Poesie d'Autore


Scritta da: Mauro Barazzuol
in Poesie (Poesie d'Autore)

Così piccole mani

Il tuo più tenue sguardo
facilmente mi aprirà
benché abbia chiuso me stessa
come dita
sempre mi apri petalo per petalo
come la primavera fa
toccando accortamente
misteriosamente la sua
prima rosa
e io non so quello che c’è
in te che chiude e apre
solo qualcosa in me
comprende che è più
profonda la luce dei tuoi
occhi di tutte le rose.
Nessuno… neanche
la pioggia ha…
Così piccole mani.
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    Scritta da: asterisco
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    É bello, amore, sentirti vicino a me

    É bello, amore, sentirti vicino a me nella notte,
    invisibile nel tuo sogno, seriamente notturna,
    mentr'io districo le mie preoccupazioni
    come fossero reti confuse.

    Assente il tuo cuore naviga pei sogni,
    ma il tuo corpo così abbandonato respira
    cercandomi senza vedermi, completando il mio sonno
    come una pianta che si duplica nell'ombra.

    Eretta, sarai un'altra che vivrà domani,
    ma delle frontiere perdute nella notte,
    di quest'essere e non essere in cui ci troviamo

    qualcosa resta che ci avvicina nella luce della vita
    come se il sigillo dell'ombra indicasse
    col fuoco le sue segrete creature.
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      Scritta da: asterisco
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Ho fame della tua bocca

      Ho fame della tua bocca, della tua voce, del tuoi capelli
      e vado per le strade senza nutrirmi, silenzioso,
      non mi sostiene il pane, l'alba mi sconvolge,
      cerco il suono liquido dei tuoi piedi nel giorno.

      Sono affamato del tuo riso che scorre,
      delle tue mani color di furioso granaio,
      ho fame della pallida pietra delle tue unghie,
      voglio mangiare la tua pelle come mandorla intatta.

      Voglio mangiare il fulmine bruciato nella tua bellezza,
      il naso sovrano dell'aitante volto,
      voglio mangiare l'ombra fugace delle tue ciglia

      e affamato vado e vengo annusando il crepuscolo,
      cercandoti, cercando il tuo cuore caldo
      come un puma nella solitudine di Quitratúe.
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        Scritta da: Valeria S
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Dammi mille baci

        Godiamoci la vita, o Lesbia mia, e i piaceri d'amore;
        a tutti i rimproveri dei vecchi, moralisti anche troppo,
        non diamo il valore di una lira.
        Il sole sì che tramonta e risorge;
        noi, quando è tramontata la luce breve della vita,
        dobbiamo dormire una sola interminabile notte.
        Dammi mille baci e poi cento,
        poi altri mille e poi altri cento,
        e poi ininterrottamente ancora altri mille e altri cento ancora.
        Infine, quando ne avremo sommate le molte migliaia,
        altereremo i conti o per non tirare il bilancio
        o perché qualche maligno non ci possa lanciare il malocchio,
        quando sappia l'ammontare dei baci.
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          Scritta da: asterisco
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Due amanti felici

          Due amanti felici fanno un solo pane,
          una sola goccia di luna nell'erba,
          lascian camminando due ombre che s'unisco,
          lasciano un solo sole vuoto in un letto.

          Di tutte le verità scelsero il giorno:
          non s'uccisero con fili, ma con un aroma
          e non spezzarono la pace né le parole.
          È la felicità una torre trasparente.

          L'aria, il vino vanno coi due amanti,
          gli regala la notte i suoi petali felici,
          hanno diritto a tutti i garofani.

          Due amanti felici non hanno fine né morte,
          nascono e muoiono più volte vivendo,
          hanno l'eternità della natura.
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            Scritta da: Marianna Mansueto
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Non vivere su questa terra come un inquilino

            Ragazzo mio,
            io non ho paura di morire.
            Tuttavia, ogni tanto
            mentre lavoro
            nella solitudine della notte,
            ho un sussulto nel cuore,
            saziarsi della vita vita, figlio mio,
            è impossibile.
            Non vivere su questa terra come un inquilino,
            o come un villeggiante stagionale.
            Ricorda:
            in questo mondo devi vivere saldo,
            vivere
            come nella casa paterna.
            Credi al grano,
            alla terra,
            al mare
            ma prima di tutto
            all'uomo.
            Ama la nuvola,
            il libro
            la macchina,
            ma prima di tutto
            l'uomo.
            Senti infondo al tuo cuore
            il dolore del ramo che secca,
            della stella che si spegne,
            della bestia ferita,
            ma prima di tutto
            il dolore dell'uomo.
            Godi di tutti i beni terrestri,
            del sole,
            della pioggia
            e della neve,
            dell'inverno e dell'estate,
            del buio e della luce,
            ma prima di tutto
            godi dell'uomo.
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              Scritta da: Marianna Mansueto
              in Poesie (Poesie d'Autore)
              La tua virtù è la mia sicurezza.
              E allora non è notte se ti guardo in volto,
              e perciò non mi par di andar nel buio,
              e nel bosco non manco compagnia.
              Perché per me tu sei l'intero mondo.
              E come posso dire di esser sola se tutto il mondo è qui che mi contempla?
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                Scritta da: Mauro Barazzuol
                in Poesie (Poesie d'Autore)
                I ragazzi che si amano si baciano in piedi
                contro le porte della notte
                e i passanti che passano li segnano a dito
                ma i ragazzi che si amano
                non ci sono per nessuno
                ed è la loro ombra soltanto
                che trema nella notte
                stimolando la rabbia dei passanti
                la loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
                I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
                essi sono altrove molto più lontano della notte
                molto più in alto del giorno
                nell'abbagliante splendore del loro primo amore.
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                  Scritta da: Federico
                  in Poesie (Poesie d'Autore)

                  Epilogo

                  E proprio qui, ai piedi di questa stupenda policromia sistina,
                  si riuniscono i cardinali -
                  una comunità responsabile per il lascito delle chiavi del Regno.
                  Giunge proprio qui.
                  E Michelangelo li avvolge, tuttora, della sua visione.
                  "In Lui viviamo, ci muoviamo ed esistiamo... "

                  Chi è Lui?
                  Ecco, la mano creatrice dell'Onnipotente Vecchio, diretta verso Adamo...
                  Al principio Dio ha creato...
                  Costui che vede tutto...

                  La policromia sistina allora propagherà la Parola del Signore:
                  Tu es Petrus - udì Simone, il figlio di Giona.
                  "A te consegnerò le chiavi del Regno".
                  La stirpe, a cui è stata affidata la tutela del lascito delle chiavi,
                  si riunisce qui, lasciandosi circondare dalla policromia sistina,
                  da questa visione che Michelangelo ci ha lasciato -
                  Era così nell'agosto e poi nell'ottobre, del memorabile anno dei due conclavi,
                  e così sarà ancora, quando se ne presenterà l'esigenza dopo la mia morte.
                  All'uopo, bisogna che a loro parli la visione di Michelangelo.
                  "Con-clave": una compartecipata premura del lascito delle chiavi, delle chiavi del Regno.
                  Ecco, si vedono tra il Principio e la Fine,
                  tra il Giorno della Creazione e il Giorno del Giudizio.
                  È dato all'uomo di morire una volta sola e poi il Giudizio!

                  Una finale trasparenza e luce.
                  La trasparenza degli eventi -
                  La trasparenza delle coscienze -
                  Bisogna che, in occasione del conclave, Michelangelo insegni al popolo -

                  Non dimenticate: Omnia nuda et aperta sunt ante oculos Eius.
                  Tu che penetri tutto - indica!
                  Lui additerà...
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