Morii per la Bellezza, e non appena mi ebbero accomodata nella tomba un uomo morto per la Verità venne deposto nella stanza attigua. Mi chiese piano perché fossi morta. "Per la Bellezza", gli risposti pronta, "Io per la Verità", soggiunse lui. "Sono una cosa sola, siam fratelli". Come parenti incontratisi una notte, conversammo da una stanza all'altra, finché il muschio ci raggiunse le labbra, ricoprendo per sempre i nostri nomi.
Mi incanta il mormorio di un'ape - qualcuno mi chiede perché - più facile è morire che rispondere. Il rosso sopra il colle annulla la mia volontà - se qualcuno sogghigna stia attento - perché Dio è qui - questo è tutto. La luce del mattino mi eleva di grado - se qualcuno mi chiede come - risponda l'artista che mi tratteggiò così.
Mio - per diritto della bianca elezione! Mio - per sigillo regale! Mio - per segno della bianca prigione che sbarre non possono celare! Mio - qui - nella visione e nel divieto! Mio - per l'abrograzione della tomba Sottoscritta-confermata - delirante contratto! Mio - mantre gli anni fuggono!
Lento discendi, o Paradiso! Labbra a te non avvezze Timidamente delibano i tuoi gelsomini, Come l'ape stremata Che giunge tardi al fiore, Ronza intorno alla sua stanza, Conta il nettare, Entra, e si perde tra i profumi.
Quando sento la parola "fuga" il mio sangue scorre più veloce, sorge in me improvvisa la speranza e son pronta a volare. Quando sento dire di prigioni distrutte da soldati, come un bambino scuoto le mie sbarre invano, ancora invano.