacciagallina che mi impone di restare,
            sono stanca, ma non mi posso ribellare.
            Ecco, il compagno Zi Scarda,
            non gli importa se l'ora tarda
            ed io Ciàula mi sento, impaurita
            dalla notte sconosciuta,
            non mi sono mai in te riconosciuta,
            ho sempre preferito evitarti,
            rifuggiandomi negli anfratti,
            di me stessa
            che solo io conosco,
            sola, mi son forse persa,
            ma ho scoperto una luce diversa.
            Fuori vi è la luna.
            Tu come una madre,
            cullami,
            troppe volte
            mi perdo nell'ade,
            assolvi l'anima,
            ora che finalmente evade,
            fuori scorge
            un sorriso materno,
            sul suo volto splendente
            un rifugio,
            come una bambina piango,
            ma son lacrime di stupore,
            affascinate dinanzi
            a tanta bellezza protagonista
            del cielo buio,
            dopo tutto non spaventa,
            non violenta,
            non si muore.
            Nella sua luce,
            da essa colpita.
            eppur ora non ha più paura,
            ora al sicuro
            tra le sue braccia
            s'è assopita.
            Composta martedì 4 giugno 2013
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              Scritta da: Rosa Coddura
              in Poesie (Poesie personali)

              Poesie che non so scrivere

              Vero, ci sono poesie che nego
              anche a me stessa,
              non riesco a scriverle,
              anche se le parole
              sono già nella mia mente.

              Sono state fecondate dall'ispirazione.

              Somigliano un po' a me
              quando stentavo a venire al mondo,
              l'unico rimedio possibile
              erano le flebo che dovevano stimolare
              le doglie.
              Chissà forse non ero pronta,
              come non lo sono per scrivere.

              Quando sarà la loro nascita?
              Quando si sentiranno pronte per il mio foglio?

              Forse ci vuole un forte stimolo
              esercitato anche dal coraggio
              affinché possano uscire.

              Giacciono ancora nell'utero delle parole inespresse,
              protette dal liquido delle azzardate promesse.

              Aspettano la luce attraverso le labbra,
              o attraverso la penna,
              per depositarsi nelle amorevoli braccia,
              a cui sono state indirizzate
              e per chi le aspetta sono già desiderate.
              Composta venerdì 14 giugno 2013
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                Scritta da: Rosa Coddura
                in Poesie (Poesie personali)

                Messaggi dal cielo

                Forse il cielo stanotte
                somiglia ad una grande lavagna nera,
                ed il gesso sono le stelle,
                punti messi a casaccio,
                forse per il timore di un mancato abbraccio
                che vorrei unire
                per formare quello che vorrei dire.

                Chissà, non sono solo desideri,
                messaggi dal cielo,
                mandati da qualcuno che lo sta guardando
                da un posto diverso dal mio,
                rimane comunque sempre
                il nostro cielo,
                che i nostri messaggi regge,
                e per chi lo sa leggere,
                ho scritto versi che nemmeno
                le nuvole hanno mai saputo cancellare
                ma la luna le ha rafforzate
                ricalcandole di un giallo luminoso,
                neanche il temporale è riuscito mai a lavarli via
                è forte la mia poesia.
                deve arrivarti, arriverà ne sono certa,
                l'ho lasciata al cielo come mia offerta.

                Sono parole, sono dei desideri,
                che si lasciano esprimere dai sentimenti
                che sentono veri.
                Composta domenica 16 giugno 2013
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                  Scritta da: Rosa Coddura
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Oltre le parole

                  Mi capita di soffermarmi sulle tue poesie
                  vorrei saper leggere il labiale delle tue righe,
                  per scandire meglio ogni tuo pensiero.

                  Sei tu che con le tue poche parole
                  riesci a suonare le corde di me stessa,
                  chi con la complicità del tempo le aveva scordate
                  non sapeva più comporre.

                  Le parole giuste che toccano
                  sai disporre,
                  oltre le parole c'è un mondo d'emozioni.
                  Composta giovedì 20 giugno 2013
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