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Le migliori poesie di Roberto Pozzi

Nato (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: ROBERTO POZZI

Il coraggio d'amare

Alla fine quella Cassandra
non aveva sbagliato la profezia,
il riservato principe dei tuoi sogni
ha poi continuato il suo cammino
con il cuor di pietra distrutto
da un'abbaglio d'amore.

Se le dimensioni corporee
sono abbastanza ravvicinate,
nella tua fuga dal mio presente
i nostri spiriti sono rimasti così distanti
non permettendo ulteriori condivisioni
di quelle malaugurate vite
che ancora ci appartengono.

Nei panni del profano,
ingenuo ma romantico sognatore,
sempre sconvolto dal male oscuro,
senza apparente motivazione
abbandonato a contemplare
nell'infernale limbo
quel vuoto del nulla
a me ben noto.

La paura di guardare
all'interno della tuo essere
o nella mia anima ferita
non ha fatto che annientare
il mio infinito desiderio d'affetto,
chiudendomi nel profondo sé
sono così diventato
la tua copia speculare.

Dietro quel muro di gomma
eretto per respingere a priori
un'eventuale delusione,
non si può vivere
il nobile sentimento
che ci rende umani,
il coraggio d'amare.
Roberto Pozzi
Composta martedì 21 ottobre 2014
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    Scritta da: ROBERTO POZZI

    Il volto dell'amore

    Il romanticismo non è morto,
    almeno nel mio cuore vive,
    reclama il legittimo rispetto
    da quei superficiali amanti,
    riscattando il senso della vita
    non soltanto nella mia anima
    impaziente di passione.

    Quanto vorrei penetrare
    nel profondo dei tuoi occhi,
    cogliere l'essenza dello spirito
    dietro la maschera dalle lenti solari
    e capire se tu sei davvero reale.

    Troppi demoni incontrati sul cammino
    hanno turbato un dannato sognatore,
    promettendo angelici concerti
    per dopo regalare sgradevole sinfonie
    degne di diabolici applausi.

    Pur essendo democratico,
    il tempo non è affatto gentile,
    a nessuno lascia la possibilità
    di ripetere spesso gli stessi errori
    e di rivedere il volto dell'amore.
    Roberto Pozzi
    Composta domenica 18 ottobre 2015
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      Scritta da: ROBERTO POZZI

      L'inquietante realtà

      Alle docili masse conformiste
      condizionate da propagande mediatiche
      il male risiede sempre altrove,
      molto lontano dalla propria casa.

      L'inquietante realtà del presente
      rimane l'apatica indifferenza umana,
      gente apparentemente perbene
      non s'indigna più di nulla,
      se non per ipocrita spirito
      in una conversazione sociale.

      La violenza dell'uomo esiste soltanto
      al cinema o in qualche giornale.

      Non tutti gli spiriti turbati
      vivono d'interessi personali,
      non si adeguano ai taciti dogmi
      della mentalità dominante,
      alcuni coraggiosi osano trasgredire,
      rispettando la libertà altrui
      realizzano il proprio sé
      cambiando il mondo!
      Roberto Pozzi
      Composta sabato 17 ottobre 2015
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        Scritta da: ROBERTO POZZI

        Chiaro di luna

        Sentendomi addosso
        l'appiccicoso bollore
        di un altro interminabile giorno,
        dall'augusta camera
        dei desideri mai vissuti
        volevo fuggire dalla mia asfissiante vita,
        inconsciamente ne cercavo la sua morte
        nella fresca brezza del sontuoso giardino.

        Da giorni era sempre notte
        nel mio cuore svuotato,
        il buio esterno entrava
        dall'enorme finestra spalancata,
        l'onirica visione della luna piena
        non placava le urla di rabbia
        del mio animo distrutto,
        le tenebre vivevano dentro di me
        già dal giorno che ero nato.

        In quella notte insonne
        la mia ombra non mi dava pace,
        riflettere sul niente del nulla:
        sarebbe stata
        la migliore evasione
        per non pensare a te.

        Non sopportavo il chiarore nel cielo
        mentre ammiravo la totale maestosità
        sfoggiata dal tuo venerato corpo celestiale
        ma poi non vedevo oltre
        quegli affascinanti fasci di luce
        che avevano accompagnato
        il mio zoppicante cammino.

        La tua stella era sparita
        dal mio cielo stellato
        per rinascere in chissà
        in quale altra galassia,
        il chiaro di luna offuscava
        il ricordo della tua luminosità.
        In un mio ritorno al passato,
        per un breve movimento
        del vecchio pendolo,
        il tempo si era infatti fermato
        e il mio sconsolato cuore
        aveva smesso di battere
        sperando soltanto
        nel romantico sogno
        del tuo ambivalente amore.

        Un appassionato sorriso
        era tuttavia ritornato
        sul mio insofferente viso,
        nel piccolo firmamento
        del mio ristretto universo,
        la debole luce della tua stella
        continuava stranamente a brillare
        tra le stelle di tutte le costellazioni
        illuminando quel buio profondo
        della mia anima
        ancora ferita!
        Roberto Pozzi
        Composta mercoledì 25 giugno 2014
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          Scritta da: ROBERTO POZZI

          Redenzione

          Per un'anima che non si è mai sentita amata
          e piuttosto sempre abbandonata,
          non ci può essere redenzione al fronte
          a meno che all'orizzonte
          non ci sia il vero amore...
          quello che ti solleva dal ponte della solitudine
          alla fonte della eterna beatitudine
          e solo allora la mia anima dannata
          verrà salvata
          perché si sentirà amata!
          Roberto Pozzi
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            Scritta da: ROBERTO POZZI

            Fantasma del passato

            Come altre precedenti promesse
            avevo giurato a me stesso
            di cancellare il ricordo di te,
            quel fantasma del mio recente passato
            che non volendo morire,
            rimaneva immobile ad aspettare
            la mia divina assoluzione
            nel limbo delle emozioni fallite
            da cui ero incapace di lasciare.

            Nel profondo del mio essere
            speravo che quel tuo ignobile gesto
            fosse stato un'elaborata farsa
            per ritornare con la tua vecchia fiamma,
            immagino dalle ultime malinconiche poesie,
            sei tuttora un caro angelo senza ali
            vagando per il mondo senza un esplicito perdono
            non è facile trovare dell'acqua santa
            con cui lavare la propria anima
            dal sudiciume dei peccati commessi.

            È tardi per recuperare il passato
            il tuo fantasma è ancora nel mio presente
            continuando a vivere in me
            io non so più chi sono,
            ho di nuovo perso me stesso
            nell'oscurità dei sentimenti.
            Mi sento tremendamente solo
            spoglio di tutti gli indumenti
            che una volta mi avevano difeso,
            giacendo sul pavimento
            di quella stanza nera,
            piango quello che sono diventato,
            uno spirito rovinato dalla vita
            che neanch'io riesco
            ad amare!
            Roberto Pozzi
            Composta domenica 13 luglio 2014
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              Scritta da: ROBERTO POZZI

              Oltre l'apparenza

              Neanche tu eri così diverso,
              appartenevi alla massa di ciechi
              che non vedeva oltre l'apparenza!
              Pur essendo stato molto convincente
              a nascondere la tua angoscia,
              l'auto imposta panacea dei sensi
              non ti aveva restituito la serenità,
              anzi la confusione più totale
              continuava a rovinare
              il tuo fragile equilibrio.

              ll tuo insensato appello
              per la mia approvazione,
              le mie intime confidenze
              non ti avevano salvato
              da te stesso...
              dalle tue paure:
              io ero sempre invisibile
              ai tuoi occhi accecati
              dai tuoi stessi pregiudizi,
              il tuo gentile cuore
              era perennemente bloccato
              alla fine della tua ultima storia,
              un doloroso lutto da elaborare
              e troppi recenti ricordi
              ancora da sotterrare.

              Non mi avevi veramente compreso,
              oltre l'invisibile muro del mio cristallino,
              le facili deduzioni della tua inquisizione
              non ti avevano svelato oscuri segreti
              avevano fabbricato inspiegabili sospetti
              tessuti nella tua impenetrabile armatura
              a difesa della prossima delusione.

              Non c'eri mai riuscito a leggermi,
              ad avvicinarti al mio vero essere,
              immobile dinanzi ai miei tenebrosi occhi
              ti eri fermato all'evidente facciata
              del mio burrascoso passato
              per non scoprire chissà
              quale scomoda verità;
              la tua ristretta visione del mondo
              aveva distorto la mia innocenza
              rovinando senza un minimo rimorso
              anche le ultime vestigia
              del mio insito romanticismo.

              Non avevi quindi mai sentito
              il mio cuore pulsare per te,
              nella tua mente mi avevi già conosciuto
              personificando quel solito specchio disincantato
              che rifletteva soltanto quella costruita falsità,
              il tuo infondato pensiero sul sottoscritto
              ti aveva appunto imprigionato
              nel tuo più profondo
              e intoccabile sé!

              In questo mondo di miscredenti,
              in nessun caso mi arrenderò
              alla tristezza di un altro amore mancato,
              continuerò il mio percorso
              a sognare il sentimento divino,
              a cercare la mia anima gemella,
              a sperare nell'unico spirito
              che mi toccherà l'anima.
              Roberto Pozzi
              Composta lunedì 27 gennaio 2014
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                Scritta da: ROBERTO POZZI

                Domani

                A qualche anima fortunata
                è stata pure concessa
                la facoltà di sprecare
                la preziosa vita,
                alla fine dei conti,
                arriviamo tutti al quel fatidico dunque.
                Riflettendo sullo scorrere del tempo
                non ne rimane mai abbastanza,
                il futuro che uno s'immagina
                può non esistere,
                neanche nei sogni.
                Cosa si vuole veramente fare
                nell'ultimo giorno
                della propria esistenza
                è la domanda che ha un senso,
                cosa stiamo aspettando...
                finché siamo in tempo
                è meglio scoprire
                per cosa vale la pena
                vivere... domani.
                Roberto Pozzi
                Composta lunedì 10 novembre 2014
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                  Scritta da: ROBERTO POZZI

                  Immagini nella mente

                  Sfavillanti immagini
                  all'estremo confine
                  della mortale libidine,
                  indescrivibili ritratti di fantasia
                  e rara bellezza
                  che non neppure
                  un dio onnipotente
                  oserebbe mai ostentare
                  tale incredibile creazione.

                  Dal profondo inconscio,
                  certe rappresentazioni,
                  fotografie mentali,
                  banali metafore nate
                  dalla nostra cultura
                  smodatamente popolare,
                  spesso invadono
                  il conscio presente
                  creando un domani
                  mai veramente vissuto,
                  un'eterea visione
                  completamente riservata
                  di un mondo proprio.

                  Immagini dal paradiso
                  mi vengono in mente...

                  una bianca stanza,
                  abbastanza spoglia
                  di superflui soprammobili,
                  e di tanti inutili ieri,

                  armadi colmi d'oscuri pensieri
                  appoggiati sul legno consumato
                  dello scuro pavimento,

                  numerose candele di rigida cera
                  con deboli fiamme virtuali
                  a malapena illuminano
                  l'intimo seducente ambiente
                  volutamente semi buio
                  dove intravedo te

                  mio Amore

                  sull'enorme letto ribassato
                  d'aspetto giapponese
                  adiacente al vassoio di pot-pourri
                  gentilmente profumati,

                  annuso
                  il forte aroma dell'incenso purificante
                  ma nel piacevole rumore
                  di una celestiale melodia

                  vivo
                  in quelle sentimentali
                  figure retoriche,
                  reminiscenze liriche del
                  sublime ricordo

                  la passionale fusione
                  del mio
                  spirito e corpo
                  con la mia anima gemella!
                  Roberto Pozzi
                  Composta lunedì 2 giugno 2014
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                    Scritta da: ROBERTO POZZI

                    Piedestalli

                    Certamente è sbagliato
                    collocare le anime vicine al cuore
                    su piedestalli così in alto
                    che per ammirarli bisogna inchinarsi
                    e guadare verso il cielo.

                    Frutti di malate fantasie
                    benediciamo come nuovi santi
                    esseri considerati grandi amici,
                    li investiamo di qualità divine
                    che neanche nei sogni posseggono,
                    permettendo a loro la libertà
                    di arrecarci inimmaginabili torti.

                    Eccetto per il peggiore di tutti,
                    il peccato commesso a fin di bene,
                    la cattiveria dietro l'apparenza dell'affetto
                    espressa in una superficiale valutazione
                    da farci vergognare chi siamo
                    e in cosa crediamo veramente.

                    Dopo l'apertura del nefasto vaso,
                    l'inizio della fine comincerà da subito,
                    l'abbattimento di quell'oscuro semidio
                    ci trascinerà nell'infinito barato
                    a contemplare quell'assurdità
                    tra le rovine della sua statua.
                    Roberto Pozzi
                    Composta martedì 17 novembre 2015
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