Poesie d'Autore


Scritta da: Giangenta
in Poesie (Poesie d'Autore)
Inquietante
l'ambizione umana.
Commovente
la puerilità dei saggi.
Infamante
la costrizione alla religione.
Non solo hanno censito
la casistica dei peccati
il militarismo della fede
le norme della perfezione
ma sfinimento intellettuale
hanno preteso fornirci
anche la gradazione
delle formule divine.
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    Scritta da: Mario Biasiotti
    in Poesie (Poesie d'Autore)
    Ti amo con l'ingenuità di un bambino, ti amo con la forza di un uomo, ti amo per la volontà del mio destino, ti amo così. Più ti guardo, più ti parlo e più mi piaci. Sei la forza la ragione del mio domani sono certo dolce amor che con gioia mi darai le carezze che non ho avuto mai. Più ti guardo, più ti parlo e più mi piaci. Mi confondo e mi perdo nei tuoi baci ma se un dì sulla terra ti perderò io lo so fra le stelle, fra le stelle t'incontrerò.
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      Scritta da: Thanaty
      in Poesie (Poesie d'Autore)
      Or poserai per sempre,
      stanco mio cor. Perì l'inganno estremo,
      Ch'eterno io mi credei. Perì. Ben sento,
      in noi di cari inganni,
      non che la speme, il desiderio è spento.
      Posa per sempre. Assai
      palpitasti. Non val cosa nessuna
      i moti tuoi, né di sospiri è degna
      la terra. Amaro e noia
      la vita, altro mai nulla; e fango è il mondo.
      T'acqueta omai. Dispera
      l'ultima volta. Al gener nostro il fato
      non donò che il morire. Omai disprezza
      te, la natura, il brutto
      poter che, ascoso, a comun danno impera,
      E l'infinita vanità del tutto.
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        Scritta da: Valeria S
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Il mio funerale

        Il mio funerale partirà dal nostro cortile?
        Come mi farete scendere giù dal terzo piano?
        La bara nell'ascensore non c'entra
        e la scala è tanto stretta.

        Il cortile sarà, forse, pieno di sole, di piccioni
        forse nevicherà, i bambini giocheranno strillando
        forse sull'asfalto bagnato cadrà la pioggia
        e al solito ci saranno i bidoni per l'immondezza.

        Se mi tiran su nel furgone col viso scoperto, come usa qui,
        forse mi cadrà in fronte qualcosa di un piccione, porta fortuna,
        che ci sia o no la fanfara, i bambini accorreranno
        i bambini sono sempre curiosi dei morti.

        La finestra della nostra cucina mi seguirà con lo sguardo
        il nostro balcone mi accompagnerà col bucato steso.
        Sono stato felice in questo cortile, pienamente felice.
        Vicini miei del cortile, vi auguro lunga vita, a tutti.
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          Scritta da: Valeria S
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Anima mia

          Anima mia
          chiudi gli occhi
          piano piano
          e come s'affonda nell'acqua
          immergiti nel sonno
          nuda e vestita di bianco
          il più bello dei sogni
          ti accoglierà.
          Anima mia
          chiudi gli occhi
          piano piano
          abbandonati come nell'arco delle mie braccia
          nel tuo sonno non dimenticarmi
          chiudi gli occhi pian piano
          i tuoi occhi marroni
          dove brucia una fiamma verde
          anima mia.
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            Scritta da: asterisco
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Invece il cento c’è

            Il bambino
            è fatto di cento.

            Il bambino ha
            cento lingue
            cento mani
            cento pensieri
            cento modi di pensare
            di giocare e di parlare

            cento sempre cento
            modi di ascoltare
            di stupire di amare
            cento allegrie
            per cantare e capire

            cento mondi
            da scoprire
            cento mondi
            da inventare
            cento mondi
            da sognare.

            Il bambino ha
            cento lingue
            (e poi cento cento cento)
            ma gliene rubano novantanove.

            Gli dicono:
            di pensare senza mani
            di fare senza testa
            di ascoltare e di non parlare
            di capire senza allegrie
            di amare e di stupirsi
            solo a Pasqua e a Natale.

            Gli dicono:
            di scoprire il mondo che già c’è
            e di cento
            gliene rubano novantanove.

            Gli dicono:
            che il gioco e il lavoro
            la realtà e la fantasia
            la scienza e l’immaginazione
            il cielo e la terra
            la ragione e il sogno
            sono cose
            che non stanno insieme.

            Gli dicono insomma
            che il cento non c’è.
            Il bambino dice:
            invece il cento c’è.
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              Scritta da: Valeria S
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              A mia madre

              Poiché io ben sento che negli alti cieli
              gli angeli, bisbigliando l'uno all'altro,
              parola non trovano, fra i loro ardenti accenti,
              che sia più devota di quella di "madre"
              io già da tempo a te ho dato quel caro nome -
              a te che più che madre mi sei e che mi ricolmi
              il cuore, dove Morte t'installò, lo spirito
              liberando, al contempo, della mia Virginia.
              La mia propria madre, che così presto mi lasciò,
              non fu che di me solo madre; ma tu sei madre
              di colei che io così caramente ho amato:
              sicché a me più cara tu sei dell'altra
              per quell'infinita via per cui la mia sposa
              fu alla mia anima più cara che la vita stessa.
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                Scritta da: Valeria S
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                Un sogno dentro un sogno

                Questo mio bacio accogli sulla fronte!
                E, da te ora separandomi,
                lascia che io ti dica
                che non sbagli se pensi
                che furono un sogno i miei giorni;
                e, tuttavia, se la speranza volò via
                in una notte o in un giorno,
                in una visione o in nient'altro,
                è forse per questo meno svanita?
                Tutto quello che vediamo, quel che sembriamo
                non è che un sogno dentro un sogno.

                Sto nel fragore
                di un lido tormentato dalla risacca,
                stringo in una mano
                granelli di sabbia dorata.
                Soltanto pochi! E pur come scivolano via,
                per le mie dita, e ricadono sul mare!
                Ed io piango - io piango!
                O Dio! Non potrò trattenerli con una stretta più salda?
                O Dio! Mai potrò salvarne
                almeno uno, dall'onda spietata?
                Tutto quel che vediamo, quel che sembriamo
                non è che un sogno dentro un sogno?
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                  Scritta da: Valeria S
                  in Poesie (Poesie d'Autore)

                  Un sogno

                  In visioni di notturna tenebra
                  spesso ho sognato svanite gioie -
                  mentre un sogno, da sveglio, di vita e di luce
                  m'ha lasciato col cuore implacato.

                  Ah, che cosa non è sogno in chiaro giorno
                  per colui il cui sguardo si posa
                  su quanto a lui è d'intorno con un raggio
                  che, a ritroso, si volge al tempo che non è più?

                  Quel sogno beato - quel sogno beato,
                  mentre il mondo intero m'era avverso,
                  m'ha rallegrato come un raggio cortese
                  che sa guidare un animo scontroso.

                  E benché quella luce in tempestose notti
                  così tremolasse di lontano -
                  che mai può aversi di più splendente e puro
                  nella diurna stella del Vero?
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                    Scritta da: Valeria S
                    in Poesie (Poesie d'Autore)

                    Sì, al di là della gente

                    Sì, al di là della gente
                    ti cerco.
                    Non nel tuo nome, se lo dicono,
                    non nella tua immagine, se la dipingono.
                    Al di là, più in là, più oltre.

                    Al di là di te ti cerco
                    Non nel tuo specchio e nella tua scrittura,
                    nella tua anima nemmeno.
                    Di là, più oltre.

                    Al di là, ancora, più oltre
                    di me ti cerco. Non sei
                    ciò che io sento di te.
                    Non sei
                    ciò che mi sta palpitando
                    con sangue mio nelle vene,
                    e non è me.
                    Al di là, più oltre ti cerco.

                    E per trovarti, cessare
                    di vivere in te, e in me,
                    e negli altri.
                    Vivere ormai di là da tutto,
                    sull'altra sponda di tutto
                    - per trovarti -
                    come fosse morire.
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