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Scritta da: ROBERTO POZZI

La fine di un storia

Mi aspettavo una risposta,
una qualsiasi idiozia
mi sarebbe bastata,
ero così disperato
che avrei anche accettato
una tua colossale bugia,
pur ritenendola
una subdola eresia,
avrei chiuso gli occhi
alla mia ripugnante ipocrisia!
Nella mia squallida solitudine
avrei anche sopportato
questo tuo amaro verdetto
per cui mi sarei rassegnato
alla evidente delusione
di quel improbabile amore
che non era manco iniziato
ma era già terminato!
Con il tuo brutale abbandono,
senza neanche una parola,
una tua minima giustificazione
che almeno mi avrebbe
sollevato dal senso di colpa
che dovrò espiare
per tutta la vita!
Sono praticamente distrutto,
sono ormai caduto in basso
dal mio breve giro in paradiso,
ho saltato la fermata in purgatorio,
sono finito direttamente all'inferno
dove tu mi ci hai spedito!
Non ho più una chance
per un perdono divino,
le lacrime scorrono,
mentre il mio cuore sanguina
per la tua bastardata
che ha devastato
la mia speranza:
con la tua indifferenza,
hai frantumato
il mio più bel sogno,
il mio amore
incondizionato
che per te
avevo immaginato!
Anche se il tempo
non è mai clemente,
si fa sempre pregare
e poi non ti aiuta
comunque a dimenticare
le cicatrice al cuore
che tu mi hai lasciato
scomparendo
dalla mia esistenza!
Insomma,
anche se dovrò soffrire,
non mi arrenderò
al male che tu mi hai causato,
dunque abbraccerò
il bene in cui ho sempre cercato,
continuerò per la mia strada,
e troverò l'anima gemella
che condividerà con me
l'alba,
il tramonto
e tutto il resto
che viene
prima e dopo
il momento d'amore
che da alla vita
il suo giusto significato,
persino nel più insopportabile
dolore!
Roberto Pozzi
Composta sabato 6 aprile 2013
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    Scritta da: ROBERTO POZZI

    Le fotografie dei rimpianti

    Un'altra fotografia
    carica di rimpianti
    nell'album dei miei ricordi
    che non riesco più
    a guardare
    se non sentendomi
    angosciato
    nel ripensare a te
    senza di me!
    Vedendo quella perduta felicità
    che è rimasta immortalata
    con raffinatezza artistica
    in una espressiva fotografia,
    per disperazione,
    sono sul punto di
    quasi stracciare
    la fotografia dei miei rimorsi
    che continua a perseguitarmi
    in questo presente
    ricordandomi quel passato
    che invece vorrei
    solo dimenticare
    per salvarmi in un futuro
    ancora tutto da pianificare!
    Cercare di fuggire
    da questo ricorrente inferno
    è un'impresa assurda,
    l'interminabile sofferenza
    continua a tormentarmi
    all'insegna dei sensi di colpa
    di non aver mai rimediato
    a quella infelice conclusione
    scritta da un avverso destino
    che non ci sentiva per niente,
    poiché aveva tutt'altro
    in mente!
    Anche se la fotografia
    in bianco e nero
    scattata in quel momento,
    rispecchiava un'apparente felicità,
    io non ho proprio cancellato dalla mia mente
    quello scatto da concorso fotografico
    pieno d'emozioni strabilianti,
    malgrado erano più volte
    già morte dentro il mio cuore,
    ma tuttora vivono alla luce del sole
    su della carta stampata
    ingrigita dai fantasmi
    del mio maledetto passato
    che non se vogliono
    proprio andare via
    dalla mia vita!
    I miei rimpianti
    sono rimasti bloccati
    sempre dentro di me,
    anche se la relazione
    è da tempo finita,
    invece,
    con tutte le sue sfumature,
    questa tenera fotografia
    continua a raccontare
    una storia infinita
    che la stampa digitale
    non è mai disposta
    a dimenticare!
    Roberto Pozzi
    Composta lunedì 1 aprile 2013
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      Scritta da: ROBERTO POZZI

      Il ragazzo dagli occhi blu

      Non credevo ai miei occhi
      quando ti avevo visto entrare
      nel locale del mio amico,
      io ero troppo coinvolto
      dagli ultimi eventi
      che il tuo arrivo
      mi aveva letteralmente
      sconvolto!
      Tu eri l'ultima persona
      che mi sarei immaginato
      di rivedere ancora,
      in quel ritrovo d'amici
      venuti a festeggiare
      il mio ritorno in patria!
      Dopotutto quello che era stato,
      mi sarebbe spiaciuto
      di non aver l'opportunità
      di salutarti come si doveva,
      ma per lo più
      come io volevo!
      Con te non ho mai saputo
      come comportarmi,
      anche se non ti avevo mai
      veramente capito,
      ho sempre sperato
      che tu eri molto di più
      di una effimera conoscenza
      e che io non ero
      un ingenuo puritano
      non infatti disposto
      ad una nuova esperienza
      sentimentale!
      Io ero così contento
      della tua gradita sorpresa
      che mi ero dimenticato
      in quei momenti d'adorazione,
      la nostra burrascosa passione
      mentre prepotentemente guardavo
      nei tuoi bellissimi occhi
      e finalmente notavo,
      in quel blu stupendo,
      l'aura così splendente
      della tua vera personalità!
      Non avevo più alcun timore,
      per la prima volta,
      tu eri vero
      quindi io ti vedevo
      come eri davvero,
      un ragazzo attraente
      che mi stava trattando
      in modo decente;
      percio'del nostro passato
      non mi interessava più niente,
      mi bastava quel momento
      del presente...
      tu eri lì per me
      ed io ero pazzo di te!
      Alla fine di quella allegra
      ma maliconica serata,
      non ero riuscito a mantenere
      il mio pesante segreto,
      avendo già da troppo tempo
      oltrepassato il punto di cottura,
      non ero solo ben cotto
      ma addirittura bruciato
      a tal punto che ti avevo
      persino confessato
      la mia infatuazione per te!
      Anche se tu avevi sminuito
      quellla mia intima rivelazione,
      pur dicendo che la mia sbandata
      con l'andare del tempo
      mi sarebbe passata,
      quel futuro non si è ancora avverato
      come tu avevi
      preannunciato!
      Sono trascorsi diversi giorni,
      i sentimenti di quel momento
      per me esistono ancora,
      mi sa che non scompariranno
      così facilmente
      dalla mia mente,
      ma sicuramente
      rimarranno sepolti
      nell'angolo più remoto
      della mio cuore!
      Continuo sempre
      pensare a te
      ed immaginare,
      come tu hai vissuto
      il mio ultimo comportamento
      dopo che avevo dimenticato
      il mio pentimento
      degli ultimi inconcludenti incontri,
      fuori sul pavimento della strada
      quando ti avevo salutato
      con sentimento,
      lontano dagli occhi indiscreti,
      ti avevo baciato
      come non avevo mai fatto
      con nessuno altro ragazzo
      mentre ti dicevo
      che tu mi piacevi
      davvero!
      Anche se le nostra labbre
      erano entrambre smorzate
      dalle nostre paure,
      le nostre bocche
      erano stracolme
      di reciproca
      e repressa passione
      quando si erano appoggiate,
      l'una con l'altra
      soltanto per un fugace
      e toccante istante!
      Ma del resto
      io non volevo lasciarti così.
      non in quel modo lì,
      dopo che tu mi avevi confermato
      che anch'io ti piacevo
      per davvero!
      Io non volevo più partire,
      non senza dire addio,
      non senza più sentire
      dentro il mio cuore
      quel rovente adore
      della tua corporeità
      e almeno sognare
      che quel istante
      nella realtà,
      era nel mio cuore
      un'eternità!
      Chissà,
      mio caro ragazzo
      dagli occhi blu,
      come questa storia finirà,
      nessuno di noi sa veramente
      che cosa ci succederà;
      magari il nostro destino
      ci riserverà qualche novità,
      o una fortunata conclusione
      alla nostra favola incompiuta
      che finora abbiamo interpretato
      senza quel risultato!
      Come due grandi attori
      in un film sentimentale
      abbiamo solamente vissuto
      un incredibile momento
      di genuina passione,
      ma in una plausibile
      e sublime continuazione
      noi potremmo vivere
      la fine della storia
      come due protagonisti,
      felici e contenti,
      alla luce d'un sole colorato
      di un splendido tramonto
      dorato!
      Roberto Pozzi
      Composta venerdì 15 marzo 2013
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        Scritta da: ROBERTO POZZI

        L'ironia del destino

        L'ironia del destino
        non da tregua a me
        come del resto
        neanche a te,
        lasciando
        la propria amara sorpresa
        che ferisce
        con una cicatrice
        nel profondo dell'anima,
        ma che tu senti,
        volgarmente parlando,
        come una pugnalata al cuore
        uscita dall'oscurità
        della terra di nessuno!
        Riflettendo sempre
        sul presente
        e sul breve arco di tempo
        in cui delle persone sconosciute
        sono diventate per te
        delle persone più conosciute
        mentre quelle importanti amicizie
        con cui hai condiviso la tua vita
        sono purtroppo scomparse
        senza apparente motivo
        dalla tua realtà
        non condividendo più con te
        nulla della loro personalità,
        neppure un distaccato saluto
        all'insegna della verità
        che una volta c'era
        ma che adesso
        non c'e più!
        Roberto Pozzi
        Composta venerdì 8 marzo 2013
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          Scritta da: ROBERTO POZZI

          Nostalgia

          Per definizione
          la nostalgia non è solo
          il "desiderio acuto di tornare a vivere in un luogo
          che è stato di soggiorno abituale
          e che ora è lontano" (1),
          ma anche "il bisogno nostalgico di ricercare
          il tempo che non è più" (2),
          ma secondo il mio modesto parere
          anche la desolante verità
          che nostalgia
          fa veramente rima
          con malinconia!
          Solo chi ha compreso
          la malinconia delle emozioni
          con cui ha viaggiato
          nel solitario cammino
          della propria esistenza
          può comprendere
          la vera nostalgia,
          quell'insieme d'emozioni
          che uno non finisce mai d'elaborare
          ma che ha dovuto lasciare indietro
          con quel vissuto di un passato
          mai dimenticato!
          Solo chi è riuscito
          a formare degli affetti
          sinceri e veritieri
          si può permettere di parlare
          della nostalgia,
          come quel sentimento di tristezza
          che non va mai via,
          ma anche quello di tenerezza
          che non si vuol scordare
          come una delle emozioni
          che è assai personale!
          Perciò non si negare la nostalgia,
          l'emozione di quel momento,
          lacerante e soffocante,
          che ci fa sentire sempre soli,
          anche cercando empatia
          dalle persone più vicine
          non si riesce ad annullare
          quel ambiguo dolore
          che è sempre vivente
          nel nostro cuore dolente
          come un profondo rancore
          piuttosto che un pesante rimpianto!
          Dire che siamo dei masochisti
          non è una esagerazione,
          anzi è una constatazione,
          ci crogioliamo privatamente
          e gelosamente
          nei nostri sentimenti
          che pur sepolti nella nostra mente
          con gli altri ricordi del passato
          che non fanno più parte del nostro presente
          e neppure d'un prossimo futuro
          siccome tali ricordi nostalgici
          non possono essere inseguiti
          e tanto meno resuscitati
          non esistendo più
          al di fuori della nostra anima!
          Roberto Pozzi
          Composta domenica 10 marzo 2013
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            Scritta da: ROBERTO POZZI

            Il club dei cuori infranti

            Nel marasma dei vari circoli sociali
            c'è sempre quel club molto popolare,
            per niente esclusivo,
            è continuamente aperto
            soprattutto ai nuovi iscritti,
            a tutte quelle anime in pena
            che non sono rimaste all'orizzonte,
            ad aspettare chissà chi o che cosa
            ma che hanno deciso di rischiare
            il proprio cuore
            per veramente amare!
            Tutte quelle anime sofferenti
            che si sono abbonate
            al club dei cuori infranti,
            poiché sono state abbandonate
            dalle circostanze di un'altra
            storia sentimentale
            finita troppo male!
            Ai nuovi tesserati
            che si sono già ritrovati
            svuotati della propria esistenza,
            inspiegabilmente succhiati
            della loro forza vitale
            per sentirsi degli esauriti
            è comunque normale
            che tutti finiscono ad espiare
            la propria insolenza,
            quella d'aver osato sospirare
            una vita migliore
            all'insegna dell'amore!
            Anche se una volta entrati
            in questo circolo comune
            dell'affetto mancato,
            non è per niente facile uscirne,
            perché quando ci si sofferma
            in questo mondo di dolore
            si continua a sognare
            l'amore reale!
            Inevitabilmente
            uno rimane intrappolato
            in questo limbo emotivo,
            nella terra di mezzo dei sentimenti...
            il purgatorio spirituale
            del proprio io esistenziale!
            Pur sapendo che in quel momento,
            anche la nostra stessa introspezione
            è alla resa dei conti,
            soltanto un'amara riflessione
            che ci vorrebbe affogare
            nella disperazione
            e magari anche sprofondare,
            sempre più in fondo
            del nostro baratro infernale
            dell'autocolpevolizzazione irrazionale!
            Non ci dobbiamo scoraggiare,
            anche siamo in mille pezzi
            sparsi per l'universo,
            non ci dobbiamo mai disprezzare,
            ma ci possiamo davvero salvare;
            sembra scontata
            ma la banale soluzione
            è di continuare a sognare
            il paradiso sentimentale
            non smettendo mai d'amare
            anche chi non ha mai capito
            cosa significa amare!
            Roberto Pozzi
            Composta martedì 5 marzo 2013
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              Scritta da: ROBERTO POZZI

              Un figlio di Dio

              Io sono molto di più
              della mia identità di qualsiasi genere,
              ma per la mia cosiddetta scelta
              della mia affettività sentimentale
              vengo aspramente contestato
              da quei devoti fedeli
              e religiosi bigotti
              che nella loro anima
              vive soltanto
              un'arroganza divina
              piuttosto che
              l'umiltà cristiana!
              Per la verità,
              non so neanche definire cosa sia
              un'attrazione sentimentale,
              ma sicuramente,
              io non ne faccio una ostentazione
              della mia diversa disposizione,
              ma neanche mi nascondo
              per la paura d'una disapprovazione
              in un ghetto profondo!
              Io vorrei soltanto vivere
              come tutti i comuni mortali...
              anch'io sono un Figlio di Dio
              e non un figlio del diavolo
              come mi si vuole sempre considerare
              perché
              io non ho mai avuto la libertà
              di chi amare
              o nemmeno di chi rifiutare!
              Io non ho mai avuto
              il libero arbitrio di scegliere
              la mia attrazione sentimentale...
              e'un'inclinazione che non si può mai forzare,
              è per tutti una condizione naturale
              e quindi va rispettata come tale,
              come un diritto basilare
              dell'esistenza umana!
              Se Dio mi creato,
              nella sua perfezione
              di certo non ha sbagliato
              quindi come tutti gli essere umani
              anch'io non vorrei essere odiato,
              non vorrei essere tollerato
              e nemmeno non vorrei essere compatito
              ma vorrei essere solo capito
              da chi è diverso da me
              per quello che veramente sono...
              una delle tante creature del Signore!
              Come ho già dichiarato
              a tutti gli ignoranti
              e decisamente intolleranti
              in questo mondo
              di scarsa comprensione
              già da quando sono nato
              io sono sempre stato
              un figlio di Dio
              perché Lui,
              il mio Signore,
              mi ha voluto così,
              un essere umano,
              diverso ed uguale a te
              ma allora perché
              tu pretendi da me
              di decidere
              chi io non posso amare
              mentre tu puoi decidere
              chi tu puoi anche odiare
              senza la minima considerazione
              che tale comportamento
              non è cristiano
              ma soltanto diabolico!
              Roberto Pozzi
              Composta mercoledì 20 marzo 2013
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                Scritta da: ROBERTO POZZI

                Il paradosso temporale

                In certo senso,
                come esseri umani,
                noi siamo degli eterni scettici,
                quasi degli incorreggibili nevrotici,
                quindi degli incontentabili egoisti
                che non vogliono
                mai accettare
                il fato che a noi
                è stato destinato
                vivendo sperando,
                per lo più sognando
                un futuro migliore!
                Anche se questo cammino
                è lo scopo della vita
                più ricercato,
                la gran parte dei viaggiatori
                proseguono sul loro percorso
                dimenticando sempre
                il paradosso temporale:
                il presente
                è veramente
                l'unico tempo vincente!
                Roberto Pozzi
                Composta venerdì 8 febbraio 2013
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                  Scritta da: ROBERTO POZZI

                  Ti voglio bene

                  Ti voglio bene,
                  l'espressione più apprezzata,
                  per l'appunto
                  più usata,
                  per dimostrare
                  il proprio affetto o amore
                  per una persona a noi cara!
                  Ma non è che la frase
                  "voler bene"
                  sia ormai diventata
                  una affermazione
                  detta a sproposito,
                  abusata
                  e infine svuotata
                  del suo significato originale
                  dalla generica comunicazione
                  degli ultimi anni!
                  Troppe volte,
                  mi è capitato di sentire,
                  "TI voglio bene a modo mio",
                  da non saper più cosa dire!
                  Un "Ti voglio bene",
                  ma solo alla mia condizione,
                  mi ha sempre spiazzato,
                  mentre l'affermazione
                  "Ma lo sai che lo faccio per il tuo bene,
                  non per il bene mio!",
                  mi ha fatto vergognare
                  di essere al mondo
                  e voler scomparire
                  da questa pianeta egoista
                  a cui appartengo
                  ma non condivido!
                  Pur accentando passivamente,
                  il comportamento altrui
                  dietro tale affermazioni,
                  mi è sempre difficile sopportare
                  il dispiacere che scaturisce
                  da tali pesanti dichiarazioni,
                  quindi spesso sfogo
                  la mia frustazione personale
                  contro me stesso,
                  ma non essendo un menefreghista
                  non potrò mai diventerare
                  un esperto opportunista
                  malgrado uno mi dica che mi vuole bene,
                  la triste verità è che a lui
                  non gli frega niente di me!
                  Roberto Pozzi
                  Composta sabato 2 febbraio 2013
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                    Scritta da: ROBERTO POZZI

                    Le parole che non ti avevo mai detto

                    Quanti anni sono passati,
                    eravamo solo dei ventenni,
                    tu eri una bellissima ragazza
                    dagli occhi verdi smeraldo
                    e con un sorriso solare
                    che esprimeva tutta
                    la tua dolcezza femminile
                    quando io ero solo un timido ragazzo
                    che con il fare
                    da quasi intellettuale
                    e la spiccata sensibilità
                    avevano colto la tua attenzione
                    ma anche sconvolto la tua vita!
                    Il mio romanticismo d'altri tempi
                    e la mia naturale eleganza
                    mi rendevano vincente,
                    anche se fisicamente
                    mi ritenevo un perdente,
                    tu mi trovavi comunque
                    molto attraente!
                    Per convinzione personale
                    non mi ero mai permesso
                    d'essere fuorché un caro amico
                    giacché tu non eri libera di agire,
                    tu eri già fidanzata
                    ed io ero veramente
                    un ragazzo educato
                    che non avrebbe mai osato
                    rovinare la tua storia sentimentale
                    per il proprio interesse personale!
                    Non mi erano rimaste molte scelte,
                    non c'era proprio più nulla
                    che appunto potevo fare
                    e così per la tua strada,
                    ti ho dovuto lasciarti andare!
                    Dopo anni di reciproco distacco,
                    il tempo non aveva fatto il suo dovere
                    visto che nessuno di noi due
                    aveva dimenticato
                    quella nostra impossibile favola
                    che non era stata mai condivisa
                    col nostro avverso destino!
                    Dopo anni di titubanza,
                    finalmente ti sei decisa
                    a sposare quel lui
                    che da anni ti corteggiava
                    ma che era ormai sfinito d'aspettarti
                    e quindi cominciava a dubitare
                    della tua disponibilita'coniugale!
                    Ma il brutto scherzo del destino
                    non era mica finito lì,
                    entrambi avevamo già intuito
                    che tua madre aveva ragione
                    quando al tuo banchetto nuziale
                    mi aveva confessato
                    la straziante verità,
                    quella sua rivelazione
                    che non ho mai digerito
                    visto il genuino affetto
                    che nutrivo per te!
                    Ma, come tu ben sai,
                    tua mamma non era mai stata
                    una signora riservata
                    e con il suo delicato tatto
                    mi aveva reso noto
                    che ero arrivato troppo tardi,
                    che purtroppo avevo perso il posto
                    al ragazzo che era appena diventato
                    il tuo ben amato marito!
                    Roberto Pozzi
                    Composta domenica 3 febbraio 2013
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