Poesie d'Autore


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Dante

Un giorno, al chiuso, il pedagogo fiacco
m'impose la sciattezza del comento
alternato alla presa di tabacco.

Mi rammento la classe, mi rammento
la scolaresca muta che si tedia
al commentare lento sonnolento;

rivedo sobbalzare sulla sedia
il buon maestro, per uno scolaro
che s'addormenta su di te, Comedia!

Attento! Attento! - Ah! più dolce sognare
con la gota premuta al frontispizio
e l'occhio intento alle finestre chiare!

Ad ora ad ora un alito propizio
alitava un effluvio di ginestre
sul comento retorico e fittizio.

La Primavera, l'esule campestre,
conturbava la gran pace scolastica
pel vano azzurro delle due finestre.

Io fissavo gli attrezzi di ginnastica,
gli olmi gemmati, l'infinito azzurro
in non so che perplessità fantastica;

e tendevo l'orecchio ad un sussurro,
ad un garrito di sperdute gaie,
in alto in alto in alto, nell'azzurro.

Guizzavano, da presso, l'operaie
affacendate in paglia in creta in piume,
riattando le case alle grondaie...

Con gli occhi abbarbagliati da quel lume
primaverile, mi chinavo stracco,
ripremevo la gota sul volume.

E riudivo il pedagogo fiacco
alternare alla chiosa d'ogni verso
la consueta presa di tabacco...

Ah! non al chiuso, ma nel cielo terso,
nel fiato novo dell'antica madre,
nella profondità dell'universo,

nell'Infinito mi parlavi, o Padre!
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    «Ex voto»

    S'alza la neve in pace;
    la valle che s'imbianca
    spicca sul cielo bruno.

    Il Santuario tace
    nella gran pace bianca
    dove non c'è nessuno.

    Nessuno per guarire
    del male che lo strazia
    più giunge di lontano...

    Sol io potrei salire,
    salire per la grazia:
    mi rifarebbe sano...

    Ma non vedrò la faccia
    nera e la mitra aguzza...
    Troppo ai bei dì sereni,

    avvinto a quelle braccia
    baciai la medagliuzza
    tepente tra i due seni...
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      La statua e il ragno crociato

      Io so il mistero di colei che abbassa
      l'antiche ciglia in vigilanza estrema,
      quasi, nel marmo trepidando, tema
      d'aggrovigliare un'esile matassa.

      Io so. Guardate contro il sole: passa
      dall'una all'altra mano e splende e trema
      il filo che un'epeira diadema
      conduce senza spola e senza cassa.

      Aracne fu pietosa. E chi non mai
      più rivedrà la terra sacra abbassa
      le ciglia illuse e vede il mare Egeo,

      vede una schiava al ritmo dei telai,
      appenderle dal plinto una matassa:
      e canta un canto dolce il gineceo.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)
        Tra le sirene che Boecklin gittava
        nel fremito dell'onde verdazzurre
        una ne manca, appena adolescente,
        agile più di tutte e la più bella.

        Poiché non quella che supina ascolta
        il Tritone soffiare nella conca,
        non quella che si gode la bonaccia
        con tre scherzosi albàtri affaticati,

        e non quelle che fuggono al Centauro,
        l'una presa alle chiome, l'altra emersa
        con volto sorridente, l'altra immersa
        col busto, eretta con le gambe snelle:

        non tutte quelle vincono la grazia
        appena adolescente che abbandona
        il mare caro al grande basilese,
        il mare Azzurro per il mare Grigio!

        E al mare nostro più non resta viva
        che l'immagine fatta di memoria,
        svelta nel solco dove più ribolle
        la spuma e dove l'onda è tutta gemme!
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Ad un'ignota

          Tutto ignoro di te: nome, cognome,
          l'occhio, il sorriso, la parola, il gesto;
          e sapere non voglio, e non ho chiesto
          il colore nemmen delle tue chiome.

          Ma so che vivi nel silenzio; come
          care ti sono le mie rime: questo
          ti fa sorella nel mio sogno mesto,
          o amica senza volto e senza nome.

          Fuori del sogno fatto di rimpianto
          forse non mai, non mai c'incontreremo,
          forse non ti vedrò, non mi vedrai.

          Ma più di quella che ci siede accanto
          cara è l'amica che non mai vedremo;
          supremo è il bene che non giunge mai!
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            Scritta da: Widmer Valbonesi
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Il faro dei tuoi sogni

            Mi senti ben piantato
            nel molo dei ricordi
            cui con la tua mente
            ogni tanto approdi
            Mi vedi intermittente
            indicare la luce al cuore
            e come dolce onda
            a me ti avvicini.
            Sono il faro dei tuoi sogni !
            Non quelli che insegui
            e che non trovi mai.
            Quello che ti appare
            come porto sicuro
            lì, ad indicare la rotta
            da seguire, la strada
            diritta della realtà.
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              Scritta da: Widmer Valbonesi
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Bisogno di stonare

              Come un gracidare di rane
              nello stagno mi appaiono
              certe menti inconsistenti.
              Stanno in mezzo al fango
              si nascondono al rumore,
              si accontentano di mangiare
              ingrassano cantando,
              tutte come una sol voce.
              E più la melma cresce
              loro sembrano sguazzare
              si adeguano al contesto
              aumenta il gracidare
              nessuna di quelle menti
              coro di rane, sarà capace
              o avrà il coraggio di stonare.
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                Scritta da: Widmer Valbonesi
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                La fuga finirà

                Scappa, scappa, eterna insoddisfatta
                sogna pure quell'amore
                che non trovi, cerca attenzione
                fra menti indifferenti.
                Un giorno capirai
                che ciò che vuoi
                lo trovi in ciò che hai.
                Vivilo con me il tuo
                desiderio di nuovo.

                Non ci sono destini fabbricati
                Da eterne insoddisfazioni.
                Scappa, scappa ma il mio ti amo
                E la mia tenerezza, ovunque
                ti raggiungeranno
                e da me riporteranno
                te, la tua mente, i tuoi sogni
                e il tuo desiderio di amore.
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                  Scritta da: Widmer Valbonesi
                  in Poesie (Poesie d'Autore)

                  L'abbandono

                  Riappari, irresistibile richiamo
                  di un'eco non lontana
                  E scrivo altre parole
                  che si sparpagliano nel vento
                  come foglie già appassite.
                  Non più farfalle che rapite
                  cercano il nettare nei fiori.
                  Inutili sillabe o canzoni
                  che mai potranno riportarmi
                  il tuo amore o quelle parole
                  languide che pronunciavi
                  nell'abbandono.
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                    Scritta da: Widmer Valbonesi
                    in Poesie (Poesie d'Autore)

                    Sembra l'infinito

                    Canti di germani reali
                    e voli di alzavole che si
                    stampano nel cielo rosa
                    del tramonto autunnale.
                    Odore di salsedine
                    che giunge nella stanza
                    e si amalgama ai sospiri
                    dei corpi tesi nell'amore.

                    Guizzi di piacere
                    come sprazzi di luce
                    che nascono dai brillanti
                    li percorrono come brezza
                    e come languida carezza
                    in un crescendo piano piano,
                    si fonde nel crogiolo quell'amore
                    e…. sembra l'infinito.
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