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Poesie personali migliori


Scritta da: Elisa M.
in Poesie (Poesie personali)
Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni...
Però ciò che è importante non cambiare; la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea d'arrivo c'è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'è un'altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva. Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite... insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c'è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!
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    Scritta da: Laisa
    in Poesie (Poesie personali)

    Canzone Delle Domande Consuete

    Ancora qui a domandarsi e a far finta di niente
    come se il tempo per noi non costasse l'uguale,
    come se il tempo passato ed il tempo presente
    non avessero stessa amarezza di sale.

    Tu non sai le domande, ma non risponderei
    per non strascinare le parole in linguaggio d'azzardo;
    eri bella, lo so, e che bella che sei;
    dicon tanto un silenzio e uno sguardo.

    Se ci sono non so cosa sono e se vuoi
    quel che sono o sarei, quel che sarò domani...
    non parlare non dire più niente se puoi,
    lascia farlo ai tuoi occhi alle mani.

    Non andare... vai. Non restare... stai.
    Non parlare... parlami di te.

    Tu lo sai, io lo so, quanto vanno disperse,
    trascinate dai giorni come piena di fiume
    tante cose sembrate e credute diverse
    come un prato coperto a bitume.

    Rimanere così, annaspare nel niente,
    custodire i ricordi, carezzare le età;
    è uno stallo o un rifiuto crudele e incosciente
    del diritto alla felicità?

    Se ci sei, cosa sei? Cosa pensi e perché?
    Non lo so, non lo sai; siamo qui o lontani?
    Esser tutto, un momento, ma dentro di te.
    Aver tutto, ma non il domani.

    Non andare... vai. Non restare... stai.
    Non parlare... parlami di te.

    E siamo qui, spogli, in questa stagione che unisce
    tutto ciò che sta fermo, tutto ciò che si muove;
    non so dire se nasce un periodo o finisce,
    se dal cielo ora piove o non piove,

    pronto a dire "buongiorno", a rispondere "bene"
    a sorridere a "salve", dire anch'io "come va?"
    Non c'è vento stasera. Siamo o non siamo assieme?
    Fuori c'è ancora una città?

    Se c'è ancora balliamoci dentro stasera,
    con gli amici cantiamo una nuova canzone...
    ... tanti anni, e sono qui ad aspettar primavera
    tanti anni, ed ancora in pallone

    Non andare... vai. Non restare... stai.
    Non parlare... parlami di te.
    Non andare... vai. Non restare... stai.
    Non parlare... parlami di noi.
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      Scritta da: manu1976
      in Poesie (Poesie personali)

      Pensiero

      Pensiero che non intralci il mio cammino.
      Non abbandonarmi in questa mia solitudine.
      Braccami e accogli la mia silenziosità.
      Non lasciarmi andar via.
      Entra silente in punta di piedi.
      Segui zitto senza far rumore.
      Ascolta il mio tormento che non si da pace.
      Lascio correre quel pensiero.
      E mentre trattengo il fiato.
      Il battito del mio cuore si attenua.
      Acquistando un'andatura armoniosa.
      Di un pensiero che gelosamente custodisco.
      Composta martedì 6 dicembre 2011
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        Scritta da: manu1976
        in Poesie (Poesie personali)

        Nutrirsi

        Io mi nutro di commozioni,
        di piaceri.
        E lacrime,...
        di affetto e di trasporto.
        Io mi nutro.
        di incontri vecchi e nuovi.
        Di parole dette,...
        silenti e ascoltate.
        Nutrendomi di sola calma.
        di conoscenze sempre nuove;
        di miraggi forse irrealizzabili.
        Ma vivo serenamente.
        Composta martedì 21 giugno 2011
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          Scritta da: manu1976
          in Poesie (Poesie personali)

          Nostalgica

          Il pensiero mi attanaglia.
          Rivivendo le emozioni.
          Di un giorno non dimenticato.
          Rimasto impresso nel mio cuore.
          Come una cicatrice.
          Tu nostalgica unica amica.
          Mi accompagni nei momenti più bui della mia vita.
          Tu che mi sei vicina.
          TU che mi dai emozione sfiorandomi.
          Come un'improvvisa carezza fredda.
          Quando sono sola con te.
          T'impossessi del mio intelletto.
          Mi ricordi che le piccole cose.
          Sono la vita e l'amore.
          Tu che nonostante tutto mi fai sorridere tra le lacrime.
          Ricordandomi che la vita è alquanto preziosa.
          Composta giovedì 29 settembre 2011
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            Scritta da: manu1976
            in Poesie (Poesie personali)

            Tu... Unicamente

            Tu che sei il mio primo pensiero.
            La mattina quando mi sveglio
            Tu che irraggi la mia vita
            E le mie giornate.
            Tu che fai brillare l'universo.
            In una giornata cupa.
            Piena di nuvoloni.
            Portandomi il sole dentro all'anima.
            Tu che mi concedi momenti pieni d'ilarità.
            Semplicemente guardandoti.
            Tu... Unicamente.
            Tu.
            Sei il mio barlume di vitalità.
            Composta martedì 6 dicembre 2011
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              Scritta da: Marco Ponzalino
              in Poesie (Poesie personali)

              Pensiero

              Sono qua rinchiuso
              Di pensieri affranto

              Senza coscienza alcuna
              Di potere il vanto

              Volgo i miei sguardi vuoti
              Occhi senza sguardo

              Voglio sentire ora
              Voci, sussurri, suoni

              Chiedo a me stesso vivo
              Dove guardare ancora

              Chiudo i miei occhi alfine
              Respiro in affanno

              Mi calmo, sento, ascolto
              Dentro di me un canto

              Ti ho trovata infine
              Musa del mio creare

              Cuore che pensa lieve
              Un pensiero, un incanto.
              Composta domenica 27 maggio 2012
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                Scritta da: Silvana Stremiz
                in Poesie (Poesie personali)

                Per non dimenticare...

                E tutti
                ci ricorderemo dove eravamo in quel
                momento. Seduti in macchina a
                cercar parcheggio, con la testa
                tra i surgelati a cercar la
                paella, davanti al computer a
                cercare la frase giusta. Poi uno
                squillo di telefonino, e
                l'amico, il parente, il collega
                che ti staccano una storia
                inverosimile di aerei e
                grattacieli, ma và via, dai,
                lasciami perdere che oggi è già
                una giornata difficile, ma lui
                non ride e dice: ti giuro che è
                vero. Ricorderemo l'istante
                passato a cercare in quella voce
                una qualunque sfumatura di
                ironia, senza trovarla. Ti giuro
                che è vero. E non dimenticheremo
                la prima persona a cui abbiamo
                telefonato, subito dopo, e
                nemmeno quel pensiero -
                immediato, sciocco ma
                incredibilmente reale - "Dov'è
                mio figlio? ", i miei figli, la
                mamma, la fidanzata, domanda
                inutile, perfino comica, lo
                capisci subito dopo, ma intanto
                è scattata - la Storia siamo
                noi, è solo un verso di una
                canzone di De Gregori, ma adesso
                ho capito cosa voleva dire -
                risvegliarsi con la Storia
                addosso. Che vertigine.
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                  Scritta da: Elisa M.
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Lamento per la morte di Pasolini

                  Persi le forze mie persi l'ingegno
                  Che la morte m'è venuta a visitare
                  E leva le gambe tue da questo regno!
                  Persi le forze mie persi l'ingegno

                  Le undici le volte che l'ho visto
                  Gli vidi in faccia la mia gioventù
                  Oh Cristo me l'hai fatto un bel disgusto
                  Le undici volte che l'ho visto

                  Le undici e un quarto io mi sento ferito
                  Davanti agli occhi ho le mani spezzate
                  E la lingua mi diceva "è andata è andata"
                  Le undici e un quarto mi sento ferito

                  Le undici e mezza mi sento morire
                  La lingua mi cercava le parole
                  E tutto mi diceva che non giova
                  Le undici e mezza mi sento morire

                  Mezzanotte m'ho da confessare
                  Cerco il perdono da la madre mia
                  E questo è un dovere che ho da fare
                  Io a mezzanotte m'ho da confessare

                  Ma quella notte volevo parlare
                  La pioggia il fango e l'auto per scappare
                  Solo a morire lì vicino al mare
                  Ma quella notte volevo parlare

                  E non può non può
                  Può più parlare può più parlare
                  Non può non può
                  Può più parlare può più parlare

                  Persi le forze mie persi l'ingegno
                  Che la morte m'è venuta a visitare
                  E leva le gambe tue da questo regno!
                  Persi le forze mie persi l'ingegno.
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                    Scritta da: ariavita
                    in Poesie (Poesie personali)

                    Esistenza

                    Ritrovarmi in questo ovale
                    con un legame vitale
                    in solitudine a volteggiare
                    con l 'infinito aspettare
                    di qualcosa.
                    Sognare
                    di poter camminare
                    in un nuoto perpetuo
                    di pensieri
                    intravedendo una luce bianca.
                    La fine di tutto.
                    Uno schiocco
                    Un pianto.
                    La nascita della vita in bracccio a giganti biancheggianti.
                    Crescendo vidi cose senza senso
                    cosciente del perduto collettivo senno.
                    Vidi uomini con biancheggianti vestiti
                    baciare e non procreare
                    di fronte a un freddo altare
                    in nome di una croce
                    e un continuo narrare.
                    Esseri travestiti
                    professare falsi miti
                    e scuole dove si imparava a vivere
                    lasciando l'intelligenza reprimere.
                    Sicuri di un tranquillo lavoro
                    si sedevano su un falso trono
                    lasciando che un finto quadrato
                    rubassero loro gli anni d'oro.
                    Ed ora piano piano mi invecchio
                    sperando ancora in un qualche cambiamento.
                    Disteso in un biancheggiante letto
                    rimango cosciente che della vita
                    e delle esperienze connesse ad essa
                    non mi interessa piu niente.
                    Tutto improvvisamente si illumina di bianco
                    e mi appresto al grande salto.
                    Ma con me non posso portare nient'altro
                    che un tatuaggio
                    situato dentro al cuore
                    con impresso dentro il nome
                    di quella persona che in questa vita
                    mi diede tanto amore.
                    Composta sabato 23 luglio 2011
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