Nella tua anima, ho visto il cielo con i tuoi occhi, mi sono perso nei tuoi desideri, mi sono ritrovato nei tuoi piaceri, ho vissuto attimi senza fine, attimi liberati dal tempo, dalla materia, ho vissuto un'alba di nuova vita, nata da due anime. Non c'è fiore più vivo di te.
Un filo ci lega, ci fascia con un cordone virtuale, la tua voce, bassa e lontana, stringe la mia anima.
Circondato di te, in una stanza buia e sola, sfiorato dalla tua immagine, uscita da uno specchio nero.
Coperto dalla tua pelle, sotto un finto lenzuolo di seta. Ti vedo in un fiore, dai petali d'emozione, con un alto gambo fatto d'anima, ti vedo in un prato di verde speranza.
Vorrei coglierti, godere del tuo profumo, sfiorare i tuoi petali.
Voglio, voglio solo amarti, farti vivere per sempre in me.
Solamente emozioni pure, solamente dei sospiri veri, cerco il frutto di un'alchimia di sentimenti.
Vorrei veder nascere i baci, coccolare i piccoli pargoletti di carezze, vorrei far crescere tra le mie braccia, il dolce bambino che si chiama amore, in compagnia di un battito che scandisce il tempo.
Narrargli emozioni scavate nel passato, perse nel tempo, cercate nei ricordi.
Saprei dove trovare la fonte di queste carezze, saprei dove rubare queste emozioni, dove far nascere questa famiglia di sentimenti. Ma... Forse se non lo sapessi sarebbe meglio?
I miei incantesimi sono infranti. La penna mi cade, impotente, dalla mano tremante. Se il mio libro è il tuo caro nome, per quanto mi preghi, non posso più scrivere. Non posso pensare, né parlare, ahimè non posso sentire più nulla, poiché non è nemmeno un'emozione, questo immobile arrestarsi sulla dorata soglia del cancello spalancato dei sogni, fissando in estasi lo splendido scorcio, e fremendo nel vedere, a destra e a sinistra, e per tutto il viale, fra purpurei vapori, lontano dove termina il panorama nient'altro che Te.
Voglio che tu sappia una cosa. Tu sai com'è questa cosa: se guardo la luna di Cristallo, il ramo rosso del lento autunno alla mia finestra, se tocco vicino al fuoco l'impalpabile cenere o il rugoso corpo della legna tutto mi conduce a te, come se ciò che esiste, aromi, luce, metalli, fossero piccole navi che vanno verso le tue isole che m'attendono. Orbene, se a poco a poco cessi d'amarmi cesserò d'amarti a poco a poco. Se d'improvviso mi dimentichi, non cercarmi, che già ti avrò dimenticata. Se consideri lungo e pazzo il vento di bandiere che passa per la mia vita e ti decidi a lasciarmi sulla riva del cuore in cui ho le radici, pensa che in quel giorno, in quell'ora leverò in alto le braccia e le mie radici usciranno a cercare altra terra. Ma se ogni giorno, ogni sera senti che a me sei destinata con dolcezza implacabile se ogni giorno sale alle tue labbra un fiore a cercarmi ahi, amore mio, ahi mia, in me tutto quel fuoco si ripete, in me nulla si spegne né dimentica il mio amore si nutre del tuo amore, amata, e finché tu vivrai starà tra le tue braccia senza uscire dalle mie.
Un "fiore"colpito dal "vento" La corolla si sfoglia, i suoi petali cadono. Una vita sconvolta Il mondo le si avvolge di nero Nella testa, pensieri, solo tristi pensieri. Domande a se stessi? Le risposte? Sono tristi risposte! C'è un passato e ci si illude lo stesso. L'immagine di quella vita? Del buio, un labirinto, angoscia e un'idea fissa che nasce. "C'è un "sole" che scacci quel "vento" ed illumini di nuovo il mio mondo? " ... un bar, un juke box, della musica. Due canzoni, due ricordi, due illusioni Che un disco rinnova. Confusione, fumo, rumore, dei ragazzi che parlano, altri che ridono. Due che si incontrano. Il "fiore" che ancor soffre; parla Si confida. Ha fiducia. Rinasce? Ha incontrato "quel raggio di sole" Ma l'idea fissa, legata al passato Imbroglia ancora il suo cuore, mentre, il "sole" vorrebbe dargli il suo amore.