Rabbia di esser nato Rabbia di esser cresciuto Rabbia di aver creduto Rabbia di essersi fidato Rabbia di esser stato tradito Rabbia di essere usato Rabbia di non poter fare Rabbia di dover fare Rabbia di aver sperato Rabbia di esserci ricascato Rabbia di non fare ciò che ci si ripromette di fare Rabbia di non poter urlare il proprio dolore Rabbia di dover chiedere grazie Rabbia di non essere ascoltato Rabbia di dover ascoltare Rabbia di aver amato Rabbia di essere buttato Rabbia di cadere Rabbia di doversi rialzare Rabbia di dover nascondere e da capo tutta la vita ricominciare Rabbia di dover sperare Speranza di stare in alto e finalmente godere nel vedere la rabbia negli occhi degli altri.
Neanche la seta ti aiuta stasera a trovare riposo, come un giro finito di giostra, rattrista il bimbo scherzoso, il sogno d'un tratto s'arresta impressa negli occhi, la faccia del mostro il bimbo ormai desto da un sonno indigesto. Dormendo il mostro non sempre è uno spettro a volte è un viso alabastro, la voce di un astro. Un volto nel sonno è un suono, un accordo riapro i miei occhi e poi me lo scordo. E gira, gira e rigira la giostra e suono ed accordo diventano inno della mia orchestra.
Scuri sicuri sinceri, calde decise perfetto impeccabile... senza eguali... inimitabile... per me inaccessibile... Ti ho immaginato prima di conoscerti ma non pensavo che esistessi anche al di fuori dei miei sogni!
Un leggero bacio sulla guancia... lontano dai tuoi occhi schivi sei triste e non lo so! Nella pazienza non trovo serenità, furto alle parole, ma non alla poesia.
Era d'agosto. Un povero uccelletto ferito dalla fionda di un maschietto andò, per riposare l'ala offesa sulla finestra aperta di una chiesa.
Dalle tendine del confessionale il parroco intravide l'animale ma, pressato da molti peccatori che pentirsi dovean dei loro errori rinchiuse le tendine immantinente e si rimise a confessar la gente.
Mentre in ginocchio oppur stando a sedere diceva ogni fedele le preghiere, una donna, notato l'uccelletto, lo prese, e al caldo se lo mise in petto.
Ad un tratto improvviso un cinguettio ruppe il silenzio: cìo, cìo, cìo, cìo.
Rise qualcuno, e il prete, a quel rumore il ruolo abbandonò di confessore; scuro nel volto, peggio della pece s'arrampicò sul pulpito, poi fece: "Fratelli, chi ha l'uccello, per favore vada fuori dal tempio del Signore".
I maschi, un po' stupiti a tali parole, lesti s'accinsero ad alzar le suole, ma il prete a quell'errore madornale, "Fermi, gridò, mi sono espresso male! Rientrate tutti e statemi a sentire: sol chi ha preso l'uccello deve uscire!"
A testa bassa, la corona in mano, cento donne s'alzarono piangendo. Ma, mentre se n'andavano di fuora il prete rigridò: "Sbagliato ho ancora; rientrate tutte quante, figlie amate, che io non volevo dir quel che pensate!"
Poi riprese; "Già dissi e torno a dire che chi ha preso l'uccello deve uscire. Ma mi rivolgo, a voce chiara e tesa, soltato a chi l'uccello ha preso in chiesa!"
A tali detti, nello stesso istante, le monache s'alzaron tutte quante; quindi col viso pieno di rossore lasciarono la casa del Signore.
"Oh Santa Vergine! - esclamò il buon prete - Sorelle orsù rientrate e state quiete, poiché voglio concludere, o signori, la serie degli equivoci ed errori; perciò, senza rumori, piano piano, esca soltato chi ha l'uccello in mano".
Una fanciulla con il fidanzato, ch'eran nascosti in un angolo appartato dentro una cappelletta laterale, poco mancò che si sentisser male. Quindi lei sussurrò col viso smorto "che ti dicevo, hai visto? Se n'è accorto!"
Come foglie... agitate dal sopraggiungere del vento, malinconiche in quest'ultima danza di vita, sono i miei pensieri. Nell'attesa di staccarsi dal loro sicuro ancoraggio, un brivido muto le fa svolazzare sbarazzine per planare silenziosamente a coprire la terra. Come foglie i miei pensieri... si adagiano su questo foglio nell'attesa di ingiallire come antica sapienza.
Questo è per le madri che stanno alzate tutta la notte tenendo in braccio i loro bambini ammalati dicendo "è tutto a posto tesoro, la mamma è qui con te". Per quelle che stanno per ore con i loro bambini che piangono in braccio cercando di dare loro conforto. Questo è per tutte le madri che vanno a lavorare con il rigurgito nei capelli, macchie di latte sulla camicia e pannolini nella loro borsetta. Per tutte le mamme che riempiono le macchine di bimbi, fanno torte e biscotti e cuciono a mano i costumi di carnevale. E per tutte le madri che non fanno queste cose. Questo è per le madri che danno la luce a bambini che non vedranno mai. E quelle madri che hanno dato una casa a quei bambini. Per le madri che hanno perso i loro bambini durante quei preziosi 9 mesi e che non potranno mai vederli crescere sulla terra, ma un giorno potranno ritrovarli in Cielo! Questo è per le madri che hanno opere d'arte di valore inestimabile appese in cucina. Per le madri che si sono gelate al freddo alle partite di calcio invece di guardarle dal caldo della macchina, così quando il bimbo le chiede: "Mi hai visto, Mamma?" Potranno dire: "Certo! Non me lo sarei perso per niente al mondo!" Pensandolo veramente. Questo è per tutte le madri che danno una sculacciata, disperatamente, ai loro bambini al supermercato quando urlano facendo i capricci per il gelato prima di cena. E per tutte le mamme che invece contano fino a 10. Questo è per tutte le mamme che si sono sedute con i loro figli per spiegare come nascono i bambini. E per tutte le madri che avrebbero tanto voluto farlo, ma non riescono a trovare le parole. Questo è per tutte le mamme che fanno la fame per dare da mangiare ai loro figli. Per tutte le madri che leggono la stessa favola due volte tutte le sere, e poi la rileggono "ancora una volta". Questo è per tutte le madri che hanno insegnato ai loro bambini di allacciarsi le scarpe prima che iniziassero ad andare a scuola. E per tutte quelle che hanno invece optato per il velcro. Questo è per tutte le madri che hanno insegnato ai loro figli maschi a cucinare e alle figlie come si fa a ad aggiustare un rubinetto che perde. Questo è per tutte le madri che girano la testa automaticamente, quando sentono una vocina chiamare "mamma!" In mezzo a una folla, anche se sanno bene che i loro figli sono a casa - o anche via, grandi, all'università... Questo è per tutte le mamme che mandano i loro figli a scuola con il mal di pancia assicurandoli che una volta a scuola staranno meglio, per poi ricevere una chiamata dall'infermeria della scuola chiedendo di venirli a prendere. Subito. Questa è per tutte le madri di quei ragazzi che prendono la strada sbagliata e non trovano il modo di comunicare con loro. Questo è per tutte le matrigne che hanno cresciuto i figli di altre madri, donando a loro tempo, attenzione e amore... e che non vengono apprezzate!... Per tutte le madri che si mordono le labbra fino a farle sanguinare, quando le loro quattordicenni si tingono i capelli di verde. Per le madri delle vittime delle sparatorie nelle scuole, e per le madri di chi ha sparato. Per le mamme dei sopravvissuti, e le madri che guardano con orrore la tv; abbracciando i loro figli che sono ritornati a casa sani e salvi. Questo è per tutte le mamme che hanno insegnato ai loro figli di essere pacifisti ed ora pregano per loro, di tornare a casa dalla guerra sani e salvi. Cos'è a fare una brava Madre? La pazienza? La compassione? La determinazione? La capacità di allattare, cucinare e ricucire un bottone di una camicia nello stesso momento? O è nel loro cuore? È il magone che senti quando vedi tuo figlio o figlia scomparire giù per la strada mentre va a scuola a piedi per la primissima volta? Lo scatto che ti porta dal sonno al risveglio, dal letto alla culla... alle 2 di notte, per appoggiare una mano sul tuo bambino che dorme? Il panico che ti viene, anni dopo, sempre alle 2 di notte quando non vedi l'ora di sentire la chiave nella serratura e sapere che è tornato a casa sano e salvo? O sentire il bisogno di correre da dovunque tu sia per abbracciare i tuoi figli quando senti che c'è stato un incidente, un incendio o un bimbo che è morto? Le emozioni della maternità sono universali, le stesse sono per le giovani madri che barcollano fra i cambi di pannolini e mancanza di sonno... e le madri più mature che imparano a lasciarli andare. Per le madri che lavorano e quelle che rimangono a casa. Per le madri single e quelle sposate. Madri con soldi, madri senza soldi. Questo è per tutte voi Tenete duro. Alla fine possiamo fare solo del nostro meglio. E dire a loro tutti i giorni che li amiamo. E pregare, per loro.
Poco tempo ancora è passato e nella mia mente nulla ho dimenticato si dice che il tempo cancelli i ricordi o almeno li renda velati, ma quello che tra noi c'è stato niente e nessuno cancellare potrà mai, i tuoi occhi, il tuo sorriso, il tuo amore vero, i giorni con te passati, uno squarcio mi si è aperto nel cuore una ferita che porterò dentro e con essa un gran dolore, tutto mi riporta a te tutto mi parla di te, vorrei che capissi i miei silenzi e poter riuscire a farti guardare il vuoto che ho dentro, l'orgoglio, l'odio, ci ha rovinto, io non ti ho mai tradita, e nemmeno il pensiero ho sfiorato ti avevo giurato con te o con nessuna ti sembrerà strano, forse non crederai un giorno mi auguro di reincontrarti e coi tuoi occhi guarderai che quest'uomo, il giuramento ha mantenuto nonostante tu non mi hai creduto, e mentre scrivo la gola è stretta in una morsa, mi attanaglia, stringe forte, fino a togliere il fiato, vago senza una meta i miei occhi ormai spenti non godranno mai più della tua luce, queste parole son dettate dal cuore non dalla mente, che ormai spenta nulla immagina, nulla pensa, ma tutto è fatto ormai e queste, lo so bene, sono parole che non leggerai mai ti amo forever.