Scritta da: Giuseppe

Non c'è sospeso

Non c'è sospeso
a queste ombre un filo
dove tende alla luce l'altro capo.
Cala la sera sonnolenta
senza pioggia di stelle,
le correnti contrarie e la deriva
schiacciano le ore fuggitive
come l'autunno gli occhi delle foglie,
racimolate lungo falde di un sospiro
affiorano canti sepolti
e fiocchi di capelli ammutoliti,
accorrono pensieri dentellati
come schiere di immagini allo specchio,
oscillano i velieri fra le onde
di questo mar che si dibatte offeso.
O questo decantato amore amore
questo profumo che si spande e vola,
inaridisce il verno le sue piume,
e la scolpita venere di neve
più non si scioglie
non versa le sue acque a questo fiume.
Giuseppe Stracuzzi
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    Scritta da: Giuseppe

    Sottovoce

    La fiamma di una candela
    sottovoce parlando
    rischiara
    coi timidi gesti il silenzio,
    con gli occhi sospesi
    il soffitto accarezza,
    coi passi leggeri
    la stanza trascorre,
    la mano del buio che copre
    le ombre nascoste
    addolcisce, commuove
    lo sguardo che sente nel cuore
    il respiro che sfiora
    la fiamma.
    Un pianto di cera consuma
    fino all'ultima cera
    la fiamma.
    Giuseppe Stracuzzi
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      Scritta da: Giuseppe

      Le quattro stagioni

      Scioglie la primavera coi germogli
      il canto delle primule,
      cela l'estate crespe dell'autunno
      dove mille pensieri senza penna
      inginocchiati ai piedi dell'inverno
      sfogliano tra le pagine illuse
      le foglie imbalsamate.
      O questo libro!
      Questo romanzo sempre vecchio e nuovo
      delle quattro stagioni.
      O questo mare!
      Tra selvagge scogliere, rive, spruzzi
      incespica fruscio del mulinello
      con le onde cupe,
      frastagliati contesti, canti, voci
      spalma il navigatore sui marosi,
      dalle creste azzurre come altezze
      suonano i desideri
      muse, corone, allori
      come sospesi luccicanti inganni
      tentano come i pesci le lampare,
      cadono i sogni nelle valli fonde,
      schegge di fumo tra le righe insorte
      sospinge il vento i fogli
      verso l'ultimo punto...
      butta il vestito logoro non serve
      oltre il velo che incombe,
      nudo, che cosa, niente...
      vosco lettor sospeso
      alla parola "Fine" dell'Autore.
      Giuseppe Stracuzzi
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        Scritta da: Giuseppe

        Caro monte

        Nei cari luoghi dove giocavamo
        tra pendici a bisbigli
        di bosco col silenzio
        ti trovo con la schiena scorticata,
        e sangue di terriccio
        cola a valle.
        La neve si adagiava
        fino alla verticale barricata
        dell'imponente picco,
        ora si ferma
        sulla piaga mozza.
        A basso,
        tra le macerie della tua sconfitta
        si ergono gli ammassi
        di tritato...
        il sole piange
        come un poeta malato
        che più non trova
        fantasia di versi,
        tramonto sanguigno
        tra le nubi
        pare che covi fumo di vendetta.
        Amaro paesino nella valle!
        Giuseppe Stracuzzi
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