Poesie personali


Scritta da: Gianluca Ambrosino
in Poesie (Poesie personali)

A mezzogiorno

Sulla riva di un mare,
che vide bagnarsi
il mio corpo bambino,
mentre il profumo
acre, di pini e di primaverili fiori
ormai in odor d'estate,
fa sbocciare una lacrima
agli angoli dei miei occhi,
con le mani tento
di trattenere un po' di quel mare
per riversarmi
nella saggezza dei ricordi.

Ma d'un tratto,
dal suo specchio scorgo
il volto di mia figlia
e la fertile pancia
di mia moglie!
Composta martedì 18 giugno 2013
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    Scritta da: A. Cora
    in Poesie (Poesie personali)

    Entrai in te

    Entrai
    in te, come luce
    s'insinua nel'ombra
    Come acqua bollente, nel fuoco
    Come un vento prima leggero
    che poi si fa impetuoso
    Come entra in memoria, un pensiero
    che avvolge un piacere già atteso
    Come l'ali infrangono il cielo, nei colori
    dispersi d'aurore
    Come l'ape entra nel fiore, con le ali
    vibrate nel volo
    Mentre tu, i tuoi petali aprivi
    Come si apre la porta
    socchiusa
    Quando s'aspetta
    l'amore.
    Composta mercoledì 18 settembre 2002
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      Scritta da: Sir Jo Black
      in Poesie (Poesie personali)

      "Malat'amore"

      Questa malattia corrode,
      malat'amore va via da me
      dona libertà o torna luna,
      colora questa notte ove affondo:
      buio di morte tinge il silenzio
      ove più non doni mani e carezze.
      Speranza non lascio,
      torni dolore:
      In ogni mano non c'è calore,
      in ogni alito è vento,
      in ogni voce silenzio,
      in altri occhi vuoto.
      Prego te malat'amore:
      dai o lascia respiro!
      Composta lunedì 17 giugno 2013
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        in Poesie (Poesie personali)

        Vengo spesso a trovarti

        Attraverso il tuo corpo
        ma non lascio tracce,
        lo attraverso quando lui ti stringe,
        quando sei triste e piangi.
        Quando ti siedi e leggi
        resto accucciato sulle tue ginocchia,
        tanto non ho peso.
        Ti tengo stretta
        anche se non mi senti,
        sono niente.
        Ti sto sul collo col mio fiato
        che non esiste,
        è filo d'aria dalla finestra.
        Capita che per rabbia
        graffi la tua pelle
        ma non lascio segni.
        Sento i tuoi sfoghi quando parli sola,
        quando ti spogli godo del tuo corpo
        e se lo fai per lui
        godo dell'esser stato il primo.
        Sfioro l'anello che ti misi al dito,
        quando lo togli per far l'amore
        e mi domando se è davvero amore
        o solamente senso del dovere
        verso il tuo corpo da appagare.
        Forse potrei chiederlo al tuo cuore,
        e lo farò in un momento migliore,
        quando si sarà davvero
        messo in pace
        come diceva la tua voce
        forte,
        quando sbattei in faccia a te
        e a me
        tutte le cose
        e tutte le porte
        e me ne andai,
        non come pensavi tu
        a viver meglio chissà dove,
        ma ad affrontare l'ultima delle prove
        quella più dura
        quella che si perde sempre,
        quella che trasforma la vita fino a ieri in un passato
        senza presente
        senza più futuro
        tre metri sotto terra o dentro un muro.
        Composta lunedì 17 giugno 2013
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          in Poesie (Poesie personali)

          Da troppi a uno

          il mio nome non importa,
          ciò che provo,
          ciò che vorrei.
          È il mio voto che vi serve,
          il mio sì senza riserve.
          Non importa il mio sentire
          non importa il mio capire,
          è importante l'ubbidire.
          Finché anche uno soltanto
          per errore o convinzione,
          per qualcuno o contro un'altro
          per compenso o promozione
          firmerà con una croce
          messa un poco di traverso
          il consenso ad affidare
          il suo tempo
          la sua vita,
          il presente ed il futuro
          a chi spesso ha come dote
          non saggezza e competenza
          ma soltanto il gran parlare,
          l'ambizione e l'arroganza
          torneremo sempre indietro,
          scenderemo sempre in basso,
          fino a quando una mattina
          parlerà una sola voce,
          non per dirci chi votare
          ma per dire di ubbidire.
          Fra chi è intento a governare
          e chi è sempre a criticare
          spunterà quell'uomo solo
          messo lì per comandare.
          Composta lunedì 17 giugno 2013
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            Scritta da: Rita
            in Poesie (Poesie personali)

            Compagni di scuola

            Il destino ci fece incontrare
            proprio qui
            in questa piccola scuola di provincia
            per essere compagni di scuola,
            per dividere insieme
            un pezzo di vita
            che troppo in fretta passò.
            Vorrei ancora ritrrovarti
            amico della mia infanzia,
            per dirti le parole
            che non ti ho mai detto,
            per mostrarti l'affetto
            che mi portava da te
            in quei lunghi ed uguali giorni di scuola
            ma che mi è sfuggito
            tra le dita,
            che la vita
            nella sua inarrestabile corsa
            ha portato via
            ed ora ritrovo qui,
            dinanzi alla scuola
            che ci vide legati
            da una tenera amicizia,
            oggi divisi da diversi cammini
            ma per sempre uniti
            dal calore dei ricordi
            che sempre vivranno
            nei nostri cuori.
            Composta mercoledì 20 giugno 2012
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              Scritta da: Maria Rita Canto
              in Poesie (Poesie personali)
              Benvenuti su facebook
              nel mondo delle illusioni,
              dove si parla di amicizia
              ma in pochi ne conoscono
              il vero valore,
              dove è sparita l'onestà
              e per far crescere la pagine
              si venderebbe anche l'anima al diavolo
              benvenuti alle pagine che
              si spacciano amiche
              e per farsi strada
              rubano idee
              e gli scritti degli altri
              benvenuti in un mondo virtuale
              dove i "mi piace"
              hanno più valore
              di un abbraccio
              e delle persone stesse
              che bello questo mondo
              cois'irreale dove ognuno
              pensa per se
              e non smette di far male,
              dove si usa il corpo delle donne
              come un oggetto,
              da mettere in mostra,
              per far crescere le pagine,
              dove si specula
              con la salute dei bambini,
              mettendo in mostra
              la sofferenza
              la gente si impietosisce
              e ignara condivide
              senza nemmeno pensare
              alle lacrime di questi bambini
              e dei loro genitori
              w il mondo
              dell ignoranza,
              vuoto,
              senza valori
              e nessun sapore
              è questo il mondo delle.
              Composta lunedì 17 giugno 2013
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                Scritta da: Umberto Romagnolo
                in Poesie (Poesie personali)

                Stelle d'oggi

                Le stelle son tutte qui
                giù in terra.
                V'è qualche sopravvissuto
                lassù in cielo.
                Le stelle non brillano più
                di luce propria.
                Non per volere di Dio.
                Le stelle brillano
                per volontà dell'uomo.
                Le stelle non son più
                d'un unico colore.
                Sarebbe razzista.
                Le stelle brillano
                di vari colori.
                Le stelle illuminano
                non più il cielo.
                Tanto studiato
                da astrologi e scienziati.
                Tanto ammirato
                da pensatori e innamorati.
                Le stelle illuminano
                le strade, le piazze
                e le case dell'uomo
                sempre più cieco.
                Sempre più perso
                in questo lurido
                tetro mondo.
                Composta domenica 16 giugno 2013
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