Poesie personali


Scritta da: Barbara Brussa
in Poesie (Poesie personali)

Sogno veneziano

Da secoli dormi cullata dall'acqua
malinconico battito d'ali a rincorrere
sogni e amori nati sotto a una luna
sorniona e complice

città delle maschere
incredibilmente viva e autentica
profumi antichi che resistono al tempo
ritagli di storia su merletti di arte

misteriosa, ammaliante venezia
m'avvolgi l'anima e mentre cerco di dominarti
rapisci il mio cuore rendendomi schiava
dell'immenso, inenarrabile fascino tuo.
Composta mercoledì 8 maggio 2013
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    Scritta da: Barbara Brussa
    in Poesie (Poesie personali)

    Nulla possiedo

    Nulla possiedo,
    se non manciate di stelle
    da seminare sui sogni.

    La mano calma di chi ama
    e la furia selvaggia
    di chi inganno non tollera.

    E sconfinati, acuti silenzi
    a ferire il passo incosciente,
    che senza rispetto calpesta
    il suolo sacro di un'anima.

    Nulla possiedo, se non me stessa.
    Il mio essere così amabile...
    e così terribile.
    Composta lunedì 13 maggio 2013
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      Scritta da: Raffaele Caponetto
      in Poesie (Poesie personali)

      L'Italia in braghe di tela

      La domanda
      che hai posto
      è complessa
      e molto tosta
      intelligente
      e raffinata
      ti darò
      una risposta
      se ripeti
      tu con me
      Come mai
      che l'Italia
      settima
      nazione
      industrializzata
      del mondo
      si trova in braghe
      di tela?
      Caro mio
      non è un mistero
      è un periodo
      un po' nero
      è la casta
      che devasta.
      Composta venerdì 21 giugno 2013
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        Scritta da: Fragolosa67
        in Poesie (Poesie personali)

        La vecchia via

        Due campi di fronte e il fiume nel mezzo
        piccola strada molto sterrata:
        Un desiderio o sogno che par veritiero?

        Rispecchia il sole con i suoi raggi
        galleggia leggero un ramoscello
        vita sommersa nasconde un segreto.

        Ruota di carro scivola forte
        e nel fondale trova altra sorte.
        Gioco di pesci, casa di alghe ma mai più rotante.

        Il pezzo di legno sognava di andare
        per strade asfaltate
        ma casca e lì giace!

        Leonardo ti prego, è giusta la storia?
        Si rompe la pietra e cade la ruota?

        Si infrangono i sogni e dopo si scopre
        che avevi fortuna ancor prima di ora.

        Quanto una pietra sognava il terreno di fronte
        e nel rotolar sotto il carro si sporca e si rompe.

        Cade nell'acqua e non trova mai il prato
        resta nell'ombra e non conosce altra alcova.

        Leonardo carissimo è giusta stavolta?
        Povero sasso, rimpiange il suo campo!
        E povera ruota che sogna il suo carro!

        Leonardo da Vinci non essere triste!
        mi sembra corretta l'ho pure riletta.
        Va bene ho capito:
        Scrivo altro, non è affar mio!
        Composta giovedì 20 giugno 2013
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          Scritta da: Patrizia
          in Poesie (Poesie personali)

          Anima

          Mi sono sempre chiesta, che rumore fa l'anima?
          e se sono due insieme abbracciate,
          chissà che cosa sentono?
          l'anima, deve essere leggera,
          come una carezza data con il pensiero
          l'anima, sprigiona dei suoni
          che sentono solo i cuori
          pieni d'amore,
          l'anima è vista solo da occhi sinceri
          pieni di lacrime per aver sofferto
          e hanno visto solo giornate di pioggia.
          L'anima, ascoltala ha bisogno di tregua.
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            Scritta da: Gianluca Ambrosino
            in Poesie (Poesie personali)

            Il cielo di Riruta

            Aculei tetti
            pungono, l'acquitrinoso
            cielo di Riruta.
            Sparsa, l'aria fredda
            fa da sentinella
            ad un sole
            che tutto asciugherà.
            Forti
            gli alberi stanno,
            nella città senza case,
            nel lavoro senza tregua.

            Formiche, si muovono
            per le vie disseminate
            mentre, la polvere
            di rosso tinge
            il capo appesantito
            da borse, grosse tanto
            da contenere
            un sogno irriconoscibile.

            Cantano gli uccelli
            mentre, rombano gli aeroplani
            in quest'atmosfera di calma.
            Quella calma
            che però non percepisci
            e frenetico vedi
            l'incessante cammino.

            Piroettano i pensieri
            assaporanti questo giorno.

            A pieni polmoni
            respiro, una forte essenza,
            sapor che non è di vita
            ma sa di sopravvivenza.
            Composta domenica 30 giugno 2002
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              Scritta da: Gianluca Ambrosino
              in Poesie (Poesie personali)

              La lancia

              Sono una lancia
              e vibro nel vento,
              vibro
              nella tua mente
              mi attorciglio nel tuo ventre,
              sono avida di sangue.

              Sono una lancia
              inerme
              scagliata da altrui mano,
              sono io che ferisco,
              che al tuo addome ambisco,
              alla tua testa
              e a te solo schivarmi resta.

              Sono una lancia
              ma, un giorno ero
              un pezzo di legno
              ero albero
              ero ferro,
              ero l'emozione
              dell'artista che mi ha forgiato.

              Ora eccomi
              a riempire i tuoi ultimi respiri,
              eccomi
              abbracciata a te
              per sempre sarò il tuo nefasto ricordo.

              Per sempre saremo vittime di un destino!
              Composta domenica 31 marzo 2013
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                Scritta da: Gianluca Ambrosino
                in Poesie (Poesie personali)

                I vicoli di Korogocho

                Nella plastica,
                i piedi calcano
                strade scure.

                "Padre, dove andiamo?"
                "Si va alla messa,
                dove si ricorderà
                colei che visse,
                in un mondo senza nome".

                Tra topi
                e rigagnoli di bottino,
                la sera del vento
                accarezza i nasi.

                Gomma,
                fuoco fondente
                acre odore,
                calore!

                La porta ci invita
                sorridente, "Karibu"
                e noi, entriam nel mortal loco
                ove, un bambino, orfano
                fa festa prima della messa.

                La salma
                oggi tornerà
                all'originale casa,
                così vuole la sua tribù
                quindi, si festeggi
                ora sotto questo scuro blu.

                Luci soffuse,
                una voce in Kiswayli
                ed una scadente traduzione in inglese
                mentre, sotto la luna
                scorgo, gli occhi
                ora tristi
                di un ragazzo senza madre
                dal futuro
                che ha poche diottrie
                e non vede al di la
                del giorno passato!

                La lampada ad olio
                canta con noi
                le tristi odi.

                Mentre le luci
                mettono ombra sui nostri visi,
                pallida la Luna
                getta una lacrima.

                I fumi inondano
                i vicoli di Korogocho,
                in questa nebbia
                che attanaglia la gola,
                occhi
                di velluto tenero
                si induriscono
                in un rituale infinito!
                Composta venerdì 30 novembre 2001
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                  in Poesie (Poesie personali)

                  Buoni maestri cattivo allievo?

                  Chi mi ha insegnato a bere
                  mi ha lasciato solo sul più bello,
                  e col bicchiere vuoto,
                  quella puttana che mi ha iniziato
                  è scesa dal letto a tempo scaduto,
                  ma scaduto solo per lei.
                  Mi sono trovato in strada,
                  con in bicchiere vuoto
                  ed i vestiti in mano.
                  Chi mi ha regalato le illusioni
                  non mi ha mai lasciato solo,
                  mi ha sempre tenuto per mano,
                  fino a quando servivo.
                  Poi mi ha scaricato in strada
                  senza bicchiere
                  senza vestito,
                  senza dignità,
                  senza futuro,
                  solo
                  con l'unica cosa
                  che non avrei voluto avere,
                  un passato di merda.
                  Composta giovedì 20 giugno 2013
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                    Scritta da: logos probus
                    in Poesie (Poesie personali)

                    La sintesi

                    La sintesi è un'apparizione scema di preamboli:
                    con nulla di di più e senza appariscenza,
                    scandisce i secondi. In una visuale
                    di figure geometriche e toni di vocali vitali.

                    Ascendendo i raggi del nulla
                    misura i principi propri della "mente pura".

                    Discende i punti che coincidono e racchiude nel tutto
                    ogni pensiero.
                    Composta mercoledì 19 giugno 2013
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