Poesie personali


Scritta da: A. Cora
in Poesie (Poesie personali)

Senza riparo

È
un giorno
dei tanti già noti
d'eguale durata e
rumore

Che mostra il tempo fuggire
dagl'occhi, dal volto
dal cuore

Come un ladro braccato, da orme
di passi seguito, senza
trovare riparo

Dagli astratti colori, come il
trucco di gaie fanciulle
dal passo sensuale
e agitato

Che offrono ai
sensi il
peccato.
Composta martedì 9 luglio 2013
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    in Poesie (Poesie personali)

    Per essere

    Nella folla di emozioni che danno luce
    cerco la mia forza
    Nel silenzio della notte
    ridisegno i confini della mia esistenza
    Mi perdo nel sorriso dei bambini
    per dimenticare la mia solitudine
    Non c'è tempo per fermarsi a riflettere sul senso di ciò che accade
    perché la vita non ha pazienza
    La vita è avida di coraggio
    mi chiede di combattere ogni giorno
    e non sopporta le lacrime
    Ho coltivato la gioia dentro di me
    perché diventasse sangue caldo
    che nutre e scalda i muscoli
    perché non perdessi la speranza
    di vedere oltre i limiti della mia ragione
    che avrebbe voluto spegnere la mia voglia di essere!
    Composta lunedì 8 luglio 2013
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      Scritta da: Cuore nudo.
      in Poesie (Poesie personali)
      Questi canoni bestiali
      di istinti primordiali
      portati all'esasperazione,
      l'individuo che si esalta
      di fronte all'individuo stesso,
      le diffidenze e le arroganze,
      le indifferenze e le lontananze,
      le subdole giustificazioni
      alle loro egoistiche azioni.
      L'amore muore
      sotto il macete del sesso facile,
      un boia di nome Apparenza
      taglia la testa
      alla nobile Sostanza.
      E' un secolo logoro,
      e ormai avvelenato
      dalla presenza di anime morte,
      dal volto mascherato.
      Nessuno dona più
      senza sapere di poter guadagnare.
      Molti addirittura non guadagnano,
      ma si limitano a rubare.
      Qualche anima va ancora biascicando
      il verbo rispettare,
      ma sono tutti lì in trincea
      pronti solo a massacrare.
      Del progresso e la sapienza
      hanno fatto abuso a oltranza.
      Burattinai coscienti
      di anime imploranti,
      burattini disperati
      nelle mani di disgraziati.
      Virtù e difetto si van mescolando,
      funamboli di emozioni gentili
      danzano in equilibrio su corde tese
      tra il passaggio di anime vili.
      L'inferno reclama prepotente
      il suo posto in mezzo alla gente,
      il paradiso tremante si nasconde
      in un angolo di cuore
      nelle poche anime ancora feconde.
      Il pudore è ormai ricordo arcano,
      nell'epoca in cui d'amore
      si parla spesso invano.
      E in questo gran bordello,
      di sentimenti rotti,
      di fiori calpestati,
      di orrori emotivi perpetrati,
      di sorrisi rubati,
      di devozioni umane assenti,
      resistono ancora i poeti
      con la loro penna carica di intenti.
      Tra una rima e un'assonanza
      vanno cercando la loro speranza.
      Speranza che l'amore
      ormai ucciso dalla modernità
      riposi e poi ritorni
      a illuminare le anime puttane
      di questa impoverita,
      assurda umanità.
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        Scritta da: A. Cora
        in Poesie (Poesie personali)

        Come i fiori

        Quel
        tempo discosto
        al presente, in cui la
        giovinezza mostrava, i suoi
        colori migliori

        Spesso giocammo da soli, col mare
        col cielo, col vento, come adolescenti incoscienti
        che scoprono il sapore, diverso
        dei sensi

        Tu mi parlavi con gl'occhi, io rispondevo col cuore
        senza usare parole, come fanno
        i fiori

        Bastava, un bacio allungato, qualche carezza più
        ardita a fare scoppiare l'amore, che
        già d'attesa soffriva

        Un respiro mangiato, un sorriso smorzato, a
        bruciare istanti, a farci rapire dal tempo
        per quel sapore, tuffare

        Bastava il rumore del mare, a suggerire
        al silenzio, cosa doveva cantare, per
        sopire quel sogno proibito

        Che ci ha visti, distanti
        uniti, insieme, più
        in alto, del sole
        volare.
        Composta domenica 8 luglio 2001
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          Scritta da: A. Cora
          in Poesie (Poesie personali)

          D'un sogno, il reale

          Come lampo
          che squarcia la notte
          Dai tuoi occhi ti rubo la voglia
          smorzando confuse parole
          Sulle labbra dischiuse al piacere, che
          nel'aria già il corpo assapora
          Che ti lascia sul viso stupore, che ti rende voglioso
          il sorriso, che ti ruba più volte la bocca
          Che t'innalza la punta del seno, come vento con
          l'onda più chiara, quando turgida
          infrange la rena
          Che ti rende distante dal cuore, dove solo il respiro è padrone
          ove vola più forte il pensiero, ove parte l'immaginazione
          Per lasciarci in piedi avvinghiati, tra le ciglia
          d'un vecchio portone
          Sono baci a rincorrer carezze, sono morsi da labbra
          strappati
          Sono mani sottili a sfidare, altre mani già rese
          al piacere, che già sotto la gonna
          s'accese
          A dipingere quel'inventare
          come fosse, d'un sogno
          il reale.
          Composta martedì 18 settembre 2001
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            Scritta da: ROBERTO POZZI
            in Poesie (Poesie personali)

            La colpa del figlio, il peccato del padre

            Non so dire
            a chi spettano le colpe,
            a chi appartengono i peccati:
            al figlio,
            al padre
            o ad entrambi.

            La paternità
            della ragione o del torto
            in una mancata relazione
            rimarrà sempre incerta,
            ma per porre fine
            ad una triste storia
            non serve confermare
            le responsabilità dell'uno
            piuttosto che dell'altro;
            in questo delicato fragente
            si riuscirebbe solo a consolidare
            quel sentimento familiare mancato
            tra un padre ed un figlio
            che non hanno mai legato.

            Alle sensibili anime
            che ricercano quell'amore,
            a volte l'ostile destino
            si dimostra disponibile,
            regalando del tempo
            o un'altra opportunità,
            per risolvere latenti conflitti
            permettendo a loro
            di riscrivere da capo
            quel primo capitolo
            della loro vita!

            Allora sì che un padre ed un figlio
            riusciranno a scrivere insieme
            una vera storia
            basata sul reciproco perdono,
            senza condizioni o esclusioni
            a quei bisogni altruisti del noi
            a scapito dalle rivendicazioni
            dei rispettivi ed egoisti io,
            e allora vivranno
            un nuovo futuro
            in cui un figlio adulto,
            rimasto ancora bambino,
            non dovrà più anelare
            un tenero sorriso
            dal suo amato papà!
            Composta domenica 7 luglio 2013
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              Scritta da: A. Cora
              in Poesie (Poesie personali)

              Di luna, più grande, il pallore

              Spegni
              di luce il bagliore
              che lo sguardo solo confonde
              Leva le briglia al vedere, apri agl'occhi
              quel mondo, che scorgi solo la notte
              nel suo incanto mostrare
              Tra quel'ampiezza di ciglia, lascia al cielo pupille
              che possan meglio osservare
              Là dove sosta tra onde, lieve il confine del mare
              e più non scorgi lampare
              In quel sapore profondo, che sa rubarti il pensare
              udrai la stelle vibrare
              Là troverai quel pallore, grande più grande
              ancora, di quel che sempre compare
              Nel suo vestito migliore
              Di una luna, più grande, che
              ti rallegra lo sguardo
              e di bianco, tinge
              il mare.
              Composta domenica 7 luglio 2013
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                Scritta da: A. Cora
                in Poesie (Poesie personali)

                Abbagli

                Credere
                in ciò che fai
                in fondo è facile

                Fare ciò in cui credi sai
                è più difficile
                Nella vita poi errare è un'attimo

                Quando poi t'accorgi che è solo fumo
                quello che hai creduto
                fosse vero

                Nulla ti resta dentro gl'occhi
                poco ti rimane dentro
                il cuore

                E offuscato appare, anche
                il più piccolo
                pensiero.
                Composta domenica 7 luglio 2013
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