Poesie d'Autore


in Poesie (Poesie d'Autore)
Il dono tuo, il quaderno, è dentro la mia mente
scritto tutto in memoria imperitura,
che assai più durerà di quelle vuote pagine,
oltre ogni termine, fino all'eternità.
O almeno fino a che la mente e il cuore
avranno da natura la facoltà di esistere,
finché al labile oblio non daran la lor parte
di te, il tuo ricordo non potrà cancellarsi;
quei miseri appunti non potrebbero tanto contenere
né mi occorre un registro per segnare il tuo amore;
per questo ho osato dar via il tuo quaderno,
fidando invece in quello che meglio ti riceve.
Il tenere un qualcosa che serva a ricordarti
equivarrebbe a ammettere ch'io so dimenticarti.
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    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Ricordo di Mary A.

    Un giorno di settembre, il mese azzurro,
    tranquillo sotto un giovane susino
    io tenni l'amor mio pallido e quieto
    tra le mie braccia come un dolce sogno.
    E su di noi nel bel cielo d'estate
    c'era una nube ch'io mirai a lungo:
    bianchissima nell'alto si perdeva
    e quando riguardai era sparita.

    E da quel giorno molte molte lune
    trascorsero nuotando per il cielo.
    Forse i susini ormai sono abbattuti:
    Tu chiedi che ne è di quell'amore?
    Questo ti dico: più non lo ricordo.
    E pure certo, so cosa intendi.
    Pure il suo volto più non lo rammento,
    questo rammento: l'ho baciato un giorno.

    Ed anche il bacio avrei dimenticato
    senza la nube apparsa su nel cielo.
    Questa ricordo e non potrò scordare:
    era molto bianca e veniva giù dall'alto.
    Forse i susini fioriscono ancora
    e quella donna ha forse sette figli,
    ma quella nuvola fiorì solo un istante
    e quando riguardai sparì nel vento.
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      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Perchè ti amo

      Perché ti amo, di notte son venuto da te così impetuoso e titubante e tu non mi potrai più dimenticare l'anima tua son venuto a rubare.
      Ora lei è mia - del tutto mi appartiene nel male e nel bene, dal mio impetuoso e ardito amare nessun angelo ti potrà salvare.
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        Scritta da: asterisco
        in Poesie (Poesie d'Autore)
        Le cose che ho imparato nella vita.
        Dite: è faticoso frequentare bambini.
        Avete ragione.

        Poi aggiungete: bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, inclinarsi, curvarsi, farsi piccoli.
        Ora avete torto.

        Non è questo che più stanca.
        É piuttosto il fatto di essere obbligati ad innalzarsi
        fino all'altezza dei loro sentimenti.
        Tirarsi, allungarsi, alzarsi sulla punta dei piedi.
        Per non ferirli.
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          in Poesie (Poesie d'Autore)
          S'ì fosse foco, arderei 'l mondo;
          s'ì fosse vento, lo tempesterei;
          s'ì fosse acqua, ì l'annegherei;
          s'ì fosse Dio, mandereil'en profondo

          s'ì fosse papa, sarè allor giocondo,
          che tutti i cristiani imbrigherei;
          s'ì fosse 'mperator, sa che farei?
          a tutti mozzerei lo capo a tondo

          s'ì fosse morte, andarei da mio padre;
          s'ì fosse vita, fuggirei da lui:
          similmente faria da mì madre

          s'ì fosse Cecco, come sono e fui,
          torrei le donne giovani e leggiadre,
          e vecchie e laide lassarei altrui.
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            Scritta da: Michele Pernozzoli
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            Serendipità

            L’immagine autentica
            di tanta potenza
            l’artista entusiasta
            ritrae pura e casta.

            Il dolce suono del diminutivo
            breve o ritmato come il respiro,
            che lo sussurra col cuore,
            insinua: non basta una vita
            a vantar Gerardina.

            La Gerardina regna nei boschi,
            in luoghi ameni freschi ed ombrosi:
            erba perenne, medicinale
            crea fluorescenze candide e rosee,
            con discrezione infonde salute.

            Così ci insegna l’agronomo colto;
            anche la fisica ne esalta il nome:
            Dina, grazioso diminutivo,
            è l’unità che misura la forza,
            forza che imprime l’accelerazione.

            Se col pennello dipingo la bocca,
            ecco che appare un vezzeggiativo,
            sboccia il sorriso di Dina Bocchino:
            magico filtro di nuova allegria,
            che ancora un sogno dona alla mente,
            dolcezza onirica sempre presente.

            Roma 1999 dedicata a
            Dina Bocchino Lo Conte
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